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La melatonina può svolgere un ruolo nella sindrome premestruale

Un nuovo studio dei ricercatori del Douglas Mental Health University Institute mostra come le donne con sindrome premestruale che causa anche disturbi del sonno abbiano livelli alterati di melatonina

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 23.12.2012

Questa scoperta potrebbe aiutare a spiegare i disturbi del sonno che vivono alcune delle donne con la PMDD. La PMDD è un disturbo dell’umore che appare nella settimana che precede le mestruazioni, e colpisce circa il 3-8% delle donne. Chi soffre di PMDD può sperimentare  depressione, tensione, irritabilità e di un’ intensità tale da interferire con le attività quotidiane e le relazioni. Anche i disturbi del  sonno sono un sintomo comune della malattia, con un massimo del 70% delle pazienti che segnalano una scarsa qualità del sonno con più risvegli notturni o un’ eccessiva sonnolenza durante la fase sintomatica.

donna

Il team della dottoressa Diane B. Boivin del Centro per lo Studio e la Cura dei ritmi circadiani dell’Istituto Douglas ha studiato come i ritmi della melatonina variano durante le  24 ore in un gruppo di donne con PMDD e in un gruppo di controllo. Nello studio, le partecipanti sono state sottoposte a due visite ogni 24 ore, una volta durante la fase pre-ovulatoria  e di nuovo durante la fase post-ovulatoria. Ogni visita consisteva di un intenso monitoraggio fisiologico in condizioni di isolamento. In queste occasioni sono stati prelevati campioni di sangue per determinare i livelli di melatonina.

Il risultato principale è che, rispetto al gruppo di controllo, le donne con PMDD avevano livelli di secrezione di melatonina durante le ore notturne significativamente ridotti. Le donne con PMDD avevano anche una ulteriore riduzione dei livelli di melatonina durante la fase post-ovulatoria rispetto a quella pre-ovulatoria.

La prevalenza di insonnia e depressione sono entrambe circa due volte più alte nelle donne che negli uomini, ma le ragioni di questo non sono ancora pienamente comprese. I risultati attuali evidenziano l’importanza di considerare i ritmi circadiani della melatonina come fattori della PMDD, con molte implicazioni cliniche.

“È evidente che la comprensione dei meccanismi e della fisiopatologia specifica della PMDD può aiutare a migliorare i trattamenti, tra cui i due approcci, farmacologico e non farmacologico, per questa malattia”, ha detto l’autore, il dott. Ari Shechter.

Studiando la melatonina in particolare, o, più in generale, il sistema circadiano, i medici potrebbero essere in grado di trattare meglio i sintomi, tra cui l’insonnia, nella PMDD.

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