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Lotta al melanoma avanza grazie alla ricerca genetica

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 10.10.2011

Le tecnologie di analisi genomica consentono lo studio dei fattori genetici legati a numerose malattie. Per alcune, questo tipo di ricerca ha scoperta molte informazioni estremamente interessanti e utili, come nel caso del melanoma.
Uno studio pubblicato su Nature Genetics e promosso dal consorzio GenoMEL,individua tre nuove regioni cromosomiche implicate nella suscettibilità al melanoma. Il consorzio GenoMEL è finanziato dalla Commissione Europea e dal National Institutes of Health (USA) per comprendere i determinanti genetici e molecolari del melanoma. I ricercatori presso l’Institut D’Investigacions Biomèdiques August Pi i Sunyer (IDIBAPS) e la Clinica dell’Ospedale di Barcellona hanno un ruolo rilevante tra i promotori di questo consorzio guidato dalla University of Leeds. La dottoressa Susana Puig guida il team di ricerca, formato da molti esperti come il dottor Josep Malvehy e il dottor Anton Joan Puig e compare come autore sia in questo lavoro su Nature Genetics sia in un altro condotto in Australia.

I risultati della ricerca identificano tre nuove correlazioni con il rischio di melanoma, che si trova in diverse parti del genoma. Sul cromosoma 2 i ricercatori sottolineano il ruolo della caspasi 8, un gene relativo alla morte cellulare programmata o apoptosi, sul cromosoma 11, i ricercatori hanno localizzati il gene ATM, legato alla riparazione del DNA, un processo necessario, specialmente dopo la sovraesposizione alla luce solare, infine, la sorpresa, che è stata trovata sul cromosoma 21, dove il gene MX2 è stato associato per la prima volta con il cancro e dovrà essere studiato più attentamente per capire meglio il suo ruolo.

La ricerca ha anche individuato una vasta area del cromosoma 1 ricca di geni che potrebbero anche essere associato con il melanoma. La rilevanza di queste due opere, entrambe con la partecipazione di ricercatori provenienti da IDIBAPS – Hospital Clinic, è rafforzata dal fatto che i risultati sono stati validati sia nella popolazione europea che in quella australiana. Così, i geni identificati sono rilevanti per la malattia, indipendentemente dalla popolazione. I ricercatori si trovano ora di fronte un puzzle complesso, dove i fattori ambientali giocano un ruolo importante. Questi dati dovrebbero aiutare i prossimi studi finalizzati alla progettazione di nuovi strumenti diagnostici e prognostici per rendere possibili nuovi trattamenti, nonché a rafforzare esistenti consulenze genetiche e strategie diagnostiche.

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