Uno studio lancia l’allarme sull’Alzheimer: il baby-boom ha il suo effetto e, con l’aumento della popolazione, triplicherà il numero dei malati Alzheimer, con degli effetti notevoli sulle società che dovranno avere cura di loro.
L’Alzheimer è una malattia neurodegenerativa che colpisce soprattutto gli anziani. E’ considerata una delle patologia a più alto impatto sociale nel mondo, perchè ha bisogno di un grande dispendio di cure, e i trattamenti ad oggi a disposizione non sono efficaci.
Secondo una ricerca, pubblicata su Neurology, il numero di persone con la malattia di Alzheimer è destinato a triplicare nei prossimi 40 anni.
“Questo aumento è dovuto ad un invecchiamento della generazione del baby boom. Sarà un onere enorme sulla società, quando più persone svilupperanno la malattia, appoggiandosi sui loro caregivers, e sarà necessario creare reti di sicurezza mediche e sociali”, ha detto il co-autore Jennifer Weuve, del Rush Institute for Healthy Aging presso il Rush University Medical Center di Chicago. “Il nostro studio sottolinea l’urgente necessità di più ricerca, di più trattamenti e strategie preventive per ridurre questa epidemia”.
Per lo studio, i ricercatori hanno analizzato le informazioni a partire da 10.802 persone afro-americane e caucasiche che vivono a Chicago, dell’età di 65 anni, tra il 1993 e il 2011. I partecipanti sono stati intervistati e valutati per l’insorgenza della demenza ogni tre anni. Età, razza e livello di istruzione sono stati considerati nella ricerca.
I dati sono stati combinati con tassi di mortalità degli Stati Uniti, l’istruzione e le stime di popolazione attuali e future dell’ US Census Bureau.
Lo studio ha trovato che il numero totale di persone affette da demenza di Alzheimer nel 2050 potrebbe essere di 13,8 milioni, decisamente in crescita visto che si partiva dai 4,7 milioni del 2010. Circa 7 milioni di persone con la malattia avrebbero 85 anni o più nel 2050.
“Le nostre proiezioni dettagliate utilizzano i dati più aggiornati, ma sono simili alle proiezioni fatte decenni fa. Tutte queste proiezioni anticipano un futuro con un drammatico aumento del numero di persone affette da Alzheimer e dovrebbero obbligarci a prepararci per questo “, ha detto Weuve.