Gaianews

Ricerca italiana individua meccanismo di base dell’ osteoporosi

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 19.01.2012

Ossa umane e osteoporosiScoperto da ricercatori italiani nuovo meccanismo in grado di fermare la degradazione ossea nelle cavie. In particolare una proteina chiamata c-Src è in grado di bilanciare il degrado osseo. La scoperta potrebbe portare in futuro a farmaci sia contro l’eccesso di eventi distruttivi o costruttivi nelle ossa umane, che causano gravi patologie.

Alla ricerca hanno partecipato ricercatori dell’Università dell’Aquila e dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, che hanno pubblicato ora una ricerca sulla rivista scientifica Nature Comminications.

L’obiettivo dello studio era comprendere come alcuni fattori importanti per le cellule ossee lavorassero in maniera coordinata per permettere una normale funzione del tessuto e come questi fossero alterati in una serie di patologie che vedono coinvolto lo scheletro.

“Da molti anni, in collaborazione con il Prof. Fabrizio De Benedetti, Responsabile della Reumatologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, studiamo il ruolo svolto da una molecola nota come IL-6 nelle malattie infiammatorie dei bambini, le quali purtroppo riducono la loro crescita e li predispongono allo sviluppo di osteoporosi in età precoce”, spiega Anna Maria Teti, coordinatrice del lavoro.

“In questo studio abbiamo dimostrato che l’IL-6 non lavora da sola, ma lo fa insieme ad una molecola importante per la funzione delle cellule ossee che si chiama c-Src, e lo fa in modo molto complesso, con l’intervento di almeno un’altra molecola nota come IGFBP5”. Le condizioni delle ossa sono estremamente importanti per una crescita armonica e per la salute generale sia dei bambini che degli adulti, in quanto una buona funzione dello scheletro influenza positivamente la funzione di tutti gli altri organi del corpo umano.

“L’aspetto forse più interessante – dice Fabrizio De Benedetti – è che se inibiamo nel topo la proteina c-Src, l’osso ritorna normale anche se l’IL-6 rimane elevata. Questo è particolarmente importante visto che sono attualmente in sperimentazione farmaci sia contro l’eccesso di IL-6 sia contro c-Src che un domani potrebbero essere utilizzati anche nell’uomo”.

“Il meccanismo con cui l’IL-6 media questo fenomeno è una sorta di sbilanciamento nel normale ricambio dell’osso» dice Barbara Peruzzi che ha ideato lo studio e condotto gli esperimenti. “In condizioni normali le nostre ossa sono sottoposte a due eventi contrapposti: la distruzione del tessuto vecchio, mediata da cellule chiamate osteoclasti, e la formazione di nuovo tessuto, causata invece dagli osteoblasti. Nelle persone sane fra questi due eventi c’è un equilibrio perfetto, mentre il nostro studio ha evidenziato che in presenza di elevati livelli di IL-6, tramite le alterazioni di c-Src e di IGFBP5, le ossa di animali da esperimento vanno incontro ad osteoporosi”.

“Un altro aspetto a nostro avviso importante – sottolinea Barbara Peruzzi – è che questo nuovo meccanismo sembra avere un ruolo cruciale anche in cellule diverse da quelle ossee, come cellule tumorali e cellule coinvolte nei processi d’infiammazione.”

In questo modo, i ricercatori sperano di contrastare metastasi ossee e processi infiammatori anche nei tumori umani su base infiammatoria, come ad esempio un tumore pediatrico molto aggressivo, l’osteosarcoma.

“La validità scientifica del nostro lavoro – spiega la Prof. Teti – è stata riconosciuta a livello internazionale con inviti a presentare i dati ottenuti a congressi internazionali e con premi quali ‘Young Investigator Award’ e ‘President’s Poster Competition Award’ conferiti alla Dr.sa Peruzzi rispettivamente in Danimarca ed in California. Inoltre, questo studio è stato finanziato da una borsa di studio per la Dott.ssa Peruzzi, attribuitagli dalla ‘European Calcified Tissue Society’, e da finanziamenti europei”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
  • Adalberto scrive:

    Per Pirotta Giuliana:
    La ricerca in questione, riassumendo, spiega che un eccesso di infiammazione anche non localizzata sulle ossa (la IL-6 è una mediatrice infiammatoria universale nel nostro corpo) crea uno sbilanciato metabolismo osseo con conseguente osteoporosi.
    Quindi se lei ha tendenza a lunghi cicli infiammatori di qualunque natura, questa ricerca le dice che curando queste infiammazioni si riduce anche l’effetto distruttivo sulle ossa.
    Ma l’osteoporosi può derivare anche da altri fattori, anche alimentari, e che possono o non possono essere ricondotti ad infiammazioni (mediate dalla IL6).
    Le consiglio un articolo recente sul mio blog, dove espongo le correlazioni tra dieta e patologie su cui c’è ormai consenso scientifico universale:
    http://adanatec.blogspot.com/2012/01/alimentazione-e-prevenzione-di-malattie.html
    Sempre restando sull’alimentazione, le consiglio di ridurre l’apporto proteico, specialmente di proteine animali, per i motivi sempre scientificamente fondati esposti su questo altro mio articolo:
    http://adanatec.blogspot.com/2012/01/proteine-carboidrati-e-grassi-qual-e-il.html
    Le consiglio anche di non considerare latte e latticini come fonte di calcio, e di eliminare quelli non fermentati o non stagionati, dunque le consiglio solo yogurt e parmigiano 30 mesi come fonti di calcio, ma sempre considerando più affidabili quelle vegetali, tipo cavoli, broccoli, ecc.
    Questo perché ormai le ricerche mostrano una maggiore incidenza di osteoporosi proprio nei paesi in cui si consumano più latticini!
    Lasci commenti sul mio blog se qualcosa non è chiaro e desidera ulteriori spiegazioni.

  • Pirotta Giuliana scrive:

    H – o 74 anni ho una forte osteoporosi malgrado le cure fatte
    pre e post menopausa.attualmente caduta frattura vertebre
    Forteso per 18 mesi-protelos 2g-di base.busto camp c 35,poi intero con spallotte-forti doloriterapia dolore cosa devo fare? grazie per risposta