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Una dieta con alti valori di colesterolo provoca danni al cervello

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 26.11.2010

AnzianoUna ricerca del Laboratorio di Psichiatria e di Ricerca Sperimentale sull’Alzheimer presso l’Università Medica di Innsbruck (Austria) hanno dimostrato che l’alto tasso di colesterolo contenuto nei grassi in una dieta somministrata a cavie le esponeva a patologie simili alla malattia di Alzheimer. I risultati sono stati pubblicati dal dott. Christian Humpel sulla rivista Molecular Cellular Neuroscience. Allo studio hanno partecipato gli studenti di dottorato, Celine Ullrich e Michael Pirchl, del Laboratorio stesso.

L’Alzheimer è una grave malattia neurodegenerativa del cervello che si manifesta con perdita della memoria e declino cognitivo. Nella maggior parte dei casi di Alzheimer si tratta del tipo sporadico, ossia non riconducibile ad una storia falmiliare (età a rischio > di 60 anni), e solo  meno del 2,5% ha origine da una predisposizione genetica. Si stima che nel 2050 circa 80 milioni di persone soffriranno di Alzheimer in tutto il mondo. Le caratteristiche principali della malattia sono aggregati extracellulari (placche) composti da un piccolo peptide, il beta-amiloide, iperfosforilazione della proteina tau e la successiva formazione di grovigli neurofibrillari intracellulari, la degenerazione dei neuroni che secernono il neurotrasmettitore acetilcolina, l’infiammazione e la disfunzione cerebrovascolare.

Una produzione anomala di beta-amiloide è la causa di molte malattie neurodegenerative; infatti sono state identificate un certo numero di mutazioni localizzate sul gene APP che esprime questa proteina in soggetti appartenenti a famiglie nelle quali la malattia di Alzheimer si manifestava con frequenza insolita in età relativamente precoce.

Le cause di malattia di Alzheimer non sono note, ma alcuni ipotizzano una disfunzione nell’espressione del precursore della proteina amiloide e nello smaltimento della beta-amiloide (cascata di beta-amiloide). In alternativa, una cascata patologica di eventi potrebbe innescare l’iperfosforilazione del Tau (una proteina che riveste i collegamenti neurali). Una terza ipotesi suggerisce che lievi danni cerebrovascolari cronici e di lunga durata, inclusi i processi infiammatori e lo stress ossidativo, possono provocare la malattia di Alzheimer. È stato suggerito che l’Alzheimer inizia 20-30 anni prima che appaiano i primi sintomi e recenti studi hanno dimostrato che alti livelli di colesterolo sono legati alla patologia di questa malattia.

L’obiettivo dello studio condotto da Humpel è stato quello di studiare gli effetti dell’ipercolesterolemia nei ratti adulti. Maschi di 6 mesi di cavie Sprague Dawley sono state nutrite con cibo normale (gruppo di controllo) o con una dieta speciale arricchita con colesterolo al 5% (ipercolesterolemia). Dopo 5 mesi gli animali sono stati testati per deficit comportamentali e marcatori patologici simili a quelli trovati nel cervello di pazienti con malattia di Alzheimer. I risultati hanno dimostrato che l’ipercolesterolemia cronica causava alterazione della memoria, disfunzione colinergica, infiammazione, almento di beta-amiloide e tau e micro-lesioni indotte, tutte indicazioni che ricordano una patologia simile all’Alzheimer umano.

I dati sono in linea con studi precedenti che dimostrano che alti tassi di grassi, tra cui il colesterolo, possono partecipare allo sviluppo dell’Alzheimer sporadico (non genetico). Tuttavia, poiché la malattia di Alzheimer è una malattia complessa eterogenea, questi dati non consentono di concludere che il colesterolo è il solo responsabile della malattia. Si può ipotizzare che lievi danni cerebrovascolari cronici, causati e potenziati da diversi fattori di rischio vascolare (tra cui il colesterolo) possono contribuire a queste patologie. Occorrerà determinare in studi futuri come il lieve sanguinamento cronico microvascolare, gli ictus silenziosi e lievi danni alla barriera emato-encefalica nell’arco di decenni possano giocare un ruolo nello sviluppo di questa malattia. In effetti molti dati (1) sostengono che l’Alzheimer può essere considerata una malattia vascolare, piuttosto che del sistema nervoso centrale, e che uno smaltimento anomalo di beta-amiloide dal cervello verso il sangue e viceversa potrebbero essere un fattore secondario importante per lo sviluppo futuro della malattia.

(1) Ladecola, Nat.Rev.Neurosci. 5, 347-360, 2004

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