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Ostia: scoperto muro di cinta che amplia l’antico porto romano

I ricercatori delle Università di Southampton e di Cambridge hanno scoperto una nuova sezione del muro di cinta dell’antico porto romano di Ostia

Scritto da Leonardo Debbia il 20.04.2014

I ricercatori delle Università di Southampton e di Cambridge hanno scoperto una nuova sezione del muro di cinta dell’antico porto romano di Ostia, mostrando così che la città era molto più ampia di quanto si era fin qui stimato. Il gruppo di studiosi, guidato dal professor Simon Keay, di Southampton, e dal professor Martin Millet, di Cambridge, ha condotto un sondaggio in un’area compresa tra Ostia e un altro porto romano antico chiamato Portus, entrambi a circa 30 chilometri da Roma.

Mappa di Ostia antica (fonte: Ministero dei Beni culturali)

Mappa di Ostia antica (fonte: Ministero dei Beni culturali)

Il lavoro è stato svolto nell’ambito del ‘Portus Project’, una collaborazione tra la British School e la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma.

Finora, gli studiosi ritenevano che il fiume Tevere avesse costeggiato a nord l’antica città di Ostia senza attraversarla, ma questa nuova ricerca, utilizzando tecniche di indagine geofisica per esaminare il sito, ha dimostrato invece che le mura della città di Ostia proseguivano sull’altro lato del fiume, che quindi tagliava in due la città.

I ricercatori hanno scoperto che quest’area appena riportata alla luce includeva tre enormi magazzini, precedentemente sconosciuti, il più grande dei quali ha le dimensioni di un campo di calcio.

“La nostra ricerca” – dichiara Keay – “non solo accresce la zona conosciuta della città antica, ma dimostra anche che il Tevere attraversava Ostia, anziché definirne il confine settentrionale. La presenza dei magazzini, poi, fornisce un’ulteriore prova delle attività commerciali che si svolgevano in questo porto nei primi due secoli dopo Cristo”.

I ricercatori hanno utilizzato una tecnica consolidata, nota come ‘magnetometria’, che include sistematicamente e rapidamente la scansione del paesaggio con piccoli strumenti portatili per individuare anomalie magnetiche localizzate relative alle strutture antiche sepolte. 

Queste vengono quindi mappate con un software specializzato ottenendo immagini simili a fotografie aeree che possono essere visionate e interpretate dagli archeologi.

Nell’antichità, la località di questo recente studio era conosciuto come Isola Sacra ed era circondato da un importante canale a nord, il fiume Tevere ad est e a sud, e il mare Tirreno ad ovest.

Sul lato meridionale dell’Isola Sacra l’indagine geofisica ha portato alla luce prove molto chiare della cinta muraria della Ostia romana, con grandi torri spesse diversi metri che correvano da est ad ovest per circa mezzo chilometro.

In una zona vicina, conosciuta dagli archeologi come Trastevere Ostiense, il team ha trovato anche prove molto chiare di almeno quattro edifici principali.

“Tre di questi edifici erano probabilmente magazzini simili a quelli già scoperti nella stessa  città di Ostia”, commenta Keay. “Tuttavia, questi edifici sembrano essere  molto più grandi; e inoltre, il quarto edificio ha una struttura massiccia di 142 metri per 110 ed è composto da file di colonne che vanno da nord a sud, la cui funzione è sconosciuta”.

“I nostri risultati sono importanti per la comprensione di Ostia romana e le scoperte porteranno a ridisegnare la topografia di una delle più importanti città romane del Mediterraneo”, conclude lo studioso.

 

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