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L’Homo sapiens è arrivato in Europa prima di quanto pensato

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 03.11.2011
Grotta del Cavallo (freccia rossa ) nella baia di Uluzzo, che si trova nel Parco Naturale Regionale di Portoselvaggio, Puglia. Crediti: Annamaria Ronchitelli

Grotta del Cavallo (freccia rossa ) nella baia di Uluzzo, che si trova nel Parco Naturale Regionale di Portoselvaggio, Puglia. Crediti: Annamaria Ronchitelli

I membri della nostra specie (Homo sapiens) sono arrivati in Europa alcuni millenni prima di quanto si pensasse in precedenza. A questa conclusione è giunto un gruppo di ricercatori, guidato dal Dipartimento di Antropologia dell’Università di Vienna dopo una nuova analisi su due denti fossili.

Questi denti sono stati scoperti 1964 nella “Grotta del Cavallo”, una grotta preistorica in Puglia. Fin dalla loro scoperta sono stati attribuiti a uomini di Neanderthal, ma questo nuovo studio suggerisce che apparterrebbero agli esseri umani anatomicamente moderni. Analisi cronometriche con la tecnica del radiocarbonio presso l’Università di Oxford, dimostrano che gli strati in cui sono stati trovati i denti datano tra circa 43000 e 45000 anni fa. Ciò significa che i resti umani sono più vecchi rispetto a qualsiasi altro conosciuto reperto appartenente all’uomo europeo moderno. Il lavoro di ricerca è stato pubblicato sulla famosa rivista scientifica Nature.

La Grotta del Cavallo, in Puglia, è stata scoperta nel 1960. Conteneva circa 7 metri di depositi archeologici che coprono il periodo durante il quale i Neanderthal sono stati sostituiti dagli esseri umani moderni. Due denti da latte sono stati rinvenuti nel 1964 da Arturo Palma di Cesnola (emerito dell’Università degli Studi di Siena) negli strati cosiddetti Uluzzian. La cultura Uluzzian è stata descritta a partire da più di 20 siti diversi in tutta Italia, ed è caratterizzata da elementi di ornamento personale, strumenti in osso e coloranti; oggetti tipicamente associati con il comportamento simbolico dell’essere umano moderno. Ma i denti dalla Grotta del Cavallo sono stati identificati nel 1960 come appartenenti all’uomo di Neanderthal, che viveva in quest’area da circa 200.000 fino a 40.000 anni fa. Tale attribuzione era finora largamente condivisa in quanto la cultura Uluzzian finora veniva attribuita anche dai Neanderthal da alcuni ricercatori.

Confronto dei denti con micro-tomografia computerizzata a scansione

Stefano Benazzi, post-doc presso il Dipartimento di Antropologia presso l’Università di Vienna, ed i suoi colleghi sono stati in grado di confrontare i modelli digitali derivati ​​dalla micro-tomografia computerizzata dei resti umani della Grotta del Cavallo con altri appartenenti sia ad altri umani moderni che a Neanderthal: “Abbiamo lavorato con due metodi indipendenti: in uno, abbiamo misurato lo spessore dello smalto dei denti, e nell’altro, le linee generali della corona. Attraverso la micro-tomografia computerizzata è stato possibile confrontare le caratteristiche interne ed esterne della corona dentale. I risultati mostrano chiaramente che gli esemplari della Grotta del Cavallo appartengono agli esseri umani moderni e non agli uomini di Neanderthal, come originariamente pensato.”

Katerina Douka, post-doc presso il Laboratorio di Ricerca di Archeologia e Storia dell’Arte presso l’Università di Oxford, ha intrapreso un vasto programma di datazione al radiocarbonio per stabilire una cronologia solida dei reperti. Date precedenti per la cultura Uluzzian erano problematiche a causa di contaminazione con materiale più recente. Dal momento che i denti erano troppo piccoli per datarli direttamente, Douka ha sviluppato un nuovo approccio che si concentrava sulla datazione delle conchiglie marine negli stessi livelli archeologici dei denti. Questo approccio ha dimostrato che quei denti umani dovevano risalire a non meno di 43000 – 45000 anni fa. Douka ha detto: “La datazione al radiocarbonio di materiale paleolitico è difficile perché i livelli di radiocarbonio rimanenti sono molto bassi e la contaminazione può essere problematica. Le conchiglie sono importanti oggetti di ornamento per il corpo e ci hanno permesso direttamente e in modo affidabile di ottenere elementi per datare al radiocarbonio questi primi Homo sapiens che hanno colonizzato l’Europa”.

La cultura Uluzzian è stata fatta da esseri umani moderni

“Il significato della nuova datazione”, sintetizza Benazzi, “è che questi due denti della Grotta del Cavallo rappresentano i più antichi fossili di umano moderno europeo attualmente conosciuti. Questo ritrovamento conferma che l’arrivo della nostra specie sul continente – e quindi il periodo di coesistenza con gli uomini di Neanderthal – è stato diverse migliaia di anni più lungo di quanto si pensasse. Sulla base di queste evidenze fossili, abbiamo confermato che l’uomo moderno e non gli uomini di Neanderthal sono i responsabili della cultura Uluzzian. Ciò ha importanti implicazioni per la nostra comprensione dello sviluppo del comportamento umano ‘completamente moderno’. Come la colonizzazione del continente sia avvenuta, se in una  o più ondate di espansione, e quali sono stati i percorsi seguiti è ancora da stabilire”.

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