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Scoperta nuova specie fossile di coccodrillo

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 01.02.2012
Fossile di coccodrillo. Crediti: Henry Tsai/University of Missouri

Fossile di coccodrillo. Crediti: Henry Tsai/University of Missouri

Risale a pochi mesi fa la scoperta di un ricercatore dell’Università del Missouri di una nuova specie di coccodrillo preistorico, specie rinvenuta in Nord Africa e denominata dagli scienziati “Sheildcroc”, lo “Scudo-Coccodrillo”. Il rettile sarebbe vissuto durante il Periodo Cretaceo del Mesozoico, più di 90 milioni di anni fa, così soprannominato per la strana forma del suo cranio, come se avesse sul capo una sorta di scudo. La scoperta della nuova specie è importante perché permette di capire meglio l’evoluzione dei coccodrilli moderni e rende lo studioso dei rettili lungimirante in materia di salvaguardia della specie, per proteggerla soprattutto contro l’invasione umana.

Dall’Università del Missouri, il co-ricercatore e assistente di anatomia alla MU School of Medicine Casey Holliday ha identificato una nuova specie di coccodrillo preistorico. La creatura estinta è soprannominata “Sheildcroc”, proprio a causa di un ispessimento della pelle sulla sommità del capo, formatosi in modo tale da disegnare una specie di scudo. Si tratta di un enorme antenato dei rettili moderni. Questa scoperta è fondamentale e ha fatto in modo che gli scienziati potessero raccogliere nuove informazioni sull’evoluzione dei loricati, nonché dati utili per proteggere la specie, difenderne l’habitat, insomma aiutare a prevenirne l’estinzione.

La scoperta di Holliday è stata recentemente pubblicata sulla rivista PLoS-ONE (Public Library of Science). “Aegisuchus witmeri o ‘Shieldcroc’ è il primo antenato dei nostri moderni coccodrilli ed è stato trovato in Africa” ha detto Casey Holliday, “Parallelamente con altre scoperte, stiamo osservando che gli antenati del coccodrillo sono molto più differenti rispetto a quanto gli scienziati avessero sin ora creduto”. “Shieldcroc” è la più recente scoperta fatta sui coccodrilli del periodo Tardo Cretaceo, i rettili vissuti approssimativamente 95 milioni di anni fa. Questo periodo fa parte dell’Era Mesozoica, a cui spesso ci si è riferiti come “Età dei Dinosauri”; numerose recenti scoperte hanno tuttavia portato alcuni scienziati a chiamarla anche“Età dei Rettili”.

Lo studioso ha dato il nome a “Shieldcroc” esaminando il fossile di un teschio appartenuto a una specie di coccodrillo trovata in Marocco e conservata per molti anni presso il Royal Ontario Museum di Toronto, prima di essere prelevata da lui stesso. Analizzando i segni lasciati dai vasi sanguigni sull’osso del cranio, Holliday ha ritenuto che il coccodrillo potesse avere qualcosa di particolare sulla parte superiore del capo, assomigliante a uno scudo. I dentelli e le incavature che ha potuto esaminare sulla parete ossea, gli hanno dimostrato che effettivamente le vene distribuivano il sangue a partire da una specie di tumulo circolare di pelle sito sulla sommità del capo, qualcosa di mai viso prima in un coccodrillo.

Per Holliday lo scudo era probabilmente utilizzato come un apparato per attirare i rispettivi compagni o per intimidire i nemici, forse aveva anche una funzione termoregolatrice, per controllare la temperatura della testa dell’animale. Holliday ha poi fatto un paragone tra il teschio di “Shielcroc” e quello degli altri coccodrilli, notando che le nuove specie di rettili avevano sviluppato un teschio più piatto. Inoltre lo studioso era portato a sostenere che fosse improbabile vedere “Shieldcroc” lottare duramente contro i dinosauri T-Rex lungo la costa, e che invece il coccodrillo dalla testa a scudo, proprio perché aveva mandibole piccole, probabilmente le usava per catturare i pesci. “Crediamo che Shieldcroc può avere utilizzato il suo lungo muso proprio come una trappola per i pesci – ha affermato il co-autore Nick Gardner, studente e ricercatore della Marshall University – è possibile che questo rettile preistorico stesse sdraiato nell’acqua in attesa di vedere un pesce ignaro nuotare davanti a lui. Poi, quando era abbastanza vicino, “Shieldcroc” apriva semplicemente la bocca e mangiava il pesce senza fare alcuno sforzo, eliminando così il bisogno di sviluppare mascelle forti”.

Inoltre Holliday ha analizzato la scatola cranica di “Shieldcroc” per capire quale potesse essere l’intera dimensione del rettile. Usando parecchi parametri, i due studiosi hanno concluso che la specie aveva una testa lunga quasi due metri e che fosse totalmente lungo dieci metri e anche più. “Gli scienziati sono soliti determinare la dimensione del corpo del coccodrillo basandosi sulla dimensione della testa – ha affermati Gardner – tuttavia, valutare la grandezza del corpo di “Shieldcroc” è stato difficile, a causa dell’enorme dimensione del teschio, rispetto a quello degli altri coccodrilli. Per fare una stima della misura, abbiamo paragonato innumerevoli peculiarità ossee trovate con quelle di molte altre specie.”

Anche se Shieldcroc è vissuto più di 90 milioni di anni fa, Holliday afferma che gli scienziati possono utilizzare le informazioni di questo animale per riuscire a comprendere meglio i coccodrilli di oggi. Si tratta di un’intuizione rilevante. “Oggi i coccodrilli vivono nei delta e negli estuari dei fiumi, l’ambiente è uno dei più messi a dura prova dall’attività umana: è solo comprendendo come questi antenati degli animali si sono estinti, che possiamo diventare lungimiranti e capire come possiamo proteggere e preservare vitale l’ecosistema per i coccodrilli moderni.”

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