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È ufficiale: scoperta acqua ghiacciata su Mercurio

Il gruppo di scienziati che lavora sui dati raccolti della sonda Messenger della NASA ha confermato ufficialmente vasti depositi di ghiaccio d'acqua sul pianeta Mercurio

Scritto da Hoda Arabshahi il 30.11.2012

Una navicella spaziale della NASA ha individuato vasti depositi di ghiaccio d’acqua sul pianeta più vicino al Sole. Dopo decenni di ricerche è dunque arrivata la conferma di quelle che finora erano solo ipotesi.

La temperatura di mercurio può raggiungere circa 800 gradi Fahrenheit (427 gradi Celsius), ma attorno al polo nord, nelle zone permanentemente protette dal calore del nostro Sole, la sonda Messenger della NASA ha scoperto una miscela di acqua ghiacciata e di eventuali materiali organici.

CREDIT: NASA / Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory / Carnegie Institution di Washington / nazionale di astronomia e Ionosfera Center, Arecibo Observatory

La prova della presenza di  grandi sacche di ghiaccio è visibile ad 85 gradi di latitudine nordica fino al polo, con piccoli depositi sparsi lontani a 65 gradi di latitudine nordica.

“La scoperta è così allettante che la NASA dirigerà l’osservazione della sonda Messenger verso quella zona nei prossimi mesi – quando l’angolo del Sole lo permette – per ottenere una visulae migliore”, ha dichiarato Gregory Neumann, uno scienziato del Messenger del Centro di Volo Spaziale Goddard della NASA.

Neumann è l’autore principale di una delle tre ricerche sul pianeta Mercurio che sono state pubblicate nell’edizione online del 29 novembre della rivista Science.

I ricercatori ritengono che anche il polo sud abbia il ghiaccio, ma l’orbita di Messenger non ha ancora permesso agli scienziati di ottenere informazioni approfondite su quella regione.

La sonda Messenger si muoverà in una spirale più vicina al pianeta nel 2014 e 2015 fino a quando finirà il suo carburante e sarà turbato dalla forza di gravità del Sole e da quella di Mercurio. Questo  permetterà ai ricercatori di osservare da più vicino il ghiaccio d’acqua. La speculazione sul ghiaccio  su Mercurio risale a più di 20 anni fa.

Nel 1991, gli astronomi che lavoravano con gli strumenti terrestri hanno lanciato segnali radar verso Mercurio e hanno ricevuto risultati notevoli mostrando che ci sarebbe potuto essere ghiaccio su entrambi i poli. Questo risultato è stato rafforzato dalle misurazioni del 1999 utilizzando il potente Osservatorio a microonde di Arecibo in Porto Rico. Le immagini radar trasmesse al radio telescopio Very Large Array in New Mexico hanno dimostrato le aree bianche. Per questo, da più di un decennio i ricercatori avevano sospettato che ci fosse il ghiaccio d’acqua sulla superficie del pianeta.

Una visione più vicina, però, ha richiesto un veicolo spaziale. La sonda Messenger si stabilì nell’orbita di Mercurio nel marzo 2011, dopo alcuni passaggi ravvicinati. Quasi immediatamente, la NASA ha utilizzato un altimetro laser per sondare i poli. Il laser è debole,  ma abbastanza potente per distinguere le aree luminose ghiacciate da quelle più scure, che circondano la regolite di Mercurio – uno strato di materiale sciolto e di granulometria eterogenea che copre uno strato di roccia compatta usualmente chiamato roccia madre.

Secondo Neumann, il risultato è stato “curioso”: c’erano pochi punti luminosi all’interno dei crateri.

Il membro del team John Cavanaugh era abbastanza sicuro di quello che avevano trovato. Cavanaugh faceva parte del gruppo di Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA e aveva visto uno strano modello simile sulla Luna, quando LRO ha trovato il ghiaccio ai poli lunari nel 2009.

I dati raccolti dalla sonda Messenger dimostrano che i ghiacci e i composti organici sarebbero stati depositati da comete e asteroidi ricchi di ghiaccio.

Lo spettrometro a neutroni montato su Messenger ha rivelato che l’idrogeno è una grande componente del ghiaccio d’acqua. Ma il profilo della temperatura inaspettatamente ha dimostrato che i materiali scuri e volatili – nelle regioni in cui sopravvivono i composti organici – si stanno mescolando con il ghiaccio.

I materiali organici sono gli ingredienti della vita, anche se non si portano necessariamente alla vita. Mentre alcuni scienziati pensano ai composti organici arrivati con le comete sulla Terra, sospettano anche della presenza di sostanze organiche dei mondi lontani e privi d’aria come Plutone. Gli scienziati hanno affermano che le comete hanno trasportato pezzetti organici  in altri pianeti frequentemente durante la storia del Sistema Solare.

Ora, i ricercatori stanno lavorando per determinare se veramente si può parlare di composti organici su Mercurio. Fino ad ora, si sospetta che il ghiaccio d’acqua di Mercurio sia coperto con un manto di 4 pollici (10 centimetri) di materiale termicamente isolante.

Ci vorranno ulteriori studi per capire esattamente che cosa è questo materiale, ma Neumann ha dichiatato che le prime curve di temperatura potrebbero dimostrare che si tratti di amminoacidi. 

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