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Il Sole visto per la prima volta dai due lati opposti, possibile prevedere da oggi tempeste magnetiche

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 07.02.2011
Sole visto dalle due sonde STEREO. Crediti: NASA

Sole visto dalle due sonde STEREO. Crediti: NASA

Ieri, 6 febbraio 2011, le sonde gemelle della NASA chiamate non a caso STEREO sono finalmente arrivate nella posizione attesa dai ricercatori  - agli estremi opposti del Sole – per poter inviare a terra le immagini della stella dai due lati opposti contemporaneamente.

“Per la prima volta nella storia dell’astronomia, possiamo vedere l’attività solare in tutta la sua gloria e in modo tridimensionale”, afferma Angelos Vourlidas, un membro del team scientifico di STEREO presso il Naval Research Lab di Washington, DC.

La NASA ha dato un primo assaggio con alcuni filmati in 3D ricostruiti in base alle immagini che i due gioielli tecnologici sono in grado di fornire.

“Questo è un grande momento per la fisica solare,” dice Vourlidas. “STEREO ha rivelato come il Sole realmente è. – Una sfera di plasma caldo e un intricato tessuto di campi magnetici”.

Ogni sonda STEREO fotografa metà della stella e invia le immagini sulla Terra. I ricercatori combinano le due viste per creare una sfera. Queste tuttavia non sono solo semplici immagini. I telescopi montati sulle sonde STEREO sono sintonizzati su quattro lunghezze d’onda della radiazione ultravioletta estrema, selezionate per poter catturare gli aspetti chiave dell’attività solare, come getti di plasma, vortici o filamenti magnetici. Nulla sfugge al loro occhio attento.

“Con dati come questi, possiamo girare intorno al Sole per vedere cosa succede oltre l’orizzonte, senza mai lasciare la nostra scrivania”, dice lo scienziato Lika Guhathakurta del programma STEREO nel quartier generale della NASA. “Mi aspetto grandi progressi nella Fisica Teorica solare e previsioni dell’attività solare.”

Si consideri cosa avveniva prima del lancio di questi due satelliti: fino a ieri, una macchia solare attiva poteva emergere sul lato più lontano del Sole completamente nascosto dalla Terra. Poi, la rotazione del Sole faceva emergere quella macchia sul nostro orizzonte e quindi i suoi effetti arrivavano sulla Terra senza preavviso.

“Non più,” dice Bill Murtagh, dice un meteorologo spaziale del NOAA Space Weather Prediction Center di Boulder, Colorado. “Le regioni attive nel lato nascosto del Sole non possono più coglierci di sorpresa. Grazie a STEREO, sappiamo che stanno arrivando.”

Il NOAA sta già utilizzando modelli 3D del programma STEREO per predire le CME (coronal mass ejection, emissioni nella corona solare di miliardi di tonnellate di nubi di plasma) e per migliorare quindi le previsioni di eruzioni solari per conto delle compagnie aeree, società elettriche, operatori satellitari, e altri clienti che possono essere influenzati da queste emissioni, che fanno letteralmente impazzire i sistemi di telecomunicazioni e addirittura le reti elettriche. Ora l’osservazione del Sole da due punti diversi agli opposti dovrebbero migliorare queste previsioni ancora di più.

Ma i benefici di previsione non sono limitati alla Terra.

“Con questo modello globale, siamo in grado di monitorare anche le tempeste solari dirette verso altri pianeti”, sottolinea Guhathakurta. “Questo è importante per le missioni NASA su Mercurio, Marte e sugli asteroidi.”

La NASA si sta preparando a questo momento dal lontano ottobre 2006, quando le sonde STEREO hanno lasciato la Terra e si sono separate, dirigendosi verso i lati opposti del Sole.  Il 6 febbraio 2011, le due sonde chiamate STEREO-A e STEREO-B erano in perfetta “opposizione”, cioè erano a 180 gradi di distanza nella loro orbita attorno al Sole, potendo osservare quindi ognuna un emisfero diverso. Inoltre, dalla Terra la NASA osservava il Sole attraverso l’osservatorio “Solar Dynamics Observatory”, che monitora il Sole 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Lavorando insieme, la terna STEREO-SDO potrà continuare a guardare il Sole in modalità 3D per i prossimi 8 anni.

Ricadute scientifiche

Questo nuovo modo di monitorare il Sole potrebbe rivelare connessioni precedentemente trascurate. Per esempio, i ricercatori hanno a lungo sospettato che l’attività solare potrebbe essere “globale”, con eruzioni su lati opposti del Sole che si alimentano l’una con l’altra. Ora si può realmente studiare il fenomeno. La grande eruzione dell’agosto 2010 inghiottì circa 2/3 della superficie stellare, con decine di getti che hanno interagito reciprocamente, onde d’urto, e filamenti riverberanti. Gran parte dell’attività era nascosta agli osservatori terrestri, ma era chiaramente visibile dalla flotta STEREO-SDO.

“Ci sono molti enigmi importanti che ancora dobbiamo sciogliere sull’attività solare,” dice Vourlidas. “Monitorando il Sole nel suo insieme, potremo trovare i pezzi mancanti.”

I ricercatori dicono che le immagini complete che stanno arrivando in questi giorni sono solo un assaggio di quello che verrà. Filmati con risoluzione ancora più elevata  saranno rilasciati nei giorni e nelle settimane a venire mano a mano che i dati verranno processati.

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