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Titano: Cambiamento climatico

Scritto da Silvia Buda il 14.11.2015

La sonda Cassini studia già da tempo Saturno con i suoi satelliti e le sue lune, tra questi c’è anche Titano che per le sue dimensioni, 5.150 km di diametro, è considerato il maggiore dei satelliti naturali del pianeta con gli anelli. Titano, composto soprattutto da ghiaccio d’acqua e materiale roccioso, venne scoperto dall’astronomo olandese Huygens nel 1655, proprio per i suoi liquidi e la sua spessa atmosfera, Titano è considerato molto simile alla Terra primordiale, ma con una temperatura molto più bassa.

La sua atmosfera è così spessa perché costituita da gas, quali azoto in maggiore quantità (circa il 95%) e da una piccola percentuale di metano, inoltre gli idrocarburi che costituiscono la superficie di Titano creano su di essa una nebbia così densa da renderne l’atmosfera opaca, costituendo così un vero e proprio intralcio alle analisi della sonda Cassini che la analizza dal 2004.

Grazie a tutti gli studi comparati effettuati da Cassini in questi anni si è potuta osservare la superficie di Titano. In tal modo si è visto come su di essa vi siano mari e laghi di metano liquido, vaste dune allineate lungo l’asse est-ovest e che ricoprono circa il 17% della sua superficie. Queste dune hanno una larghezza di 1-2 km e una lunghezza di circa 100 km. Su Titano, però, sono presenti due tipi di dune: le dune lineari, formate dall’azione diretta del vento, e i mega yardang (simili a quelli già presenti sulla Terra, come ad esempio in Iran) formati invece dall’erosione eolica di strati rocciosi.

Attraverso le osservazioni e le analisi effettuate dagli studiosi si è arrivati a poter affermare che i mega yardang si siano formati a seguito dell’erosione di sedimenti lasciati da antichi laghi prodotta dai venti che spirano su Titano. Se si considera il fatto che le uniche regioni di Titano in grado di mantenere in superficie etano e metano allo stato liquido sono proprio le regioni polari, è possibile capire come in esse siano concentrati quasi tutti i mari e i laghi di idrocarburi.

Tuttavia, sono state osservate anche altre aree occupate da mega yardang presenti non soltanto ai poli ma anche ad altre latitudini. Tutto questo sta a significare che un tempo anche queste regioni erano ricoperte da mari e laghi di idrocarburi allo stato liquido, un elemento questo da tenere in considerazione e che farebbe di certo pensare che in passato Titano abbia potuto subire un notevole cambiamento climatico.

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