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Salute dell’ambiente e salute pubblica sono collegati:
Scienziati: “Unire le esigenze di conservazione a quelle della salute pubblica”

Gli scienziati chiedono che venga creata una nuova branca che si occupi solo della relazione fra salute degli ecosistemi e salute pubblica

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 20.11.2013

I disastri ambientali, ma anche solo gli interventi antropici sul’ambiente per scopi diversi, hanno un impatto anche sulla salute pubblica.  HEAL (Health & Ecosystems: Analysis of Linkages) è un’iniziativa di ricerca che si occupa di studiare le relazioni fra salute pubblica e ambiente. Secondo una ricerca degli scienziati di HEAL sarebbe necessario creare una nuova branca della salute ambientale che si concentri sui rischi per la salute pubblica causati dagli interventi umani sui sistemi naturali della Terra. In Italia, la recente tragedia della Sardegna, lo scandalo ILVA, sono solo alcuni degli esempi in cui interventi non fondati su alcuna ponderazione del rischio per la salute pubblica, hanno mietuto e mieteranno vittime probabilmente per decenni a venire.

inquinamento-ilva

Gli scienziati hanno evidenziato alcuni esempi per cui la relazione fra impatto ambientale e salute è stato acclarato:

Gli incendi boschivi utilizzati per bonificare il terreno in Indonesia generano particelle sospese che sono collegate alle malattie cardiopolmonari nei centri sottovento come Singapore.

Il rischio di esposizione umana al morbo di Chagas a Panama e in Brasile e alla malattia di Lyme negli Stati Uniti, è positivamente correlata con una ridotta diversità dei mammiferi.

Quando le famiglie nelle zone rurali del Madagascar non sono in grado di cacciare carne selvatica per il consumo, i  figli possono sperimentare un rischio del 30% più elevato di carenza di ferro e anemia che aumenta il rischio di malattia e di morte per malattie infettive  e riduce il quoziente intellettivo e la capacità fisica.

In Belize , l’arricchimento di nutrienti da scarichi agricoli a centinaia di chilometri a monte provoca un cambiamento nel modello delle vegetazione di zone umide di pianura che favorisce vettori di malaria più efficienti, portando ad una maggiore esposizione della malaria tra le popolazioni costiere.

Gli impatti sulla salute umana e il cambiamento climatico antropogenico includono l’esposizione a stress da calore, inquinamento atmosferico, malattie infettive, allergeni respiratori e rischi naturali, nonché una maggiore scarsità d’ acqua, insicurezza alimentare e spostamenti di popolazione.

“L’attività umana sta colpendo quasi tutti i sistemi naturali alterando la copertura terrestre del pianeta terra, fiumi e oceani, clima, e l’intera gamma di relazioni ecologiche complesse e dei cicli biogeochimici che hanno a lungo sostenuto la vita sulla Terra”, ha detto il dottor Samuel Myers, Harvard School of Public Health e autore principale dello studio. “Con la definizione di una nuova epoca, l’ Antropocene , questi cambiamenti e il loro effetto hanno messo in discussione la capacità del pianeta di soddisfare una popolazione umana ormai superiore a 7 miliardi  con una crescita esponenziale della domanda di beni e servizi.”

Nel loro documento, gli autori dimostrano gli effetti di vasta portata di questo poco esplorato e sempre più critico focus sul cambiamento ecologico e sulla salute pubblica, illustrando ciò che è noto, per l’individuazione delle lacune e limitazioni di futuri sforzi di ricerca, affrontando la scala del carico globale di malattia associato con le modifiche ai sistemi naturali  e proponendo un quadro di ricerca che rafforzi le basi scientifiche sia della salute pubblica che della conservazione dell’ambiente.

Tali sforzi dovrebbero portare ad una comprensione più robusta degli impatti sulla salute umana di rapidi cambiamenti ambientali e  informare il processo decisionale nella pianificazione del territorio, nella conservazione e nella politica della salute pubblica. Gli scienziati inoltre sottolineano le questioni di giustizia intergenerazionale relative a questo settore, visto che la maggior parte degli oneri connessi con il degrado dei sistemi naturali sarà vissuta dai poveri e dalle generazioni future.

Il Dr. Steven Osofsky , che supervisiona il consorzio con a capo la Wildlife Conservation Society, ha detto: “Non tutti i governi hanno preferito la gestione ambientale, e non hanno allocato risorse adeguate per sostenere le mancanze nella salute pubblica.

Per gli scienziati unire le esigenze di conservazione con quelle di salute pubblica sarebbe una situazione win win.

D’altra parte, se non lavoriamo insieme per capire il peso globale delle malattie che è associato ad alterazioni nella struttura e nella funzione dei sistemi naturali, potremmo ritrovarci a sperimentare i limiti del nostro pianeta in modi spaventosi e difficili da invertire.”

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