Quantificare le modificazioni di lungo periodo che interessano la struttura di una foresta e l’effetto che queste producono sul sottobosco può essere utile a pianificare un tipo di gestione forestale che miri al recupero di biodiversità e resilienza del sistema.
In quest’ottica un gruppo di ricercatori statunitensi dello US Forest Service ha analizzato i cambiamenti strutturali avvenuti in 79 anni nella stazione sperimentale creata nel 1929 all’interno della Stanislaus National Forest, situata nella parte centrale della Sierra Nevada.

In particolare, gli scienziati della Pacific Southwest Research Station hanno verificato come si è modificata la composizione specifica, quindi la frequenza con cui le varie specie ricorrono, e parallelamente hanno calcolato le variazioni nella densità delle piante ed effettuato misurazioni dendrometriche.
In molte foreste degli Stati Uniti occidentali infatti, l’accresciuta probabilità che si verifichino incendi di inconsueta severità viene generalmente attribuita ai cambi strutturali che interessano l’ecosistema bosco in ragione di un mancato passaggio del fuoco per molto tempo, della gestione forestale e dei fattori climatici.
La ricerca si è concentrata su tre blocchi, creati contestualmente all’istituzione della Stanislaus-Tuolumne Experimental Forest nel 1929 con l’obiettivo di verificare come tre diverse intensità di taglio – leggera, media, pesante – influenzassero la ricrescita, e quindi la produttività, della foresta.
Già nel 1929 si è effettuata una ricognizione di queste tre aree, durante la quale gli alberi con diametro ad altezza d’uomo maggiore di 9 cm sono stati mappati, numerati e misurati.
Successivamente l’area è stata sottoposta a taglio, secondo i diversi criteri di intensità, e chiusa per evitare l’ingresso di fauna selvatica che avrebbe danneggiato la rinnovazione. Misurazioni a cadenza piuttosto regolare sono state effettuate lungo tutto il secolo, ed i dati risultanti sono stato il punto di partenza per la ricerca condotta dal gruppo di scienziati guidati dall’ecologo forestale Eric Knapp.
In particolare sono state ripetute le misurazioni per i tre blocchi e per un’altra area mai sottoposta a taglio, ed i risultati sono stati confrontati con la serie storica di dati comprendente densità, diametro medio ed area basale. Parallelamente, un’analisi dei ceppi alla ricerca di danni da fuoco ha permesso di attribuire al 1889 la data dell’ultimo incendio.
Dal confronto è emerso come la densità media degli alberi al 2008 sia raddoppiata rispetto alla situazione ante-taglio del 1929. L’incremento maggiore si è avuto per piante di piccola e media taglia aventi diametro dai 10 ai 75 cm, che sono risultate essere maggiormente rappresentate nelle aree sottoposte a taglio, ma anche in quelle intatte, suggerendo che ad influenzarne la crescita nel lungo periodo sia stata l’assenza del fuoco più che il taglio.
L’analisi della composizione specifica ha poi evidenziato come le specie maggiormente rappresentate nei tre blocchi siano al momento Abete bianco del Colorado (Abies Concolor) e Cedro della California (Calocedrus decurrens), la cui presenza è stata particolarmente favorita dalle operazioni di taglio, ed è cresciuta a scapito di Pinus Lambertiana e Pinus Ponderosa, crollate in termini di area basale dal 37% del 1929 (situazione ante-taglio) al 21% del 2007/08.
I cambiamenti nel sottobosco hanno interessato prevalentemente la copertura da cespugli, crollata nel periodo in esame di circa il 26%, presumibilmente in conseguenza della ridotta quantità di luce disponibile. Analogamente negativo è il trend che ha interessato le specie erbacee, la cui ricchezza è sostanzialmente diminuita nel tempo.
Al fine di restaurare le condizioni originarie, promuovendo una naturale rigenerazione di pini con un sottobosco di cespugli misti ed erbe, sarebbe quindi opportuno secondo gli scienziati aumentare il grado di luminosità, riducendo la densità del popolamento con un diradamento o trattamenti di fuoco prescritto.
Lo studio, pubblicato sulla rivista “Forest Ecology and Management”, è consultabile online all’indirizzo: http://www.fs.fed.us/psw/publications/knapp/psw_2013_knapp005.pdf