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Valle d’Aosta spara alle ghiandaie mentre nidificano, contrarie associazioni ambientaliste

Sparare alle ghiandaie mentre nidificano: è l'ultima strategia della Valle d'Aosta per proteggere i raccolti di mele

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 04.04.2013

Gestire il conflitto fra fauna selvatica e agricoltori non è mai impresa facile. In Valle d’Aosta uno dei conflitti riguarda ghiandaie e cornacchie e i coltivatori di mele. Secondo le associazioni ambientaliste le politiche della regione non hanno ad oggi fondamento scientifico e non portano di conseguenza a nessun risultato. Ora per giunta, la regione vuole consentire di sparare agli uccelli mentre nidificano, impedendo così di nutrire la prole.

Ghiandaia

“È dal 2004 che la Valle d’Aosta  opera piani di controllo numerico alla specie ghiandaia e cornacchia, dal 15 giugno al 15 settembre (ovvero al di fuori della stagione venatoria) come azione di contrasto, a detta dell’Assessorato  all’Agricoltura, ‘di ingenti danni alla melicoltura e ai vigneti[…]di forte valenza turistico/ambientale’, ” scrivono le associazioni nel comunicato.

“A prescindere dal fatto che i turisti siano  maggiormente scoraggiati dall’attività venatoria in periodo primaverile ed estivo,  ci si chiede quali metodi siano stati usati per evitare il detto danno alle produzioni agricole. I dissuasori acustici si sono dimostrati inefficaci e “le reti a protezione dei meleti hanno portato a risultati positivi, ma per le aziende di piccole dimensioni risultano avere costi troppo elevati”.  Che forse i costi degli indennizzi sono minori? Non è così! Si preferisce piuttosto sparare ai corvidi ed inutilmente: vediamo perché.

Continuano WWF, LAV, LAC e PRO NATURA, “Nel 2004 sono state abbattuti 732 esemplari e il danno alla produzione è stato il più ingente, secondo solo a quello del 2007 quando gli abbattimenti sono aumentati e paradossalmente anche i danni. Se la matematica non è un’opinione è ovvio che non ci sia correlazione tra il numero di esemplari abbattuti e la riduzione dei danni ai meleti.

“Ma a quanto pare la Valle d’Aosta  oltre ad essere insufficiente in matematica,  va male anche nella gestione delle politiche agricole. Da tutti i dati emersi dai documenti prodotti dall’Assessorato, e sopra riportati, emerge che i meleti soggetti a maggior danno sono quelli limitrofi alle aree incolte boschive. La logica imporrebbe a questo punto, dato il protrarsi di un azione fallimentare che va avanti da ben NOVE ANNI,  di investire nella ricerca delle cause, nelle soluzioni alternative e nella pulizia dei fondi dismessi.  Nulla di tutto ciò! Da nove anni si preferisce illudere i melicoltori con azioni del tutto inique, danneggiando oltretutto l’immagine della Regione che adotta un agricoltura ecologicamente non sostenibile.

“Ciliegina sulla torta: convinto, nonostante i dati che smentiscono l’efficacia dei piani di controllo numerico, l’Assessorato,  perseguendo la linea dura su una specie utilissima nell’ecosistema, decide si sperimentare nella giurisdizione di Chatillon, l’anticipo degli abbattimenti al 1° marzo, compromettendo volutamente il periodo di nidificazione dei corvidi. Si proverà ad abbatterli mentre si riproducono,  lasciando la nidiata senza sostentamento;  forse dopo nove anni di tentativi inutili la ”soluzione finale” sarà quella giusta? L’importante è non rinunciare alla logica del fucile in favore di metodi più scientifici.

WWF, LAV, LAC e PRO NATURA sostengono di avere  l’analisi del fenomeno da un punto di vista scientifico e l’adozione di metodi consecutivi  allo studio del problema, nonché la sospensione della delibera che prevede gli abbattimenti in periodo di nidificazione e non.

Ma, concludono le associazioni, “La risposta della Regione Valle d’Aosta? NESSUNA! Non possiamo che  prendere atto che al di là delle mura del feudo politico valdostano la voce “eco sostenibilità” non sia ancora giunta e che si preferisca adottare una politica agricola discutibile a danno degli agricoltori, ai quali si prospettano soluzioni del tutto empiriche, e dell’immagine dell’intera Regione.”

 

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