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Egitto, rinvenuta la tomba di antico produttore di birra

Scritto da Leonardo Debbia il 05.01.2014

La birra è una bevanda conosciuta fin dall’antichità presso molti popoli, se non addirittura ovunque, dato che la coltivazione dei cereali, da cui la birra proviene, è stata la più diffusa sotto tutte le latitudini. Di recente archeologi giapponesi hanno riportato alla luce la tomba di un antico produttore di birra della città egiziana di Luxor, una tomba vecchia di oltre 3000 anni. 

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Scene dell’antico Egitto sulle pareti della tomba di Luxor di circa 3000 anni a.C.

Quasi tutti i cereali contengono zuccheri che vanno incontro ad una fermentazione spontanea, ed è plausibile ritenere che bevande simili alla birra siano state prodotte da quasi tutti i popoli.

Esami chimici condotti su alcune ceramiche hanno rivelato la conoscenza della birra già 7000 anni fa in Iran.

Anche nell’antica Mesopotamia è stata trovata traccia di questa bevanda in una tavoletta sumerica di 6000 anni fa.

Presso gli antichi Egizi, la birra non era solo alla base dell’alimentazione, ma costituiva anche un contributo essenziale del corredo funerario, tant’è che nelle tombe dell’Antico Regno (indicativamente 2700-2192 a.C.) venivano raffigurate donne nell’atto di macinare cereali per la preparazione della birra per l’anima del defunto.

La coltivazione dei cereali era un’attività importantissima del popolo egizio, fin dall’epoca pre-dinastica. Favorita dalle periodiche inondazioni del Nilo, che lasciavano limo fertile, veniva praticata intensivamente, dato che i raccolti potevano essere anche due all’anno.

I cereali della valle del Nilo erano essenzialmente tre: il farro (triticum dicoccum), una varietà di frumento (triticum  aestivum) e l’orzo (hordeum sativum vulgare).

Proprio i pani di quest’ultimo erano utilizzati per la preparazione della birra. Venivano imbevuti di liquore di datteri e lasciati fermentare, poi pressati e passati al setaccio.

La bevanda ottenuta era poco alcolica e veniva custodita in giare.

Gli antichi Egizi ritenevano che ad inventare la birra fosse stato il dio Rie, che ne aveva fatto poi dono agli uomini. La prima citazione risale al 3100 a.C. e chiama la birra con il termine arcaico ‘henqet’.

Questa bevanda faceva parte della vita quotidiana degli Egizi e li accompagnava dalla nascita alla morte. I lattanti venivano svezzati con una miscela di cui la birra era il costituente di base e un’anfora di birra veniva donata ai giovani durante una cerimonia di iniziazione all’età adulta.

Quest’anfora li avrebbe accompagnati quindi fino alla morte, quando veniva riposta nel sarcofago per il viaggio verso l’Aldilà.

Con la birra venivano lavati i cadaveri dei defunti prima del processo di mummificazione, a simboleggiare l’origine divina della bevanda, che diveniva così simbolo di purificazione.

Di recente alcuni archeologi giapponesi, guidati da Jiro Kondo, della Waseda University di Tokyo, hanno riportato alla luce la tomba di un antico produttore di birra della città egiziana di Luxor, una tomba vecchia di oltre 3000 anni.

Sembra che la tomba risalga al periodo ‘ramesside’ (1291-1080 a.C., XIX e XX dinastia) e che appartenesse ad un “produttore di birra per gli dèi dei morti”, che era anche capo di un magazzino.

La tomba, che viene descritta da Jiro Kondo con ‘le pareti delle camere coperte da disegni favolosi e colori che riflettono particolari della vita quotidiana con i loro rituali religiosi’, è stata scoperta durante alcuni lavori di restauro presso un’altra tomba appartenente ad uno statista di Amenhotep III, nonno del più famoso giovane faraone Tutankhamon.

Dalle prime analisi storico-archeologiche pare che l’antico produttore, che si chiamava Khonso-Im-Eb, rivestisse una posizione rilevante, quasi una antica versione egiziana di Sam Adams o Adolph Coors, i produttori moderni più conosciuti e apprezzati del settore e che avesse dedicato la sua birra a Mut, la madre-dea dell’Egitto.

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