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Zambia: Charlotte Scott contro il consumismo

"Penso sia una tendenza che è stata adottata in altre parti del mondo e, forse, la preoccupazione è che possa insinuarsi in paesi come lo Zambia come una nuova influenza."

Scritto da Nadia Fusar Poli il 26.11.2012

Charlotte Scott, moglie del vice presidente dello Zambia, in una recente intervista ha lanciato un allarme: in Zambia, così come nel resto dell’Africa, si sta assistendo ad un cambiamento culturale piuttosto preoccupante. 

I rapporti umani sono fondamentali e si esprimono attraverso le persone. Il desiderio di mostrare se stessi e di identificarsi attraverso ciò che si possiede, è, al contrario, il frutto di un approccio di tipo materialistico che genera insoddisfazione. Per la Scott il tentativo di acquistare e accumulare più cose, sta diventando un’ossessione, in Zambia e in molti paesi africani. Ma questa non è la strada per vivere la vita in modo pieno ed appagante.

E’ preoccupante notare quanto denaro sia  speso per acquistare costosi e superflui beni di lusso mentre la famiglia o la comunità locale vive in condizioni di difficoltà e non riesce a soddisfare le proprie necessità primarie. Il materialismo in Zambia non è il solo problema. La Scott invita a riflettere circa le problematiche (a livello sociale e culturale) del materialismo, che si traduce nel perseguimento del fine materiale e nell’accumulo di beni non indispensabili, e nella tendenza a giudicare le persone per le ricchezze possedute. Questo atteggiamento induce le persone ad adottare decisioni sbagliate (ad esempio la scelta di far ricorso ai prestiti o il modo in cui si spendono i soldi risparmiati): forse dovremmo rivisitare tale approccio e semplificare la vita tornando a privilegiare valori leggermente diversi.  Così, in sintesi, ha concluso la Scott, precisando che questo tipo di materialismo non è tuttavia limitato allo Zambia.

“Penso sia una tendenza che è stata adottata in altre parti del mondo e, forse, la preoccupazione è che possa insinuarsi in paesi come lo Zambia come una nuova influenza. Non credo che, in qualche modo, abbia avuto origine in Zambia, e nemmeno, probabilmente, in altri paesi africani “. Non c’è niente di male a possedere beni materiali, in certi casi utili per la famiglia, ma quando questi sono definiti in termini di quello che la Scott chiama “consumer badges”, allora diventa preoccupante. Che cosa significa? “Se dovessi spendere un sacco di soldi per qualcosa di glamour ma ho difficoltà a provvedere ai miei figli, allora ecco esiste un problema”. Per la Scott è un grande onore e un privilegio  essere la moglie del vice presidente dello Zambia. “E’ meraviglioso avere la possibilità di vedere i progetti di comunità diverse, tra cui i progetti delle donne e i progetti di edilizia abitativa nella Copper Belt dello Zambia. E’ fantastico vedere ed essere in grado di partecipare, sostenere e promuovere i diversi gruppi “. La Scott è infatti coinvolta in una serie di progetti e di gruppi, tra cui la Federation of Women’s Savings e il Loan group, con l’obiettivo di agevolare il finanziamento femminile e contribuire ad operare su una scala completamente diversa e molto più grande.

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