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Caccia a Bambi, in Missouri sarà anche in città

Scritto da Valeria Gatti il 24.07.2012

Foto: Bill Ebbesen

“Accesso vietato ai cervi”, è ciò che si legge presso i giardini delle abitazioni di Cape Girardeau, anche soprannominata “la città delle rose”, cittadina del Missouri che fa poco più di 37 mila abitanti. Ma non sono tanto le rose ora l’argomento caldo, quanto i simpatici ungulati. Non basta il sagace cartello per evitare che i cervi s’infilino nei giardini delle case e rovinino i profumati arbusti, contro di loro è stata anche emessa un’ordinanza.

Come ha riportato infatti il periodico locale Southeast Missourian qualche giorno fa, il prossimo autunno si aprirà la caccia al cervo. Fin qui nulla di strano, se non fosse che gli animali potranno essere raggiunti da arco e frecce anche all’interno della città, tra le strade e nelle proprietà private. Sì, perché di cervi pare ve ne siano davvero troppi in giro. Tra il vicino infastidito c’è però anche quello che gli dà da mangiare: la popolazione è divisa e il gruppo che si oppone all’ordinanza, il Cape Friends of Wildlife, ha indetto una petizione per proteggere gli animali.

Dopo mesi di controversie, il consiglio municipale di Cape Girardeau lunedì 14 luglio ha emesso l’ordinanza ufficiale. La caccia al cervo in città sarà una realtà a partire dall’autunno prossimo, quattro i votanti a favore, tre contro. A Cape Girardeau i cervi sono moltissimi: nella contea si stima siano presenti più di 9 mila. Mentre in città, secondo le statistiche esposte nel sito ufficiale di City of Cape Girardeau, sono passati da una cinquantina registrati nel 2006 a più di 100 nel 2011.

Un grafico in salita, come anche quello degli incidenti stradali, auto e motociclette, che li vede coinvolti. Spesso si tratta di incidenti mortali, per entrambi l’uomo e l’animale. In alcuni periodi, i cervi arrivano persino a ridosso delle abitazioni, andando a sbattere contro i vetri delle finestre, rompendoli, probabilmente in cerca di cibo, saltando dentro e fuori dalle case, insanguinati e feriti. I coyote, loro nemici acerrimi, oltre all’essere umano, sembra non riescano più da soli a limitarne il numero, così nemmeno la morte naturale. Nell’anno 2010 la polizia municipale ha ricevuto 76 chiamate che riguardavano i cervi, di cui 47 per raccogliene le carcasse e circa 38 che riguardavano le collisioni con le auto e gli incidenti. Questi numeri sono in continuo aumento.

Il comitato Deer management committee, che si occupa della gestione e del controllo dei cervi di Cape Giradeau, sembra preoccupato. Già nel 2011 era stato incaricato di monitorare la situazione, discutendo con esperti circa la questione, proprio per preparare un programma d’azione e di consigli per la cittadinanza. Per l’occasione aveva incontrato i responsabili del Dipartimento di conservazione, cacciatori ed esperti di tiro con l’arco, privati cittadini.

La questione più controversa e dibattuta è proprio quella del crescente numero di incidenti. Dalla prospettiva del conducente, in effetti, un cervo può essere difficile da notare, specialmente se gli animali si muovono durante l’alba e il tramonto, momenti della giornata in cui cambiano zona per andare in cerca di cibo o per andare a dormire. I cervi sono infatti molto attivi da circa un’ora prima dell’alba fino a circa un’ora dopo il sorgere del sole; e dal crepuscolo fino a circa le 11 di notte. Molti incidenti legati alla presenza di cerbiatti lungo le strade, sono da imputare al fatto che i conducenti sbandano e vanno fuori strada per evitare l’animale, oppure sterzano per evitare qualcun altro che ha appena frenato per non urtare un cervo. Spesso, quando si vede una codina bianca lungo il percorso, si ha solo una frazione di secondo per reagire. Molte comunità del Missouri stanno sperimentando varie strategie per cercare di ridurre le collisioni tra auto e cerbiatti.

A Cape Girardeau sembra che la limitazione delle nascite, il fatto di aver emesso un’ordinanza che vieti ai cittadini di dar loro da mangiare, l’allontanamento pacifico non siano strategie sufficienti. Ecco quindi il tiro al cervo diventerà il nuovo passatempo cittadino. Chi è a favore lo è perchè sostiene che la presenza massiccia degli animali stia causando troppi incidenti e stia rovinando drasticamente le proprietà private “I residenti che hanno terre e possedimenti sono senza aiuto e cercano solo di prendersi cura della loro proprietà”, ha spiegato uno dei votanti a favore. Ma non si rischia di fare di Cape Girardeau una specie di far-west? Dai commenti on-line dei cittadini, si  percepisce che c’è chi si sente sicuro, poiché trattandosi di arco e frecce, sostiene che “i bambini lo fanno sempre al centro estivo senza farsi male, figurarsi dei cacciatori esperti come quelli di zona”. Ma c’è anche chi storce il naso e teme per la propria incolumità. Per i dissidenti si sta mobilitando il gruppo di chi crede ci possano essere altre soluzioni. Gli oppositori hanno già iniziato a raccogliere firme per fare in modo che la decisione, dagli stessi definita un  “non sicuro e disumano colpo basso”, venga riconsiderata.

Secondo lo statuto cittadino, per essere valide, le petizioni devono contenere come minimo il 10% delle firme del numero degli elettori registrati nelle ultime elezioni generali. Coloro che firmano devono essere residenti ed elettori registrati regolarmente. Dopo che le firme sono state raccolte e girate all’istituzione, il responsabile comunale ha 20 giorni per certificarle e, nel caso siano considerate sufficienti, l’ordinanza in questione sarebbe sospesa. Il gruppo che si raccoglie attorno al Cape Friends of Wildlife si sente fiducioso e sostiene che sarà in grado di raccogliere le firme necessarie per tempo: ne servirebbero circa 2400 entro pochi giorni.

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