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Influenza, 350mila italiani a letto. Emergenza negli Usa per il ceppo A

In Italia e in Europa il ceppo che sta mettendo in ginocchio gli Stati Uniti è in minoranza

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 13.01.2013

Scuola chiusa per influenza

Ci si avvicina quindi al picco di epidemia influenzale in maniera molto simile all’anno scorso, dove il picco fu raggiunto durante le prime settimane di febbraio. Nella prima settimana di gennaio si stima che già 200mila persone in Italia siano state colpite, con un aumento durante la seconda settimana a circa 350mila persone.

Secondo i dati raccolti dalla rete Influnet dell’Istituto Superiore di Sanità, la circolazione dei virus influenzali è in continuo aumento. Durante questa settimana sono stati raccolti dalla rete Influnet ed analizzati 9.363 campioni, di cui 2.961 (31.6%) sono risultati positivi al virus influenzale. Tra questi, 2.346 (79.2%) di tipo A e 615 (20.8%) di tipo B. Tra i campioni positivi al tipo A, 1.209 (51.5%) sono risultati di sottotipo A/H3N2 e 25 (1.1%) di sottotipo A(H1N1)pdm 2009.

Intanto negli Usa è emergenza, dove si stima che circa la metà della popolazione sia sprovvista di vaccino e dove è in corso unaa epidemia particolarmente violenta, che ha costretto a misure di emergenza molti stati, come ad esempio l’allestimento di tendopoli fuori dagli ospedali per la mancanza di posti letto.

“Grazie alla nostra rete di medici sentinella – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) – siamo in grado di fornire con tempestività informazioni sull’evoluzione della patologia e svolgiamo un’attività sia di tipo epidemiologico che virologico. I medici di famiglia italiani dispongono in tempo reale e con criteri scientifici assoluti di informazioni essenziali per il miglior funzionamento del sistema sanitario”.

In Europa l’attività del virus sta aumentando con maggiore intensità nelle zone settentrionali e occidentali del continente. Il ceppo più diffuso negli Usa, l’A/H3N2, che può provocare gravi complicazioni come la polmonite, è ‘in minoranza’ nel Vecchio Continente.

“In Italia e in Europa – spiega il dott. Aurelio Sessa, presidente regionale SIMG Lombardia e medico sentinella – assistiamo a un’importante circolazione di virus B dell’influenza (circa il 50% dei tamponi positivi per influenza sono positivi per il virus B) e le infezioni da virus A stanno incrementando con una maggior prevalenza per il virus pandemico A/H1N1, pari al 27% contro il 13% dell’A/H3N2. Ma è necessario mantenere alta la soglia d’attenzione grazie alla rete di sorveglianza, perché anche l’Europa potrebbe trovarsi in una situazione di emergenza se il virus A/H3N2 diventasse il più diffuso”.

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