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Da Corte suprema USA stop parziale a brevetti sul DNA

Corte suprema USA vieta i brevetti su DNA di origine naturale. Le sequenze sintetiche potranno invece essere brevettate

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 16.06.2013

Gli scienziati non potranno brevettare sequenze naturali di DNA, secondo quanto stabilito da un’attesa sentenza della Corte Suprema USA, arrivata lo scorso giovedì a pronunciarsi su un tema molto dibattuto: la validità dei brevetti che le compagnie farmaceutiche presentano presso gli uffici brevetti di tutti il mondo e che teoricamente hanno già ricoperto l’intero patrimonio genetico umano.

DNA

La sentenza della Corte suprema USA è una parziale doccia fredda per le case farmaceutiche, in quanto stabilisce finalmente la norma che anche per quanto riguarda il codice genetico vale la non validità dei brevetti in quanto il DNA era già presente in natura prima che qualche scienziato la scoprisse.

Quello che invece è possibile è brevettare sequenze che non esistono in natura (il cosidetto cDNA). Questo significa anche che un brevetto è valido “fino a prova contraria”. Se uno scienziato scopre che una sequenza ritenuta artificiale e quindi brevettabile da un’azienda X è invece presente in natura, potrà utilizzare la sequenza per i suoi studi senza dover pagare i diritti di utilizzo all’azienda.

La decisione della Corte Suprema d’altronde ricalca un principio già presente nella legislazione USA: i fenomeni naturali non possono essere brevettati.

“Riteniamo che un segmento di DNA presente in natura sia un prodotto della natura e non è ammissibile un brevetto solo perché tale frammento è stato isolato. Tuttavia, il brevetto del cDNA è ammissibile in quanto non si verifica naturalmente,” ha scritto il giudice Clarence Thomas ha scritto nella decisione – fra l’altro unanime – della corte.

Il caso che è stato portato davanti alla massima corte degli Stati Uniti era “Association for Molecular Pathology contro Myriad Genetics”, un gruppo di ricercatori e attivisti contro la società Myriad Genetics, che ha sviluppato una famosa tecnica genetica per individuare il rischio nelle donne di sviluppare tumore al seno o alle ovaie.

Myriad aveva sviluppato una procedura che individuava due parti della sequenza di un gene le mutazioni aumentano le probabilità di sviluppare i suddetti tumori. L’azienda ha brevettato i due geni, BRCA 1 e BRCA 2.

Tuttavia, molti ricercatori e attivisti si sono ribellati al brevetto, ed hanno portato in tribunale la società dicendo che brevettare l’essenza stessa del codice biologico degli umani impedisce l’avanzamento scientifico.

Myriad dal canto suo sosteneva che invece i brevetti avrebbero permesso alle aziende di investire nella ricerca genetica.

Il caso è un’enorme pietra sui tentativi di brevettare intere sequenze di DNA umano, cosa che da tempo era criticata dai ricercatori indipendenti e che aveva invece innescato una corsa all’oro da parte di tantissime società che volevano mettere le mani su enormi parti del codice genetico per poter chiedere in futuro i diritti di sfruttamento.  Da oggi, aziende come la Myriad non potranno più brevettare scoperte di genoma umano in sé, ma sarà permesso di proteggere il DNA sintetico modificato sulla base di DNA naturale.

Gli investitori non devono aver preso bene la decisione della corte: il giorno dopo l sentenza le azioni della società Myriad Genetics sono crollate del 13%, anche se c’è da dire che la maggior parte dei brevetti detenuti dalla società sono su cDNA, ossia su codice genetico artificiale che quindi può essere brevettato.

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