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Due milioni di euro a Napoli per il vaccino contro il tumore al fegato

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 23.05.2013

Due milioni di euro assegnati dall’Unione europea ad un istituto di ricerca italiano per sviluppare, nell’arco di sei anni, un vaccino contro un tipo di tumore al fegato.

Erano 98 le proposte presentate e 5 sono state selezionate. Fra queste una è coordinata dall’Istituto nazionale di tumori ‘Fondazione Pascale’ di Napoli.  L’obiettivo è quello di sviluppare un vaccino terapeutico contro il carcinoma epatocellulare (Hcc), il tumore maligno del fegato più comune, che a livello mondiale rappresenta la terza causa di morte per cancro negli uomini e la quinta nelle donne.

OspedalePascale

Il progetto, che sarà svolto in collaborazione con altri partner provenienti da Francia, Inghilterra, Germania, Spagna e Belgio, sarà coordinato dal professore  Luigi Buonaguro, dirigente medico dell’unità di Biologia molecolare e Onconogenesi virale dell’istituto tumori partenopeo, che riceverà una quota parte di circa due milioni di euro sui 6 finanziati.

Il tumore del fegato ogni anno vede diagnosticare 750mila nuovi casi nel mondo. Il picco è nel sud dell’Europa, perchè “tra i principali fattori di rischio ci sono le infezioni croniche indotte dalle epatiti B e C – spiega Buonaguro – il 5-10% dei soggetti affetti da queste infezioni sono destinati nell’arco di 20-30 anni a sviluppare un carcinoma epatocellulare”.

E’ per questo che la sperimentazione si radica bene in Campania visto che “nel Mezzogiorno l’incidenza dell’epatite B e C è superiore rispetto alla media nazionale. In Campania i casi attesi ogni anno sono 10-11 per 100mila abitanti. Senza dimenticare che “per l’epatite B il vaccino preventivo, somministrato ormai a tutte le persone di età superiore ai 30 anni, è un valido strumento per evitare le infezioni, mentre non ne esiste uno simile contro l’epatite C” ha spiegato il professore.

Il progetto prevede una seconda fase, con una sperimentazione clinica dei risultati raggiunti, coordinata da Francesco Izzo, direttore della struttura complessa di Chirurgia oncologica addominale.

  “Se l’esito sarà positivo – precisa Buonaguro – occorreranno dai 15 ai 20 anni per arrivare alla creazione di un farmaco vero e proprio”. Il direttore scientifico Gennaro Ciliberto rimarca il lavoro costante svolto negli anni dal Pascale, perchè “in una fase di ristrettezze economiche si può rispondere solo puntando sulla competitività. Risultati come questo si raggiungono se c’è una forte credibilità dei ricercatori e della struttura”. Per il direttore generale, Tonino Pedicini, è la conferma dei “massimi livelli di ricerca internazionale dei nostri ricercatori perle strategie immunoterapiche e vaccinali”, oltre che “un’opportunità per posizionarci ancora di più nell’elite scientifica nazionale e internazionale”. Pedicini assicura che i finanziamenti “non saranno utilizzati per le attivita’ ordinarie, ma esclusivamente per la ricerca, creando anche nuove opportunita’ di lavoro”

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