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Staminali, anche la piccola Desirée potrà essere curata a Brescia

La piccola Desirée potrà essere curata presso l'azienda ospedaliera "Spedali Civili" di Brescia con la dibattuta terapia Stamina

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 31.03.2013

La piccola Desirée potrà essere curata presso l’azienda ospedaliera “Spedali Civili” di Brescia con la dibattuta terapia Stamina, che la scienza considera controversa e poco ortodossa.Tuttavia, il Tribunale di Trento ha dato il via libera alle cure con le cellule staminali per la piccola.

laboratorio

Desirée, una bimba di tre anni della Val di Non, è affetta da atrofia muscolare spinale (Sma) e il giudice Giorgio Flaim ha ordinato nel pomeriggio di venerdì agli Spedali Civili di sottoporre la bimba al metodo Stamina.

La terapia consiste nella somministrazione di cellule staminali prelevate dal midollo osseo e trattate in laboratorio. La cura non è autorizzata dal Ministero della Sanità e nemmeno dall’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco.

Tuttavia, in casi come quello di Desirée, si aggiunge così ad altri piccoli pazienti dei giorni scorsi, si tratta di cure palliative, vista l’incurabilità della malattia.

Recente una pubblicazione su Nature ha criticato il metodo, che definisce contrario ai principi scientifici. L’autrice dello studio, Alison Abbott, ha detto che l’Italia è l’unico Paese nel quale una cura la cui efficacia non è mai stata dimostrata ha avuto di fatto un’approvazione ufficiale del governo. Il 21 marzo scorso, infatti, un decreto legge approvato dal governo su proposta del ministro della Salute, Renato Balduzzi ha dato il via libera alle cure per i pazienti che avessero già iniziato il trattamento. Cioè un gruppo di bambini affetti da diverse malattie rare (Desirée, ma anche Sofia, Federico, Celeste e tanti altri, tutti in cura a Brescia.

Il decreto è stato contestato anche da chi vorrebbe poter cominciare la cura (il 6 aprile partirà una raccolta firme).

La terapia sviluppata dalla Fondazione Stamina è portata avanti da Davide Vannoni, professore presso l’Università di Udine che dice di aver perfezionato la terapia nel 2004 in Russia dopo essere stato curato per una paralisi facciale. Tuttavia, c’è assoluta assenza di dati scientifici che provino l’efficacia reale della terapia.

Secondo Vannoni vengono impiegate le cellule mesenchimali, cellule del midollo osseo che fatte crescere nel e poi reinserite nel corpo del paziente possono far rigenerare i tessuti.

Ma la scienza vuole un rispetto delle regole, per evitare che cure con cellule staminali  pericolose per la salute vengano somministrate a pazienti, spesso ancora bambini.

Il 15 maggio 2012 arriva il blocco al trattamento da parte dei Nas. Ora però dopo alterne vicende arriva una raffica di approvazioni della cura Stamina, che viene imposta dai giudici di tutta Italia, in violazione delle raccomandazioni della scienza sulla cautela da adottare in questi casi.

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  • Annalisa scrive:

    L’AIFA e il Ministero della Sanità dovrebbero pensare di più alla salute e non ai soldi , penso che loro siano contro il metodo stamina perché non guadagnano niente su questa terapia.
    Ai bambini ammalati dovrebbe essere garantita qualsiasi tipo di cura innovativa e non visto che purtroppo per loro non c’è alcun rimedio.
    Invece di sprecare parole inutili aiutate il Civile di Brescia affinché migliori questa cura, come ripeto male non può causarne può solo aiutare i bambini e in caso di insuccesso aver dato una possibilità ai genitori, perché la SPERANZA e’ l’ultima a morire……