Gaianews

Violenza, malattie infettive, clima: collasso della ‘Civiltà dell’Indo’

La Civiltà dell’Indo (3300-1500 a.C.) si estendeva su oltre un milione di chilometri quadrati, nel territorio corrispondente agli odierni Pakistan e India

Scritto da Leonardo Debbia il 26.01.2014

Un nuovo studio su resti scheletrici umani provenienti dall’antica città di Harappa, nella valle dell’Indo, fornisce le prove che violenza, malattie infettive e clima hanno giocato un ruolo importante nella scomparsa della ‘Civiltà dell’Indo’ o ‘Civiltà di Harappa’ (dal primo sito conosciuto), circa 4000 anni fa.

La Civiltà dell’Indo (3300-1500 a.C.) si estendeva su oltre un milione di chilometri quadrati, nel territorio corrispondente agli odierni Pakistan e India.

Mentre le civiltà coeve dell’Egitto e della Mesopotamia sono ben conosciute, questa è rimasta più in ombra.

La ricerca archeologica ha mostrato una ‘fase urbana’ con rapida crescita delle città lungo la valle dell’Indo dal 2200 al 1900 a.C., allorché iniziò il loro abbandono.

resti-citta-harappa

Lesioni e infezioni mascellari nei resti fossili della Città di Harappa A) Perdita di denti antemortem; B) Infiammazione mascellare superiore (vista dal basso); C) Porosità e deformazione del forame infraorbitale da infezione del seno mascellare sinistro (Crediti: Gwen Robbins Schug)

“Il crollo della Civiltà dell’Indo e la riorganizzazione della sua popolazione sono rimasti per molto tempo controversi”, afferma Gwen Robbins Schug, docente di Antropologia alla Appalachian State University, in un suo studio, comparso sulla rivista Plos ONE.

Clima e cambiamenti socio-economici insieme ebbero un ruolo preponderante nei processi di urbanizzazione e nel collasso, ma si ignoravano le ricadute sulla popolazione.  

Robbins Schug, assieme ad altri ricercatori, hanno esaminato le prove di traumi e malattie infettive riscontrate nei resti scheletrici umani provenienti da tre aree sepolcrali di Harappa, una delle più grandi città.

I risultati confermano che la Civiltà dell’Indo fu una pacifica società di agricoltori, artigiani e commercianti; egualitaria, senza poteri centralizzati, regali o sacerdotali, senza opere difensive, quindi senza eserciti.

Tuttavia, ad Harappa, alcune comunità dovettero affrontare tensioni climatiche e socio-economiche, particolarmente quelle comunità socialmente svantaggiate, più vulnerabili alla violenza e alle malattie.

Questo modello è tipico di società fortemente differenziate nelle gerarchie, ma tutelate debolmente contro la mancanza delle risorse.

Perché la Civiltà dell’Indo” scomparve?

“Le prime ricerche fecero ritenere che i fattori ambientali fossero stati la causa principale del declino, ma mancavano prove paleo-ambientali per confermare questa teoria”, dice Robbins.

“I rapidi cambiamenti climatici hanno un ampio impatto sulle comunità antropiche. Gli scienziati non possono ipotizzare che i cambiamenti climatici siano da collegarsi costantemente a violenza e malattie. Tuttavia, in questo caso, sembra che il processo di rapida urbanizzazione delle città sull’Indo e i sempre più frequenti contatti con altre culture abbiano rappresentato nuove sfide per gli abitanti. Malattie infettive come la tubercolosi e la lebbra sono state probabilmente trasmesse attraverso la sfera di interazioni commerciali che si estendeva dall’Asia centrale all’Asia meridionale”.

La ricerca dimostra che la lebbra comparve ad Harappa durante la ‘fase urbana’ della Civiltà dell’Indo, aumentando nel tempo. Anche nuove malattie, come la tubercolosi, appaiono nel ‘tardo Harappa’ (1900-1300 a.C.) nelle sepolture della fase post-urbana.

Si registra un progressivo aumento di cause di morti violente, dovute a numerosi traumi cranici, sapendo che, generalmente, le prove di violenza sono molto rare nei siti preistorici del Sud-Est asiatico.

I risultati dello studio sono sorprendenti, secondo Robbins Schug, constatando questi incrementi della violenza e delle malattie nel tempo, con tassi sempre più elevati durante l’abbandono delle città.

Tuttavia un risultato ancor più interessante è che gli individui esclusi dai cimiteri ufficiali della città mostrano i tassi più alti di violenza e malattie. In un piccolo ossario a sud-est di Harappa, uomini, donne e bambini sono stati sepolti in un piccolo pozzo. Il tasso di violenza è del 50 per cento per i 10 crani conservati; e più del 20 per cento di questi individui mostra casi di lebbra.

Intorno al 1800 a.C. il clima della regione cambiò da umido ad arido e la rete idrografica, forse  a seguito di documentati eventi sismici, scomparve, costringendo la popolazione ad emigrare e decretando la fine di una grande civiltà.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
  • Alberto Zazza scrive:

    andrebbero vaccinati con controllo medico. ambiente pericoloso con abitudini ancestrali.