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Le scimmie rhesus hanno una forma di consapevolezza di sé inaspettata

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 06.07.2011

Scimmia rhesusNel primo studio del suo genere su una specie animale che non sa superare il tipico esame di auto-riconoscimento allo specchio, lo psicologo cognitivo Justin J. Couchman della Università di Buffalo ha dimostrato che invece le scimmie rhesus hanno un senso di auto-coscienza – la capacità di capire che sono la causa di certe azioni – e una forma di consapevolezza di sé precedentemente non attribuita a questa specie.

Lo studio, pubblicato oggi 6 luglio su Biology Letters, rivista della Royal Society, potrà aiutarci a capire meglio l’apparente di consapevolezza di sé negli esseri umani affetti da autismo, schizofrenia, morbo di Alzheimer e disturbi dello sviluppo.

Le scimmie rhesus sono una delle più note specie di scimmie del Vecchio Mondo, e sono state ampiamente utilizzate nella ricerca medica e biologica per creare vaccini per la rabbia, il vaiolo e la poliomielite e farmaci per la gestione dell’HIV / AIDS; nonché l’analisi delle cellule staminali e il sequenziamento del genoma. Gli esseri umani le hanno mandate nello spazio, clonate e hanno loro impiantato geni di meduse.

Couchman, insegnante alla State University of New York College a Fredonia, fa notare che le ricerche precedenti hanno mostrato che le scimmie rhesus, come altre scimmie e delfini, hanno la capacità di metacognizione, ossia la possibilità di monitorare i propri stati mentali. Tuttavia, le rhesus sistematicamente falliscono l’auto-test di riconoscimento allo specchio, che è una misura importante della consapevolezza di sé.

“Sappiamo che negli esseri umani, il senso di auto-riconoscimento è strettamente correlato alla consapevolezza di sé,” dice Couchman, “e risulta dal rapporto tra coscienza intenzionale, sensomotoria e dalle informazioni percettive.

“Sulla base dei risultati precedenti nella ricerca della metacognizione comparativa, abbiamo ipotizzato che anche se non superano il test allo specchio, le scimmie rhesus potrebbero avere qualche altra forma di auto-consapevolezza. In questo studio abbiamo analizzato se le scimmie hanno un senso di sé in alcune azioni che gli animali capiscono essere frutto delle loro intenzioni.”

Per lo studio, Couchman formato 40 studenti dell’università e quattro maschi di scimmie rhesus, ospitati nel Centro di ricerca Linguistica della Georgia State University. Il compito era di spostare un cursore del computer con un joystick, mentre un cursore distrattore era parzialmente abbinato al loro movimento. Dopo aver spostato il cursore, sia agli esseri umani che alle scimmie è stato chiesto di identificare il cursore del computer che controllavano – quello che corrispondeva ai loro movimenti e intenzioni. Entrambe le specie sono state in grado di selezionare il cursore che controllavano da una serie di scelte, in cui c’era anche il cursore distrattore, a tassi che hanno escluso il semplice caso.

“Questo suggerisce che le scimmie, come gli umani, hanno una certa comprensione delle proprie azioni”, dice Couchman. “Questa consapevolezza e il senso implicito che si tratta di ‘me’ durante l’esecuzione di un movimento del corpo o nei pensieri è un’importante forma di auto-consapevolezza.”

Couchman dice che poiché questa è la prima dimostrazione di tale auto-coscienza in una specie che non ha superato il test di auto-riconoscimento allo specchio, i risultati potrebbero far luce sull’apparente deficit di consapevolezza di sé deficit negli esseri umani.

“Esiste un ritardo nello sviluppo dell’auto-riconoscimento allo specchio nei bambini autistici, mentre in molti bambini con ritardo mentale questa capacità è assente, come anche in pazienti con morbo di Alzheimer o schizofrenia. Non è chiaro perché si verifica questo deficit, come anche non capiamo perché è assente nelle scimmie Rhesus.” Ma oggi non possiamo escludere che questo potrebbe semplicemente costituire un pregiudizio verso gli specchi”, ha concluso Couchman.

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