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Studiosi confermano passaggio di un adenovirus dalle scimmie agli esseri umani

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 18.07.2011

Scimmia TitiUn nuovo virus che si è diffuso tra i membri di una colonia di scimmie in California alla fine del 2009 provocando la morte di diversi esemplari ha contagiato anche degli umani, un ricercatore e un membro della sua famiglia. Lo hanno confermato gli scienziati dell’Università di California – San Francisco dicendo che questo è il primo esempio conosciuto in cui dopo il “salto” di un adenovirus da una specie all’altra esso è rimasto contagioso.

In uno studio della stessa Università che ha identificato il nuovo virus al momento dello scoppio dell’epidemia, i ricercatori hanno confermato che si trattava dello stesso virus nelle scimmie titi e in due esseri umani. Essi hanno anche confermato che il virus è altamente insolito in entrambe le specie, suggerendo che potrebbe avere avuto origine da una terza specie non ancora identificata.

La direzione della diffusione del virus, tuttavia – da scimmie a esseri umani o viceversa – rimane un mistero.

I risultati sono apparsi sul numero del 14 luglio del PLoS Pathogens, una rivista settimanale della Public Library of Science.

Gli adenovirus possono infettare molti animali, compresi gli esseri umani, le scimmie e i roditori, e sono noti per causare una vasta gamma di patologie cliniche sugli esseri umani, dal raffreddore alla gastroenterite alla polmonite. A differenza dell’influenza o dei coronavirus, gli adenovirus non erano noti per la loro caratteristica di diffondersi da una specie all’altra.

“Ora gli adenovirus possono essere aggiunti alla lista dei patogeni che hanno la capacità di attraversare le specie”, ha detto Charles Chiu, PhD, professore assistente di medicina di laboratorio e malattie infettive presso UCSF e direttore del centro di diagnostica virale. “Era già un’ipotesi, ma questo studio è il primo a documentare che questi virus attraversano la barriera delle specie in tempo reale.”

Il virus, che i ricercatori hanno chiamato adenovirus della scimmia Titi (TMAdV), ha infettato più di un terzo delle scimmie titi nella National Primate Research Center della California (CNPRC) alla fine del 2009. Nelle scimmie, il virus è stato devastante, causando una malattia delle vie respiratorie superiori che progrediva in polmonite e alla fine ha ucciso 19 delle 23 scimmie (l’83 per cento) che si sono ammalate, tra cui scimmie giovani e adulti sani.

Nel momento dello scoppio dell’epidemia, un ricercatore che si stava prendendo cura delle scimmie malate ha a sua volta sviluppato una infezione delle alte vie respiratorie, con febbre, brividi e tosse che sono durati quattro settimane, come pure due membri della sua famiglia che non avevano avuto contatti con la colonia di scimmie. Tutti e tre si sono ripresi completamente senza cure mediche.

Poiché la malattia del ricercatore non è stata segnalata per diversi mesi, il virus non poteva più essere rilevato direttamente, quindi Chiu ha condotto dei test sugli anticorpi presenti nelle scimmie, nel ricercatore e in due dei membri della sua famiglia che hanno ammesso di avere avuto i sintomi della malattia.

Gli anticorpi sono un prodotto della risposta immunitaria dell’organismo agli agenti patogeni e in generale rimangono nel sangue per diversi mesi dopo l’infezione e possono essere usati come marker per capire se una persona è stata esposta ad un virus specifico. Sia le scimmie che il ricercatore ed uno dei membri della sua famiglia sono risultati positivi agli anticorpi del virus. Nessun altro essere umano del centro è risultato essere stato infettato.

Il team dell’UCSF ha scoperto che il nuovo virus chiaramente appartiene alla famiglia degli adenovirus, ma è diverso da tutti gli adenovirus finora conosciuti che infettano gli esseri umani o le scimmie, anche dopo aver controllato su larga scala nei centri statunitensi per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione. Il nuovo virus è così insolito, infatti, che condivide solo il 56 per cento del suo DNA dal suo più stretto parente virale.

“Questa è chiaramente una nuova specie di adenovirus ed è abbastanza diversa da qualsiasi cosa abbiamo visto in precedenza”, ha detto Chiu. “Dato il tasso di mortalità insolitamente alto del TMAdV (il nome dato al virus, ndr.) nelle scimmie titi, è impossibile che questa sia la specie ospite nativa per questo virus. Ancora non si sa quale sia la specie ospite naturale.”

Chiu ha detto che la mancanza di precedenti dati storici di questo virus negli esseri umani indica che è anche improbabile che l’epidemia sia partita dal ricercatore. Nei test su altre scimmie nel centro, la squadra ha trovato una scimmia rhesus sana (originaria del Vecchio Mondo) con anticorpi TMAdV, cosa che, secondo Chiu, potrebbe indicare che il virus sia nato nelle scimmie del Vecchio Mondo per poi diffondersi nella colonia del Nuovo Mondo che non aveva gli anticorpi.

Il centro virale sta conducendo ulteriori studi in esseri umani e scimmie in Brasile e in Africa per determinare se il virus è comune nelle popolazioni selvatiche delle due scimmie del Vecchio Mondo e del Nuovo Mondo, e se ha infettato anche in questo caso gli esseri umani che vivono nelle vicinanze.

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