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Quando gli uomini mangiavano i mammut e i cani le renne

Scritto da Leonardo Debbia il 01.12.2014

Alcuni biologi dell’Università di Tubinga hanno dimostrato che gli esseri umani del periodo Gravettiano, circa 30mila anni fa, condividevano il cibo con i loro animali.

Predmosti è un sito preistorico in Moravia, vicino alla città di Brno, nella Repubblica Ceca.

Si compone, in realtà, di tre siti separati che, raggruppati attorno ad alcune formazioni calcaree, abbracciano complessivamente un arco di tempo di qualche migliaio d’anni.

Il sito Predmosti I comprende un cimitero, abitazioni con focolari e resti ossei di oltre un migliaio di mammut, una parte dei quali presenta tracce di arrostimento.

Già 29mila anni fa il sito ospitava esseri umani della cultura Gravettiana pan-Europea che utilizzarono le ossa dei mammut sia per costruire i loro insediamenti che per la fabbricazione dei manufatti in avorio, in particolare le celebri statuette, presenti anche nel sito.

Raffigurazione di un Mammut nelle cave di Rouffignac, in Francia

Raffigurazione di un Mammut nelle cave di Rouffignac, in Francia

E’ ancora da accertare come questa popolazione preistorica si procurasse la preziosa materia prima; se si sia limitata a raccogliere i resti delle carcasse degli animali, facilmente individuabili sulla vasta steppa ghiacciata o, più probabilmente, abbia attinto agli avanzi dei pasti consumati, dal momento che la carne di mammut poteva soddisfare ottimamente le esigenze alimentari.

Questo insediamento, sicuramente di carattere stanziale, ha conservato anche i resti di sette canidi, i primi animali a presentare le caratteristiche dei primi ‘cani paleolitici’.

E, in effetti, tre di questi teschi, più brevi di quelli dei lupi selvatici, sono stati identificati come cani primitivi, mentre un quarto è stato ritenuto appartenente ad un lupo e i rimanenti di incerta attribuzione.

Chissà che questi animali non venissero utilizzati per la caccia ai mammut?

Per rispondere a questi interrogativi, Hervé Bocherens, geo-biologo e ricercatore all’Università di Tubinga e il suo team internazionale, hanno effettuato una analisi isotopica del carbonio e dell’azoto contenuti nelle ossa fossili umane e animali del sito.

Ricordiamo che con il termine ‘Gravettiano’ o ‘Perigordiano superiore’ si identifica quella cultura paleolitica diffusa in gran parte dell’Europa tra i 29mila e i 20mila anni fa e che viene collocata subito dopo la cultura ‘aurignaziana’. E’ la cultura delle famose ‘Veneri paleolitiche’, le statuette in osso prima citate, associate ad armi da lancio, anch’esse in osso, provviste di una nuova punta, cosiddetta ‘a dorso’, caratteristica di una nuova tecnica di caccia.

La fascia geografica interessata da queste popolazioni andava dalla Dordogna, nella Francia attuale, fino a ridosso delle steppe russe.

Lavorando con i ricercatori delle Università di Brno e Bruxelles, gli studiosi sono stati in grado di verificare che le popolazioni del Gravettiano di Predmosti si erano nutrite sicuramente di carne di mammut, e anche in gran quantità, avvalendosi, nella caccia, dell’uso degli animali che vivevano con loro, i summenzionati ‘cani paleolitici’, primi esempi di domesticazione.

Anche altri carnivori, come orsi bruni, lupi e ghiottoni, ebbero la possibilità di cibarsi della carne dei mammut, magari ricorrendo anche ai resti abbandonati dagli umani.

Sorprendentemente, i cani invece non hanno mostrato di nutrirsi della stessa carne, preferendo al mammut la carne di renna, che non costituiva l’alimento base dei loro proprietari.

Non si sa quali motivi abbiano influito su questa preferenza, spiegabile solo con la concreta probabilità che fossero gli stessi esseri umani che, rifiutando la carne di renna, preferissero darla in pasto ai propri cani; un’abitudine che, peraltro, è stata riscontrata nelle popolazioni delle regioni settentrionali, che spesso nutrivano i loro cani con cibo che non piaceva agli uomini.

Da questi risultati si può ragionevolmente supporre che questi primi cani vivessero accanto agli esseri umani – primo esempio di domesticazione – condividendo gli stessi spazi e fornendo aiuto anche per trasportare carichi.

Si può così constatare che nell’ Europa di 30mila anni fa il mammut rappresentò una componente chiave della vita preistorica e che il cane era già in grado di stare accanto all’uomo, mostrando già le peculiarità della propria specie.

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