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Astrofili scoprono il primo pianeta illuminato da quattro stelle

Il pianeta, battezzato PH1, orbita attorno a due stelle, e altre due stelle ruotano intorno a queste ultime

Scritto da Giulia Chiarenza il 17.10.2012

Aiutati da alcuni volontari tramite il sito Planethunters.org, un team internazionale di astronomi ha identificato e confermato la scoperta del fenomeno chiamato sistema “circumbinario”, che prevede in questo caso la presenza di un pianeta in un sistema solare con ben quattro stelle.

Secondo i ricercatori, sono solo sei i pianeti conosciuti che orbitano attorno a due stelle, ma finora nessuno di essi aveva altre stelle orbitanti attorno al proprio sistema solare.  

PH1 è stato avvistato per la prima volta  da scienziati amatoriali che partecipano a Planet Hunters, un programma promosso dall’Università di  Yale, che invita i cittadini a rivedere dati astronomici registrati dalla navicella della NASA Keplero.

I volontari, Kian Jek di San Francisco, e Robert Gagliano di Cottonwood, in Arizona, hanno notato deboli cali della luce stellare dovuti al pianeta che passa davanti alle sue stelle madri. Successivamente Schwamb, un ricercatore di Yale, insieme ad un team di professionisti, ha confermato la scoperta tramite osservazioni successive con i telescopi di Mauna Kea, nelle Hawaii, e ha attestato la presenza di altre due stelle, a 1000 UA di distanza (pari più o meno a 1000 volte la distanza compresa tra il Sole e la nostra Terra).

PH1 è un gigante gassoso, ha un raggio 6,2 volte maggiore rispetto a quello terrestre, che lo rende leggermente più grande di Nettuno e impiega circa 138 giorni ad orbitare attorno alle sue stelle.

“Le migliaia di persone coinvolte nel progetto Planet Hunters offrono un servizio eccellente,” afferma Jerome Orosz, co-autore dello studio e professore di astronomia presso la San Diego State University. “Molte tecniche automatiche, utilizzate per trovare dati interessanti nel database di Keplero, non sono sempre efficienti come vorremmo. I volontari di Planet Hunters lavorano sodo e ci aiutano a rimediare a questi difetti” 

Gagliano, uno dei due scienziati amatoriali dichiara: “è un onore essere un Planet Hunter, lavorare a fianco di astronomi professionisti e dare così il proprio contributo alla scienza.”

Jek esprime invece la sua meraviglia: “continua ad essere per me sconcertante la possibilità di investigare su pianeti distanti migliaia di anni luce semplicemente attraverso lo studio della luce della loro stella madre.” 

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  • edoardo galli scrive:

    Non sono mai stato a conoscenza di una simile circostanza, è strabiliante.Abbiamo talmente tante cose da conoscere dell’Universo, che ciò che sappiamo sono poche sillabe in confronto a una enciclopedia.

  • maurolaspisa scrive:

    C’ è più fantasia nell’universo che non i certi scienziati e filosofi impegnati a far prevalere le loro vedute. Ma fantasia richiede capacità di modulare rapporti mezzi-fine non su base fissa ma creativamente variata e proporzionale: proprio quanto intuirono i Pitagorici…