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ExoMars, la missione del futuro

Scritto da Silvia Buda il 22.12.2015

ExoMars è un progetto composto da due missioni, la prima missione sarà lanciata nel mese di marzo 2016 e sarà composta dal Trace Gas Orbiter (TGO), dotato di strumenti per l’analisi dei gas atmosferici e dal lander Schiaparelli, sarà equipaggiato con una stazione meteorologica e da una fotocamera. Per la seconda missione si dovrà aspettare il 2018.

Con la missione di esplorazione ExoMars, missione europea sviluppata dall’ESA e dall’Agenzia spaziale russa Roskosmos si cercherà di sperimentare un procedimento in grado di sfruttare l’umidità atmosferica per ricavare acqua proprio su Marte.

Tra gli obiettivi scientifici principali della nuova missione esplorativa c’è quello di studiare l’ambiente della superficie del Pianeta Rosso e cercare eventuali tracce di vita passata o presente, di caratterizzare la geochimica del pianeta e la distribuzione dell’acqua e, in generale, di accrescere la conoscenza dell’ambiente e la geofisica marziana.

Già, qualche tempo fa, grazie a Curiosity si sono diffuse nuove informazioni sulle presenza di acqua su Marte. Secondo uno studio della NASA i sedimenti che sono stati ritrovati provenivano da antichissimi laghi e fiumi di acqua che, miliardi anni fa, scorrevano sulla superficie di Marte, appunto. Una prova della presenza di laghi e fiumi di acqua sul pianeta.

Ora, però ciò che vorrebbero fare alcuni scienziati svedesi, sarebbe qualcosa di nuovo, infatti, essi vorrebbe sfruttare il naturale ciclo dell’acqua marziano per ricavare i mezzi di sopravvivenza necessari ai futuri astronauti. Dall’analisi dei dati raccolti da Curiosity, Javier Martin-Torres della University of Technology di Kiruna in Svezia si è arrivati a ipotizzare che negli strati superficiali di suolo marziano si formassero, durante la notte, delle piccole aree d’acqua che, con il sorgere del Sole, scompaiono attraverso l’evaporazione. Questo processo dipende dalla capacità di alcuni sali di assorbire umidità dall’ambiente circostante, passando poi in soluzione.

Per riprodurre il fenomeno, Torres ha messo a punto uno strumento, chiamato HABIT, che verrà utilizzato durante la missione ExoMars, con lo scopo di analizzare la quantità di vapore acqueo presente nell’atmosfera marziana. Inoltre, funzionerà anche da stazione meteorologica e studierà l’umidità, la temperatura dell’aria e il pulviscolo atmosferico.

Lo strumento svedese HABIT sarà dotato di piccoli container pieni di sali, con i quali potrà raccogliere 5 ml d’acqua al giorno dall’atmosfera marziana, fino a una capacità massima di 25 ml. Se il meccanismo dovesse funzionare, esso potrebbe essere utile anche per ricavare acqua potabile, oppure, potrà essere utilizzato per le future serre marziane.

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