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In Missouri nuove speranze contro il fungo che uccide gli anfibi

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 26.09.2013

Si chiama Batrachochytrium dendrobatidis (Bd) ed è un fungo micidiale che sta portando velocemente all’estinzione  moltissime specie di anfibi.

Il fungo apparve per la prima volta nel 1993, Australia. Ora è presente in tutto il mondo e minaccia inesorabilmente centinaia di specie. Ad oggi non ci sono soluzioni: in molti si stanno attrezzando per salvare gli individui rimasti tenendoli in cattività, in attesa che sia trovata una cura contro questo fungo.
Una sorta di Arca degli anfibi ad esempio, è stata creata a Panama per salvera alcune specie dalla chitridiomicosi.

Crediti: Tyson Research Center

Crediti: Tyson Research Center

Kevin Smith, ricercatore protagonista di uno studio sul temibile fungo che è stato pubblicato su Plos One, ha dapprima studiato il problema in Africa.

Tornato in America Smith ha deciso, coadiuvato da un gruppo di studenti di analizzare gli ecosistemi di 29 stagni in Missouri. La ricerca non ha soltanto verificato la presenza del fungo sugli anfibi, ma analizzato l’ecosistema nella sua interezza, raccogliendo dati fisici e chimici e studiando la presenza di altri macroinvertebrati e specie di zooplancton. In questo modo i ricercatori hanno potuto notare che gli stagni infetti avevano caratteristiche che li accomunavano, rispetto a quelli sani.

Secondo Smith, questo risultato è importantissimo perchè si sa che ci devono essere caratteristiche particolari nello stagno perchè il fungo possa crescere.

Una tecnica statistica utilizzate per trovare relazioni causali ha suggerito che la diffusione del fungo era un effetto indiretto mediato dalla comunità di invertebrati degli stagni 

“Questi possono essere ospiti alternativi”, ha detto Smith . “Questa sarebbe la spiegazione più sensata”. Ma potrebbero anche essere serbatoi, cioè siti in cui il fungo può sopravvivere quando non c’è alcun ospite  disponibile.

“La presenza o l’assenza di ospiti o serbatoi  ha un enorme effetto sulla dinamica della malattia e in ultima analisi, sul destino degli anfibi. “ha spiegato il ricercatore.

In questa stessa direzione altri gruppi hanno dimostrato che il fungo può infettare  il nematode Caenorhabditis elegans  e i  gamberi sono in grado di trasmetterlo.

Crediti: Travis Mohrman/Tyson Research Center

Crediti: Travis Mohrman/Tyson Research Center

In Missouri il fungo è endemico, ma non epidemico. Qui è presente in un terzo degli stagni, Lo studioso si è chiesto cosa accada in quegli stagni in cui il fungo non dilaga.

Il fungo ha bisogno della cheratina per sopravvivere, hanno spiegato gli esperti. Negli anfibi  il fungo trova la cheratina nella pelle: una volta che il contagio avviene provoca la malattia, chiamata chitridiomicosi. Gli anfibi infetti in genere camminano lentamente come claudicando e la loro pelle è irritata. Le spore contagiose del fungo si trasmettono attraverso l’acqua e sono vitali per un giorno circa, a meno di non raggiungere un sito dove è presente la cheratina.

Per questo gli studiosi si chiedono come sia possibile che il fungo non si torvi in ogni habitat acquatico. Secondo Smith è necessario studiare gli interi habitat e non soltanto gli anfibi minacciati

“E’ l’emergenza della morte e del pericolo dell’estinzione degli anfibi che ci fa concentrare in modo così restrittivo”, ha detto Smith. 

Ma siccome in MIssouri la malattia è endemica, Smith potrà continuare i suoi studi portando avanti questo nuovo punto di vista.

Perché chytrid è una malattia endemica in Missouri , Smith si rese conto che poteva eseguire il backup , rallentare e studiare come un ecologista . ” Questo non è successo , come spesso come dovrebbe, ” ha detto.

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