Gaianews

Malesia: associazioni ambientaliste contro impianto di lavorazione delle terre rare

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 29.05.2011

In Malesia la costruzione di una raffineria di terre rare potrebbe mettere fine al quasi monopolio della Cina sugli elementi che sono essenziali per la produzione di molti prodotti high tech. Ma alcune organizzazioni ambientaliste si oppongono alla costruzione dell’impianto, dicendo che produrrà enormi quantità di rifiuti radioattivi e porterà un rischio grave per la salute pubblica.

Si prevede che il Lynas Advanced Materials Plant nello stato di Pahang nel centro della Malesia aggiungerà stabilità alla fornitura mondiale di componenti chiave utilizzati in elettronica, nella tecnologia verde e nei sistemi avanzati di armi. Si tratta del primo impianto di trasformazione di terre rare in costruzione al di fuori della Cina negli ultimi trent’anni. La Cina produce attualmente oltre il 90 per cento del totale delle forniture di materiali derivati dalla lavorazione delle terre rare.

Nick Curtis, presidente esecutivo della  Lynas Corporation, spiega che la decisione della Cina, l’anno scorso, di bloccare temporaneamente le spedizioni in Giappone nel corso di un conflitto politico, ha  rafforzato l’importanza di creare alternative di approvvigionamento provenienti da altri paesi.

“I produttori di nuove apparecchiature ad alta tecnologia al di fuori della Cina sono molto interessati che ci sia una fonte stabile e a lungo termine di terre rare”, ha detto Curtis”. La raffineria malese sta per dare loro l’opportunità di avere accesso a lungo termine alle terre rare di origine non cinese “.

L’ apertura dell’impianto in Malesia è prevista per quest’anno. A regime, si prevede che possa essere in grado di soddisfare fino al 30 per cento della domanda mondiale di terre rare, al di fuori della Cina.

Per la Malesia l’impianto creerà oltre 350 posti di lavoro di ingegneria e potrebbe incoraggiare imprese high tech ad avviare nuove operazioni vicino all’approvvigionamento di tali materiali essenziali.

Curtis dice che le condizioni economiche in Malesia, la manodopera qualificata, l’infrastruttura, la vicinanza ai mercati e gli stipendi relativamente bassi rendono economicamente fattibile per l’impianto la lavorazione delle terre rare  che vengono estratte in Australia.

Alcune organizzazioni ambientaliste si oppongono all’impianto di trasformazione a causa di preoccupazioni per i rischi sulla salute pubblica. La lavorazione delle terre rare  produce rifiuti radioattivi. Nel 1992 una raffineria di terre rare Mitsubishi è stata chiusa in Malesia a seguito del fatto che avrebbe provocato difetti alla nascita e leucemia tra i residenti nelle vicinanze.

S.M. Mohamed Idris, presidente della Sahabat Alam Malaysia anche conosciuto come Friends of the Earth Malaysia in inglese, dice che l’impianto Lynas è un altro caso di una multinazionale che approfitta della normativa lassa.

“Siamo contro il nucleare e il suo effetto sulle persone. E ci chiediamo perché gli australiani non possano lavorare le terre rare nel loro paese e le mandano qui “, ha detto Idris.

L’ International Atomic Energy Agency ha inviato una squadra per valutare la conformità dell’impianto con le norme di sicurezza internazionali. Il Ministero del Commercio della Malesia sta rifiutando tutte le interviste fino a che non potrà vedere il rapporto dell’AIEA.

Curtis dice che la Lynas Corporation accoglie con favore la revisione dell’AIEA e rifiuta  chi sostiene che la società stia cercando di eludere le normative ambientali.

“Le normative ambientali in Malesia sono fra le più rigide al mondo. Siamo effettivamente andati in Malesia perché abbiamo potuto vedere che, le esperienze sfortunate con la lavorazione delle terre rare,  nel 1980 e nei primi anni 90 in realtà hanno fatto creare un organismo di regolazione su ogni possibile rischio associato con un impatto ambientale in questo settore “, ha spiegato Curtis.

Rispettare severe normative ambientali, dice, aiuta a garantire che l’impianto sarà operativo e redditizio a lungo termine. Alcune delle misure di tutela ambientale attualmente in uso  comprendono unità di depurazione del gas, un impianto di depurazione e un impianto di stoccaggio di residui solidi contenenti radiazioni a basso livello.

© RIPRODUZIONE RISERVATA