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Aumento dei predatori sessuali nelle cittadine del boom energetico

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 21.05.2010

WyomingUna ricerca sugli effetti sociali ed ambientali nelle comunità locali dipendenti economicamente da industrie di estrazione di gas e petrolio negli Stati Uniti ha rivelato “un impoverimento biologico e disfunzioni sociali”.

Non parliamo quindi di Iraq o Venezuela, ma degli occidentalissimi Stati Uniti, dove ancora oggi accade che grosse scoperte di giacimenti petroliferi o di Gas Naturale riescano a modificare gli assetti sociali ed economici delle comunità rurali che si trovano “sopra” ai giacimenti.

Una recentissima ricerca, pubblicata in Conservation Biology, ha rivelato che in un periodo di 9 anni  il numero di violentatori sessuali nelle cittadine del boom energetico è stato 2 o 3 volte superiore rispetto alle cittadine la cui economia è basata su altre industrie.

La ricerca, sviluppata dal dottor Joel Berger e dal dottor John P. Beckmann, ha analizzato le comunità nei pressi del parco di Yellowstone, in Wyoming USA, un’area che viene spesso considerata come la più grande zona incontaminata nella fascia temperata della Terra. Molte cittadine della zona sono dipendenti dall’estrazione di energia, mentre altre sono rimaste dipendenti da agricoltura e turismo.  Gli autori sostengono che i problemi sociali e ambientali sono legati alle industrie che dominano queste città:  “Negli ultimi anni è diventato evidente che lo sviluppo di progetti energetici su larga scala ha un impatto sia ambientale che sociale,” dice uno degli autori, Berger, dell’Università del Montana. “La nostra ricerca ha identificato dei marcatori sociali che rivelano gli elementi negativi associati al cambiamento di un’economia che comporta modificazioni nelle comunità locali e nei servizi. Uno di questi fattori è l’incremento di predatori sessuali.”

Attraverso nove uffici legali di contea gli autori sono stati in grado di studiare il numero di violentatori registrati nell’area del Parco di Yellowstone (negli Stati Uniti è da qualche anno obbligatorio registrare chi è accusato di abusi sessuali in uno speciale registro governativo).  La ricerca ha rivelato che in un periodo di più di nove anni il numero di persone registrate nello speciale elenco governativo era aumentato di tre volte nelle aree con economia basata sull’estrazione di petrolio e gas rispetto a quelle basate su turismo e agricoltura.

“Questo è un serio sintomo dei problemi sociali che queste comunità devono affrontare. Certi problemi, che si sviluppano parallelamente al degrado ambientale, ricalca un modello che già si era osservato nelle cittadine del boom energetico in Ecuador e nel nord del Canada (i campi di estrazione delle sabbie bituminose, ndr.)”, dice Berger. Questo non significa che l’arrivo dell’industria estrattiva comporti immediatamente l’aumento del numero di abusi sessuali. Piuttosto, quest’ultimo fenomeno è sintomatico di problemi economici e sociali che queste comunità devono affrontare quando la loro economia cambia radicalmente.

Queste ricerche mettono in evidenza che l’aumento degli abusi sessuali sono il risultato di uno sconvolgimento causato dal grande afflusso di persone attratte da alti guadagni e da una disoccupazione estremamente bassa.

Altri sintomi del cambiamento sociale sono l’aumento del traffico di sostanze stupefacenti, delle violenze domestiche, della caccia di frodo e in generale del crimine. Lo studio suggerisce che questi cambiamenti avvengono a causa delle differenze sociali e culturali tra la popolazione rurale e la forza lavoro che si stabilisce successivamente nelle aree in forte espansione.

Un altro problema è legato alla ciclicità dell’industria estrattiva, che in periodi di crisi come quello che stiamo attraversando vede diminuire l’attività e, conseguentemente, offre meno lavoro e meno pagato. Per concludere, è bene ricordare che proprio nel Wyoming (USA) alcuni anni fa le società che estraevano e raffinavano il petrolio erano state multate dal governo americano perché non rispettavano i limiti imposti dallo Stato (leggi qui). A questo punto, oltre al degrado ambientale, i movimenti di protesta contro lo sviluppo delle sorgenti fossili di energia hanno un nuovo motivo per guardare con sospetto l’industria estrattiva.

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