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Ostaggi italiani in India, negoziati in corso tra ribelli e governo indiano

Scritto da Chiara Pane il 23.03.2012

Italiani rapiti in India dai ribelli maoistiIndia – Sono iniziati ieri i negoziati fra il governo indiano e il gruppo di maoisti che la scorsa settimana ha rapito due italiani nella regione dell’Orissa.

Si tratta di Paolo Bosusco, 54 anni, e di Claudio Colangelo di 61 anni. Il primo è una guida turistica, titolare di un’agenzia la “Orissa adventurous trekking”, che offre ai turisti più avventurosi la possibilità di inoltrarsi nelle zone interne della della regione, abitate in gran parte da tribù indigene. Il secondo è invece un medico romano appassionato di culture primitive e trekking.

Il principale motivo del rapimento, che fra l’altro è il primo che i maoisti compiono a scapito di stranieri, sarebbe l’invasione turistica delle zone tribali. I cosiddetti “safari umani”. Lo scopo di tale turismo è la ricerca delle popolazioni indigene. I due italiani sarebbero stati rapiti al confine dei distretti di Kandhamal e Ganjam mentre scattavano delle fotografie.

Fra le 13 condizioni che il gruppo di rapitori ha posto come necessarie per la liberazione dei due ostaggi c’è proprio il divieto di turismo nelle zone tribali per salvaguardare la privacy delle popolazioni autoctone. Ad essa si aggiungono l’interruzione delle operazioni militari governative contro i maoisti, la liberazione di alcuni capi e e di alcuni militanti maoisti attualmente detenuti in carcere e il risarcimento delle famiglie dei maoisti uccisi. Tali condizioni sono adesso sul banco dei negoziati, avviati ieri. Il ritardo dell’inizio della contrattazione è da imputarsi alla difficile scelta dei tre mediatori maoisti che devono guidare la trattativa. Pare che tale problema sia stato risolto e che il processo di liberazione dei nostri connazionali sia iniziato.

Le preoccupazioni restano però forti. Infatti, nonostante i guerriglieri maoisti abbiamo fatto sapere che Bosusco e Colangelo stanno bene e non gli vengono fatti mancare cibo e acqua, c’è il rischio che se le trattative falliscano i due italiani vengano consegnati nelle mani di altri ribelli, che abitano nel vicino stato di Chattisgarh.

Naturalmente non mancano i commenti dei locali ed in particolare della polizia che si è precipitata a dichiarare che le agenzie che lavorano nella zona non si preoccupano di chiedere i dovuti permessi per inoltrarsi nelle aree abitate dagli indigeni, giudicando questo tipo di turismo troppo rischioso. Un dirigente della polizia ha affermato: “Il problema sono le decine di agenzie che organizzano visite nelle zone tribali senza chiedere permessi, sanno che non glieli daremmo”.
Viene da chiedersi come mai se è vietato visitare le zone interne la polizia non ha bloccato Bosusco e il suo cliente? La risposta è fin troppo scontata. Il denaro che questo tipo di turismo apporta non è indifferente! Chiudere un occhio non comporta spreco di energie.

Purtroppo a pagarne le conseguenze sono i due italiani. Così adesso sono in 4 ad essere bloccati in India contro la loro volontà. Difatti la questione dei due marò accusati dell’uccisione di due pescatori indiani è tutt’altro che risolta. Latorre e Girone restano in carcere almeno fino al 2 aprile. Pochi giorni fa c’è stata un’udienza lampo, durata circa 15 minuti, durante la quale il magistrato ha bocciato le richieste dell’avvocato difensore che voleva commutare la carcerazione preventiva in fermo di polizia.

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