Quale sarebbe l’impatto della scoperta di forme di vita al di fuori del nostro pianeta sulle varie credenze religiose?
Un’indagine svolta a Berkeley (CA) ha coinvolto 1300 persone, credenti e non, chiedendo loro se la scoperta di vita extraterrestre avrebbe influenzato il loro approccio verso la religione; nessuno dei 70 buddisti coinvolti riteneva che il proprio credo avrebbe subito un impatto negativo, ma il 40% di loro era convinto che una tale scoperta sarebbe stata negativa per le altre religioni. L’8% dei Cattolici Romani ha affermato che “ET” indurrebbe una vera e propria crisi nelle loro convinzioni personali, ma ben il 22% era convinto che danneggerebbe la loro religione.
Tra gli atei e i non professanti alcuna religione, solo l’1% ha dichiarato che avrebbero dovuto mettere in discussione le loro idee e ben il 69% di essi era convinto che la scoperta di vita aliena avrebbe danneggiato tutte le religioni.
Già nel 2008, Padre Josè Gabriel Funes, direttore dell’osservatorio astronomico e centro di ricerca scientifica della Chiesa Cattolica ha affermato che non vi sono contraddizioni tra il credere in Dio e negli extraterrestri “Come esiste una molteplicità di creature sulla terra, così potrebbero esserci altri esseri, anche intelligenti, creati da Dio. Questo non contrasta con la nostra fede, perché non possiamo porre limiti alla libertà creatrice di Dio. Per dirla con San Francesco, se consideriamo le creature terrene come ‘fratello’ e ‘sorella’, perché non potremmo parlare anche di un ‘fratello extraterrestre’? Farebbe parte comunque della creazione“.
Anche senza essere esperti di teologia, analizzando diversi aspetti delle varie religioni possiamo porci qualche quesito su come queste possano accettare la vita al di fuori del nostro pianeta.
Dal punto di vista della religione cattolica, la presenza di vita extraterrestre creerebbe una sorta di disparità tra le specie: mantenendo fermo il dogma della Trinità, ci possiamo domandare che ne è dei nostri ‘fratelli’ extraterrestri; se Cristo si è incarnato una sola volta per noi, perché non lo ha fatto per loro? Come possono credere nella Trinità se non hanno conosciuto Gesù Cristo? Essi vivono ancora in armonia con Dio? Sono ancora nel paradiso terrestre? Devono essere battezzati o sono privi del peccato originale?
Per l’Islam la situazione non è meno complessa: gli extraterrestri sono necessariamente “infedeli” in quanto non possono soddisfare il secondo articolo di fede: credere in Maometto, profeta di Allah, sarebbe impossibile per creature che non l’hanno conosciuto.
Anche il rispetto di tutti i Pilastri dell’Islam (arkān al-Islam) sarebbe, per un’ipotetica civiltà extraterrestre, un vero problema: la ṣalāt, la preghiera da svolgere cinque volte al giorno può essere fatta, ma risulterebbe difficile rivolgersi verso la Mecca non sapendo della sua esistenza.
Il Sawm ramaḍān, ovvero il digiuno durante il mese di Ramadan sarebbe altrettanto difficoltoso, in quanto il mese è calcolato sul calendario lunare terrestre; l’ḥajj, il pellegrinaggio alla Mecca, fortunatamente per ET, deve essere svolto solo da coloro che ne sono in grado fisicamente e finanziariamente.
Anche un ipotetico extraterrestre ebreo avrebbe i suoi problemi nel rispettare tutti i mitzvòt (precetti) obbligatori, ad esempio: “Ascolta i Profeti che parlano in Nome del Signore (e secondo la lettera della Torah) (Deuteronomio. 18:15) sarebbe di difficile applicazione non avendo conoscenza dei Profeti;
“Indossa i filatteri sul capo e sul braccio” (Deuteronomio. 6:8) o anche “Circoncidi tutti i maschi otto giorni dopo la loro nascita.” (Genesi 17:10; Levitico 12:3) sarebbero di difficile applicazione per creature non antropomorfe.
L’Induismo non è una fede evangelica, ma piuttosto una filosofia di vita (come il Buddismo), accettando essi diversi percorsi spirituali, anche il nostro amico ET potrebbe essere induista, ma qualche problema si pone pure in questo caso.
Il primo principio stabilito nel 1966 dalla Corte Suprema dell’India stabilisce che la base unica della filosofia induista sia l’accettazione rispettosa dei Veda come la più alta autorità riguardo agli argomenti religiosi e filosofici e qui il nostro extraterrestre che non conosce i Veda deve scegliere un’altra religione.
Professare il Buddismo, invece, sembrerebbe possibile anche per i nostri ipotetici extraterrestri, i suoi fondamenti, le “Quattro nobili verità” (La Verità del dolore, la Verità dell’origine del dolore, la Verità della cessazione del dolore, la Verità della via che porta alla cessazione del dolore) possono essere comuni a tutte le forme di vita senzienti. Allo stesso modo il “Nobile Ottuplice Sentiero” (Retta visione, Retta intenzione, Retta parola, Retta azione, Retta sussistenza, Retto sforzo, Retta presenza mentale e Retta concentrazione) è anch’esso praticabile.
In conclusione da un’analisi, sia pur estremamente superficiale, delle principali religioni, i risultati dell’indagine citata sopra parrebbero plausibili.
Che voi crediate o no in Dio, a questo dovete credere: quando noi essere umani rinunciamo a rimetterci ad un potere più grande di noi, rinunciamo alle responsabilità. La fede, tutti le fedi, servono a ricordarci che c’è un’entità in conoscibile a cui siamo tenuti a rispondere…. Solo attraverso la fede possiamo rendere conto delle nostre azioni al prossimo, a noi stessi e a Dio. La religione è imperfetta, ma solo perché è imperfetto l’uomo. Se la gente potesse vedere la Chiesa come la vedo io, se riuscisse a guardare al di là dei riti che si svolgono tra queste mura vedrebbe un miracolo moderno: un’assemblea di persone imperfette, anime semplici il cui unico desiderio è far sentire la voce della compassione in un mondo ormai sfuggito a qualsisia controllo.