Gaianews

Nomalditesta.it, il social network contro il mal di testa per ridurre i sintomi e l’assunzione di antidolorifici

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 11.11.2010

Mal di testaSta facendo il giro del web il nuovo portale, in italiano e inglese, di un gruppo di ricercatori di Torino che si propone come social network contro il mal di testa. Questo non significa che stare al computer faccia scomparire fastidiose cefalee o che navigare su internet riduca il mal di testa e il dolore al collo e alle spalle, anzi, forse molto spesso possono esserne la causa.

Quello che il progetto si propone di fare è dare consigli utili per ridurre gli effetti indesiderati del mal di testa, che può avere diverse cause, come ad esempio la cervicale o l’emicrania. Nel sito si legge che il sistema ha già funzionato. In un esperimento su più di 2300 dipendenti comunali della Città di Torino, si è ottenuto un abbattimento della frequenza mensile di cefalea e di dolore cervicale e della assunzione di farmaci di circa il 40%.

Poi si è passati ad un progetto regionale che coinvolgeva il Piemonte, ed oggi ad un portale addirittura bilingue, in italiano e in inglese. Il progetto è seguito dal seguente staff: Il prof. Franco Mongini, la dott.ssa Chantal Milani, la dott.ssa Emanuela Banzatti, il dott. Alessandro Piedimonte, il dott. Luca Ferrero e il dott. Alessandro Ugolini.

Sul sito esiste anche un video che spiega i dettagli che bisogna conoscere per entrare a far parte del programma, che – a detta degli autori – è estremamente semplice e consiste in alcuni accorgimenti ed esercizi che si potranno eseguire in caso di necessità, senza doversi allontanare dal lavoro e senza l’aiuto esterno.

Inoltre, e qui entra l’aspetto social, si potranno condividere le proprie esperienze sul web, dove in forma anonima potrete dare ad altri accorgimenti utili, potrete descrivere i benefici o fare le vostre considerazioni, ad utilità degli altri utenti del social network.

I medici controlleranno attentamente l’attività degli utenti, e potranno intervenire con commenti, consigli, pareri esperti. Potranno fornire anche materiale didattico e scientifico.

I risultati che il gruppo di ricerca ha ottenuto presso il comune di Torino sono stati pubblicati da autorevoli riviste scientifiche. Inoltre, lo staff ci tiene a precisare che il portale non deve sostituire il medico in carne ed ossa, ma solo affiancarlo.

Qui il link al sito http://nomalditesta.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA
  • Piero scrive:

    Da anni soffro di emicrania e i rimedi (o palliativi) proposti da vari specialisti o non hanno avuto alcune effetto o hanno avuto effetti collaterali che mi hanno fatto interrompere le terapie (vedi farmaci che causano depressione); leggendo questo articolo speravo di trovare nel sito che citate qualche informazione o almeno di poter confrontare le mie esperienze con quelle di altre persone.
    Purtroppo non è così, senza registrazione non è possibile visualizzare alcuna informazione e l’aspetto “social” che citate non esiste.
    Il modulo per la registrazione fa poi rabbrividire, mi domando che se ne facciano del codice fiscale, di un recapito telefonico obbligatorio e così via,IL TUTTO SENZA SPECIFICARE QUALI SONO LE FINALITA’ DI DATI RACCOLTI.
    Cito dalla pagina (link in piccolo) sulla privacy “In fase di registrazione le verranno proposte alcune domande simili a quelle che potrebbero venirle rivolte durante una eventuale visita medica specialistica: dati anagrafici, caratteristiche del dolore, terapie eseguite” e poi segue “Al termine del questionario le verrà inoltre chiesto di fornire il suo consenso per il trattamento dei dati personali, come richiesto dalla normativa vigente.” Bene, non sono un’esperto in legge, ma credo che quelli che vengono richiesti siano dati sensibili e che l’accettazione al trattamento degli stessi (peraltro non vi sono informazioni in merito all’uso e alla diffusione degli stessi) debba avvenire prima dell’invio dei dati.
    Nel vostro articolo dite che “…si potranno condividere le proprie esperienze sul web, dove in forma anonima potrete dare ad altri accorgimenti utili…”, ma dopo aver visto il modulo di registrazione credo che ci sia veramente poco di anonimo.
    Ben vengano la ricerca e la sperimentazione, ma questo è un modo decisamente subdolo di creare un campione di studio, senza che i soggetti vengano adeguatamente informati.