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Scoperta in Turchia scultura di leone risalente a più di 3000 anni fa

Scritto da Giusy Cerniglia il 27.08.2011
Il leone di pietra scoperto nella cittadella di Tayinat, nel sud est della Turchia da archeologi dell'Università di Toronto viene trasportato all'Antakya Archaeological Museum. Crediti: Lynn Welton

Il leone di pietra scoperto nella cittadella di Tayinat, nel sud est della Turchia da archeologi dell'Università di Toronto viene trasportato all'Antakya Archaeological Museum. Crediti: Lynn Welton

Un gruppo di archeologi dell’Università di Toronto da qualche settimana ha portato alla luce, in Turchia nei pressi della città di Taynat, i resti di un complesso monumentale che rappresenta un leone scolpito con raffinata maestria. Il leone si presenta quasi del tutto intatto, di mole reale e imponente, lungo 1,6 mt e alto 1,3 mt, posto armonicamente in equilibrio, in posizione seduta, con lunghe zampe massicce e distese ed orecchie rivolte in dietro con atteggiamento ruggente.

La scultura è posta all’ingresso di una fortezza e probabilmente doveva fornire l’accesso alla cittadella di Kunulua, capitale del regno dei neo-ittiti di Patina (risalente al 950-725 a.C.) e possiede una straordinaria somiglianza ad uno stesso portale rinvenuto grazie alle ricerche dell’archeologo britannico Leonard Wooley, nel 1911 nella città ittita di Carchemish.

Questo importante progetto di archeologia, supportato e finanziato dall’Istituto di Ricerca Preistorica dell’AEGEAN e dall’Università di Toronto, nasce dal connubio di ricercatori di una dozzina di paesi e da più di venti università e istituti di ricerca che operano in stretta collaborazione con il Ministero della Cultura della Turchia per aprire a nuove opportunità di ricerca e tirocinio studenti neolaureati e non.

Timothy Harrison, docente di archeologia orientale e direttore del progetto parla anche di un secondo ritrovamento venuto alla luce non molto distante dal portale monumentale di Taynat: “Si tratterebbe di una figura umana affiancata da leoni che rappresenta un motivo culturale iconico del vicino oriente conosciuto come – Il Maestro degli Animali – che simboleggia l’imposizione dell’ordine civilizzato sulle forze caotiche del mondo naturale”

Recenti studi ci spiegano che il portale, con la conquista degli assiri, nel 738 a.C. , fu poi trasformato in luogo sacro nel tipico recinto assiro, ciò lo testimonierebbero identiche colonne con doppio leone nel capitello, facenti parte di un tempio assiro, ritrovate nel 1930 dall’archeologo Timothy Harrison in un altro sito dell’Anatolia dove si stanziarono gli assiri.

I ritrovamenti della città di Taynat ci permettono di studiare ed ammirare il carattere innovativo e il gusto culturale raffinato presente nell’età del ferro in piccole città stato del Mediterraneo orientale alla fine del secondo millennio a.C., fornendoci una nuova visuale, inconsueta, che potrebbe mettere in discussione la datazione di precedenti ritrovamenti. Queste sculture sembrerebbero appartenere chiaramente ad una tradizione scultorea locale neo-ittita che risale a prima dell’arrivo degli assiri. Viene così confutata l’ipotesi precedente che riteneva questa tipologia di rappresentazioni frutto della cultura assira.

In realtà questa nuova affermazione spiegherebbe che le rappresentazioni di leoni, sfingi e statue colossali siano tipicamente neo-ittite e rappresenterebbero non una nuova cultura ma la continuazione di una tradizione già presente nell’età del bronzo a simboleggiare il ruolo del re come guardiano della comunità, eletto divinamente ; i portoni decorati con questa tipologia di animali servivano , dunque , come parate dinastiche, stemmi che legittimavano il potere della già presente classe dirigente.

Ogni tanto accade che una scoperta archeologica possa mettere in crisi la linea temporale dell’evoluzione della civiltà nella storia antica, le teorie sulla “Rivoluzione del Neolitico” hanno sostenuto che sia nata prima la città e dopo i luoghi di culto, ora invece sembrerebbe che la religione sia apparsa prima della vita civilizzata ed organizzata in centri urbani , anzi che sia stata il motore primario per la creazione delle città stesse.

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