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Vita dei Neanderthal prevedeva ripartizione del lavoro tra sessi

Scritto da Leonardo Debbia il 23.02.2015

Le comunità dei Neanderthal suddividevano tra loro alcuni compiti in base al sesso.

Questa è una delle principali conclusioni raggiunte da uno studio condotto dal Consejo Superior de Investigaciones Cientificas o Consiglio Nazionale delle Ricerche spagnolo (CSIC), pubblicato sul Journal of Human Evolution.

Questo studio che ha analizzato 99 denti, tra incisivi e canini, provenienti da tre diversi siti neanderthaliani (El Sidron, nelle Asturie, in Spagna; grotte dell’Hortus, nel Sud della Francia; grotte di Spa, vicino Namur, in Belgio), rivela che le scanalature dentali presenti nei fossili femminili seguono tutte un identico modello, diverso da quello riscontrato negli individui di sesso maschile.

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I Neanderthal usavano la bocca come una terza mano per la preparazione delle pelli o il taglio della carne (crediti: Ufficio Comunicazioni CSIC)

Gli esami mostrano che tutti gli individui, indipendentemente dall’età, presentavano solchi dentali.

“Questa caratteristica è dovuta alla consuetudine di queste società di utilizzare la bocca come una terza mano, in modo simile a quanto accade presso alcune popolazioni attuali, per svolgere attività particolari; per esempio, la preparazione delle pelli o il taglio della carne”, sostiene Antonio Rosas, ricercatore presso il Museo Nazionale spagnolo di Scienze Naturali.

Rosas specifica che “quel che abbiamo scoperto è che le scanalature rilevate nei denti delle donne adulte sono più lunghe di quelle degli uomini adulti. Da questo si desume che i compiti da svolgere fossero ripartiti in maniera diversa tra i due sessi.

Altra variabile analizzata è lo smalto dei denti. Gli individui maschi mostrano un maggior numero di tacche nello smalto e nella dentina delle parti superiori dei denti, mentre nelle femmine queste imperfezioni compaiono nelle parti basse.

Non è ancora chiaro quali attività fossero assegnate alle donne e quali agli uomini. Tuttavia, nello studio si evidenzia che, come accade nelle più moderne società di cacciatori-raccoglitori, le donne avevano probabilmente la responsabilità della preparazione delle pelli e della lavorazione degli indumenti.

I ricercatori affermano che invece la manutenzione e l’affilatura dei bordi degli strumenti in pietra sembra essere stato un compito prettamente maschile.

Almudena Estalrrich, ricercatrice del CSIS presso il Museo Nazionale spagnolo di Scienze Naturali, aggiunge: “Noi crediamo che la specializzazione del lavoro per sesso degli individui fosse limitata a pochi compiti, mentre è probabile che uomini e donne abbiano partecipato insieme ‘alla pari’ alla caccia dei grandi animali”.

Rosas conclude: “Ultimamente, lo studio dei Neanderthal ha fornito numerose scoperte e gli antropologi sono passati dal considerarli soltanto degli esseri poco evoluti ad apprendere su di loro una novità dietro l’altra. Siamo venuti a conoscenza, tra l’altro, che si prendevano cura delle persone ammalate, seppellivano i loro defunti, praticando probabilmente un culto dei morti – e lo provano le sepolture adornate di fiori –

Abbiamo scoperto che si cibavano non solo di carne, ma anche di frutti di mare, non trascuravano l’igiene e avevano caratteri fisici vari e diversi dai modelli che di loro avevamo ricostruito. Ci furono individui dai capelli rossi, con pelle chiara ed occhi chiari, ma non tutti presentavano questi caratteri.

Che dire poi delle analisi genetiche che hanno confermato una loro ibridazione con i Sapiens e la loro eredità genetica nelle popolazioni europee attuali?

Finora poi, avevamo pensato che la ripartizione del lavoro tra i sessi fosse stato un tratto tipico delle società Sapiens, ma a quanto pare, dobbiamo ricrederci, perché questo non era vero!”.

Questa scoperta costituisce un colpo inferto alla tesi avanzata nel 2006 dagli antropologi Stephen Kuhn e Mary Stimer, dell’Università dell’Arizona su Current Anthropology, secondo cui la principale causa dell’estinzione dei Nenaderthal era stata la mancata suddivisione del lavoro tra i sessi, a differenza dei Sapiens, che avrebbero protetto meglio la prole, con maggiori probabilità di sopravvivenza.

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