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Aumento di CO2 nell’ultima glaciazione, scoperta confuta ruolo degli oceani

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 05.10.2011

Dopo l’ultima glaciazione, circa 18.000 anni fa, i livelli di biossido di carbonio nell’atmosfera sono aumentati di circa il 30 per cento. Gli scienziati ritengono che l’aumento dell’anidride carbonica – uno dei gas serra che intrappolano il calore – abbia giocato un ruolo chiave nel riscaldamento del pianeta e nello scioglimento degli strati di ghiaccio continentale e hanno a lungo ipotizzato che il gas provenisse dall’oceano Pacifico.

Ma un nuovo studio di un paleoclimatologo dell’Università del Michigan e di due suoi colleghi suggerisce che l’oceano  non è stata una fonte importante di anidride carbonica durante i periodi glaciali. Questa scoperta costringerà i ricercatori a rivedere le loro idee sui meccanismi fondamentali che regolano l’anidride carbonica atmosferica su scale temporali lunghe.

“E’ certamente giusto dire che abbiamo bisogno di avere alcune altre ipotesi di lavoro, a questo punto”, ha detto il paleoclimatologo David Lund, autore di un articolo nell’edizione di questa settimana della rivista Nature Geoscience .

“Se miglioriamo la nostra comprensione del ciclo del carbonio nel passato, avremo maggiore consapevolezza di come aumentano i livelli di CO2  per cause antropiche”, ha detto Lund, assistente presso il Dipartimento di Scienze della  Terra e Ambientali.
Lo studio, che ha coinvolto datazione al radiocarbonio di sedimenti  raccolti in un sito profondo dell’oceano ad una profondità dell’acqua di 8.943 metri, al largo della costa sud-occidentale dell’Oregon, è stato sostenuto dalla National Science Foundation e dall’Università del Michigan.

La datazione al radiocarbonio ha coinvolto decine di campioni di sedimenti che contenevano conchiglie microscopiche create da plancton. I campioni sono stati raccolti da varie località, in un arco di tempo compreso fra 8.000 e 22.000 anni fa. Nel corso dei millenni, l’acqua dell’oceano circola dalla superficie al fondo, poi di nuovo in superficie. I risultati al radiocarbonio hanno rivelato  la circolazione di bacino o il “tasso di ventilazione”, cioè la quantità di tempo che è passata perchè un campione passasse dalla superficie al fondo dell’oceano.

Gli scienziati si aspettavano di trovare che il tasso di ventilazione  fosse rallentato durante i periodi glaciali, permettendo l’accumulo di anidride carbonica negli abissi e riducendo i livelli atmosferici di gas.

Sorprendentemente, hanno scoperto che il tasso di ventilazione durante i periodi glaciali era all’incirca lo stesso di oggi, suggerendo che il Pacifico non è stato un importante serbatoio di carbonio durante i periodi glaciali.

“Francamente, siamo sconcertati da questa nuova scoperta”, ha detto  Alan Mix  un paleooceanografo dell’ Oregon State University , uno dei co-autori.

“Almeno abbiamo dimostrato che quella non era la fonte del carbonio”  ha affermato Mix. “Ora dobbiamo solo trovare quale fosse la vera fonte.”

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