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Inondazione in Sardegna, 16 morti. I dati dal ’63 degli eventi in Italia

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 20.11.2013

Secondo gli ultimi dati della protezione civile si parla di 16 morti accertati e più di 2.700 sfollati ospitati in alberghi o da parenti e amici, oltre ad una quantità impressionante di feriti. Il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ha confermato questi numeri, aggiungendo però che manca ancora all’appello un pastore di Bitti, nel nuorese, disperso nelle campagne del circondario.

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Dopo questi tragici fatti in Sardegna, l’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica (Irpi) del Cnr ha diffuso come il tasso di mortalità per inondazione in Sardegna negli ultimi cinquant’anni sia più alto della media nazionale. Infatti, mentre il numero delle vittime causate delle frane risulta inferiore alla media nazionale, sulle inondazioni la situazione si ribalta con il 50% in più di perdite rispetto alla media. Dal ’63 ad oggi secondo l’Irpi sono 92 le vittime interessate dai fenomeni idrici (50) e geologici (42) in Sardegna, calcolate sommando la quantità di dispersi, deceduti e feriti. I dati del 2013 finora erano di un ferito in un evento di frana, ma i numeri purtroppo nelle ultime ore stanno salendo drammaticamente.

Da oltre vent’anni, prima nell’ambito delle attività di ricerca condotte dal Gruppo Nazionale per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche (GNDCI), del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), e successivamente nell’ambito di attività di ricerca e sviluppo tecnologico svolta per il Dipartimento nazionale della Protezione Civile, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Irpi raccoglie, organizza e analizza le informazioni sull’impatto che eventi di frana e d’inondazione hanno sulla popolazione.

Dall’anno 843 al 2012, l’istituto ha catalogato informazioni di 1676 eventi di frana che hanno causato almeno 17.500 vittime, un numero che comprende i morti, dispersi e feriti, avvenute in 1450 diverse località. Per quanto riguarda gli eventi di inondazione dall’anno 589 al 2012, abbiamo notizie di 1346 eventi che hanno causato almeno 42.000 vittime in 1040 diverse località. 

Negli ultimi 50 anni trascorsi dal 1963 al 2012 tutte le regioni italiane hanno subito eventi per i quali si sono registrate vittime. Più in particolare le frane avvenute hanno prodotto 5.192 vittime (3.302 morti, 17 dispersi, 1.873 feriti), e nello stesso periodo ci sono le inondazioni hanno prodotto 1.563 vittime (692 morti, 66 dispersi, 805 feriti). Nello stesso periodo la regione Sardegna ha registrato 42 vittime (somma dei morti, dispersi feriti) per frana e 50 per inondazione.

Le informazioni contenute nel catalogo storico degli eventi di frana e di inondazione con danni alla popolazione sono state utilizzate per definire i livelli di rischio individuale, da frana e da inondazione, cui è soggetta la popolazione italiana, e a studiare come il rischio geo-idrologico sia cambiato geograficamente e temporalmente.

Il rischio individuale è il rischio cui è soggetto un singolo individuo in una popolazione ed è misurato dal tasso di mortalità, il numero di morti ogni 100.000 persone, calcolato in base annua. Fra il 1963 e il 2012 il tasso di mortalità medio per frana in Italia è stato di 0,12 ovvero ogni anno 12 persone ogni 10 milioni di abitanti sono morte a causa delle frane, mentre il tasso di mortalità medio per inondazione è stato di 0,03, ovvero ogni anno 3 persone ogni 10 milioni di italiani sono morti a causa di eventi di inondazione.

Il valore della mortalità per frana è stato condizionato, in questo periodo, dall’occorrenza di due eventi particolarmente catastrofici ed entrambi collegati alla presenza di strutture antropiche. Il primo è l’evento del Vajont del 9 ottobre 1963, che provocò almeno 1.917 fra morti e dispersi. Il secondo è l’evento di Stava del 19 luglio 1985, che causò 268 vittime.

Fino ad oggi nel 2013 c’erano stati in Italia un morto e 42 feriti per frana, 9 morti e nessun ferito per inondazione.

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