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Commissione di inchiesta sul disastro petrolifero nel Golfo critica BP su stime iniziali, tecnologia usata e uso disperdenti

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 30.09.2010
Pellicano nel Golfo del Messico - fonte VOA

Pellicano nel Golfo del Messico - fonte VOA

Una commissione presidenziale ha tenuto audizioni durante questa settimana a Washington sugli eventi attorno alla fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico dello scorso aprile. La Commissione Nazionale sulla fuoriuscita di petrolio dalla piattaforma petrolifera offshore Deepwater Horizon ha sentito funzionari della Guardia costiera degli Stati Uniti, scienziati della regione del Golfo del Messico e un alto dirigente di BP.

L’esplosione a bordo della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon ha ucciso 11 lavoratori e ha portato alla peggior perdita di petrolio in mare nell’intera storia dell’estrazione petrolifera. La commissione vuole sapere cosa abbia causato il disastro, e il modo migliore per rispondere a simili catastrofi in futuro.

Stime iniziali irreali

Membri della Commissione hanno sostanzialmente ridicolizzato BP per le basse stime iniziali sull’ammontare di petrolio che ogni giorno fuoriusciva dal pozzo (5.000 barili al giorno secondo BP). Gli scienziati alla fine hanno stimato che il pozzo ha vomitato nell’oceano 62.000 barili al giorno dal 20 aprile al 15 di luglio del 2010.

“Cinque mila barili al giorno? Una bella cantonata…”, ha detto l’oceanografo Ian McDonald. Ha anche aggiunto che la tecnologia di telerilevamento ha bisogno di fare progressi importanti per ottenere una migliore lettura su quanto petrolio è presente in mare .

“Anche per capire la posizione del petrolio in superficie, gran parte l’estrazione dei dati satellitari è stata fatta manualmente”, ha detto McDonald. “In altre parole, c’erano persone sedute in una stanza che guardavano le immagini satellitari e manualmente cercavano di capire dov’era il petrolio, con tutti gli errori soggettivi, dovuti alla stanchezza e così via.”

McDonald e gli altri hanno detto che dovrebbero essere costituite squadre di intervento rapido composte da scienziati come parte degli sforzi futuri in caso di catastrofe. Oggi si stima che ci potrebbe volere un decennio di studio per conoscere l’entità dei danni che la fuoriuscita di petrolio ha causato.

Le critiche

Il capo operazioni di BP  Doug Suttles ha affrontato le critiche da parte della commissione su una serie di questioni, comprese quelle sul fatto che la società abbia sovrastimato la sua capacità di gestire una massiccia fuoriuscita di petrolio quando ha richiesto il permesso di perforare a quelle profondità nel 2009. Suttles ha ammesso che la tecnologia di perforazione di fronte a catastrofi simili non è quella che dovrebbe essere (sic!).

“E’ stato frustrante”, ha ammesso Suttles. “Alcuni degli strumenti e delle tecnologie a nostra disposizione erano gli stessi a disposizione 20 anni fa.”

Suttles affermato che i governi dovrebbero aiutare in questo sforzo e ha suggerito che l’industria ha molto da imparare da paesi in cui la tecnologia per il disinquinamento è più evoluta.

“Quando abbiamo avuto bisogno di una tecnologia più avanzata rispetto a quella che avevamo a disposizione siamo andati a chiederla in Norvegia”, ha spiegato Suttles.

Le comunità locali

La commissione ha ascoltato anche i rappresentanti delle comunità locali, come Billy Nungesser, rappresentante di un distretto costiero in Louisiana. Nungesser ha criticato gli sforzi federali per ripulire le zone paludose, un (ex) paradiso per gli uccelli migratori che lo usavano per nidificare. Nungesser ha detto che il petrolio sversato dal pozzo è ancora lì.

“Fino ad oggi nel mio distretto, Plaquemines Parish, che ha più zone costiere e più petrolio nelle paludi di qualsiasi altra contea o di qualsiasi altra zona nel Golfo del Messico, stiamo ancora aspettando la prima barriera contro la marea nera”, ha detto Nungesser.

La commissione ha anche esaminato il controverso uso di disperdenti chimici che aiutano a dissolvere in acqua le chiazze di petrolio. Gli scienziati dicono che non si sa molto sugli effetti a lungo termine di disperdenti, ma i dati disponibili suggeriscono che il loro utilizzo fa più male che bene. La Commissione sta inoltre esaminando l’impatto economico della marea, così come la sicurezza alimentare del pesce proveniente dalle aree interessate dalla marea nera.

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