Un articolo dell’ultimo numero del Global Change Biology Bioenergy rivela che il miscanto, o Miscanthus x giganteus, un’erba perenne, potrebbe effettivamente ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili, riducendo al contempo di CO2 atmosferica.
Utilizzando uno strumento di simulazione che modella il clima nel prossimo futuro, i ricercatori prevedono che il carbonio che viene rilasciato in atmosfera dalla perdita della vegetazione naturale potrà essere restituita dal miscanto entro 30 anni. Le stime precedenti fatte su altri biocarburanti liquidi, come l’etanolo da mais, davano un valore molto più alto, 167-420 anni per ripagare il loro debito di carbonio.
La preoccupazione globale per il cambiamento climatico ha spinto i ricercatori a studiare modi per mitigare il danno che stiamo facendo al nostro ambiente. Gli scienziati sono alla ricerca dei vegetali più adatti alle colture energetiche, come il miscanto, per sostituire il nostro bisogno di combustibili fossili come il gas naturale e petrolio, che aumentano la concentrazione di CO2 atmosferica.
Secondo John Hughes, scienziato dell’Ufficio Metereologico inglese, “il nostro studio dimostra l’enorme potenziale delle colture energetiche, in particolare del miscanto. Inoltre, rapportando i risultati su scala globale come stiamo facendo noi in questo studio, si può sviluppare una nuova serie di strumenti per la valutazione delle colture energetiche.”
In Italia sono presenti già da qualche anno alcuni tentativi di sperimentazione di questo tipo di frumento, alto fino a 4 metri e che non ha bisogno di particolari cure o trattamenti, per la produzione di combustibili naturali.