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Praterie di posidonia: magazzini di CO2 migliori delle foreste

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 24.05.2012

Che le praterie di Posidonia fossero importanti per l’equilibrio degli ecosistemi marini era noto.
Ora un nuovo studio apparso su Nature Geoscience divulga dati strabilianti sulla capacità della Posidonia di catturare l’anidride carbonica.

I risultati della ricerca, che è la prima ad essere stata realizzata in questo campo, dimostrano che le praterie costiere catturano fino a 83.000 tonnellate di carbonio per chilometro quadrato, soprattutto nel terreno sottostante. Al confronto, una foresta ne cattura 30.000 di cui la maggior parte nei tronchi.

La ricerca stima inoltre che, sebbene le praterie di fanerogame occupino meno dello 0,2 per cento degli oceani del mondo, sono responsabili di oltre il 10 per cento di tutto il carbonio catturato annualmente in mare.

“Le praterie di posidonia occupano solo una piccola percentuale delle zone costiere, ma da questa valutazione risulta che sono un ecosistema dinamico per la trasformazione del carbonio”, ha detto James Fourqurean, autore principale dello studio e scienziato presso la Florida International University.

“Le posidonie” ha spiegato Fourqurean,”hanno la capacità unica di continuare a immagazzinare carbonio nelle radici e nel suolo nei mari costieri. Abbiamo scoperto luoghi dove praterie di fanerogame hanno immagazzinato carbonio per migliaia di anni”.
Le praterie di fanerogame, hanno scoperto i ricercatori, memorizzano il 90 per cento dell’anidride carbonica nel suolo – e continuare a crescere per secoli.

La ricerca è stata guidata da Fourqurean in collaborazione con gli scienziati dell’Alto Consiglio spagnolo per l’Investigazione Scientifica, l’Istituto Oceans presso la University of Western Australia, la Bangor University nel Regno Unito, l’Università della Danimarca meridionale, il Centro ellenico per la ricerca marina in Grecia , l’ Università di Aarhus in Danimarca e la University of Virginia.

La regione in cui sono stati trovati i più grandi depositi di carbonio è il Mediterraneo dove è stato trovato molti metri al di sotto del livello del suolo.

Purtoppo anche queste preziosissime piante hanno vita difficile a causa dell’uomo. Sono già andate distrutte il 29% delle praterie che erano presenti a causa dell’inquinamento dell’acqua e di altre attività umane. Si stima che perderemo l’1,5% di praterie ogni anno.

“Una cosa notevole delle praterie di fanerogame è che, se recuperate, possono efficacemente e rapidamente sequestrare il carbonio e ristabilire i “magazzini” che erano andati persi”, ha detto Karen McGlathery, uno scienziato presso l’Università della Virginia.

Le fanerogame marine sono da tempo riconosciute per i loro benefici ecosistemici : filtrano i sedimenti degli oceani, proteggono le coste contro le inondazioni e le tempeste, e fungono da habitat per i pesci e le altre forme di vita marina.

I nuovi risultati, dicono gli scienziati, sottolineano che la conservazione e il ripristino di praterie di fanerogame possono ridurre le emissioni di gas a effetto serra e incrementare le riserve di carbonio – offrendo allo stesso tempo importanti “servizi ecosistemici” per le comunità costiere.

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