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Lupo morto esposto in piazza a Grosseto. Ancora ibridi in primo piano

Scritto da Valeria Gatti il 28.03.2013

Toscana – Dopo la cattura, l’uccisione e il posizionamento delle carcassa di un canide sulla pubblica piazza, qualche giorno fa, la provincia di Grosseto si mobilita per gli ibridi. I progetti Life Ibriwolf e Medwolf scendono in prima linea con la provincia per cercare di dare una soluzione al problema. Entro l’autunno prossimo si prevede verrà attuata una precisa pianificazione a riguardo.

ibrido

La provincia di Grosseto si è fatta promotrice già negli anni 2010 e 2011 di azioni volte a salvaguardare lupi, ibridi di lupi e allevatori locali. Aveva già organizzato, per esempio, un servizio di guardiania notturna. Inoltre, con fondi regionali, erano stati assegnati in uso gratuito anche 80 dissuasori acustici e 3 recinzioni elettrificate. Questo però pare non essere stato sufficiente per risolvere il problema spinoso dell’ibridismo tra i lupi e della loro interazione con l’essere umano. Si intrecciano ora, con questi interventi, le azioni previste dai progetti comunitari Life Ibriwolf e Life Medwolf, di cui la Provincia di Grosseto è capofila. Come da comunicato stampa provinciale, i risultati delle indagini avviate dal settembre 2011 consentiranno di predisporre il Piano Strategico Provinciale per la riduzione del randagismo canino, strumento di pianificazione unico in Toscana che si prevede di adottare entro l’autunno 2013. Intanto i lupi o pseudo lupi, ovvero canidi ibridi, continuano a morire e ad essere un problema reale. 

Con il progetto Ibriwolf sono previste sessioni di cattura di cani vaganti, ibridi lupo-cane e cane-lupo. Con il nuovo progetto Medwolf (Practice Actions for Wolf Conservation in Mediterranean-type areas – Life+11), portato avanti da Wwf, Legambiente ed altre associazioni ambientaliste, oltre che da istituti di ricerca scientifici italiani e portoghesi, associazioni agricole di categoria, Cia, Coldiretti, Confagricoltura e dalla Provincia di Grosseto, si vuole promuovere la presenza del lupo nelle zone rurali nell’Europa Mediterranea occidentale, riducendo i conflitti con le attività umane, come indicato nel sito.

Angelo Gentili, responsabile Med Wolf Legambiente, comunica alla stampa che con questo nuovo progetto internazionale si vuole da una parte ridurre almeno del 20% i danni arrecati al bestiame e dall’altra sensibilizzare gli allevatori a utilizzare i metodi di prevenzione e soprattutto conoscere con maggiore chiarezza i diversi aspetti della problematica. La questione riguarda infatti i danni al bestiame domestico, soprattutto nella provincia di Grosseto, ma anche in altre aree della Toscana, e deve essere presa seriamente in considerazione, soprattutto visti i numerosi attacchi alle greggi che si sono registrati. Spesso però ad attaccare non sono i lupi, ma cani inselvatichiti, difficili da riconoscere. Proprio per questo il progetto è fondamentale per studiare i comportamenti del lupo, distinguere i vari predatori che attaccano e soprattutto trovare soluzioni a quello che sta diventando sempre più un problema diffuso.

I due progetti lavorano in parallelo. Come spiega Maremmanews.it , un esemplare femmina, con evidenti tratti fenotipici di ibrido cane-lupo, è stata catturata nella notte tra il 21 e il 22 marzo a Stribugliano, nel Comune di Arcidosso. La cattura è stata effettuata nell’ambito del progetto Ibriwolf da parte dei ricercatori dell’università La Sapienza di Roma. L’animale, di circa 2 anni e di 23 kg di peso, in stato non riproduttivo, è stato preso in custodia dal personale incaricato dal Wwf e trasportato al Crasm di Semproniano. Con questo progetto, lo scorso mese di ottobre, sono stati catturati altri sette canidi selvatici nella zona della discarica di Montauto, nel Comune di Manciano. Come questi, altri canidi verranno probabilmente presi per essere studiati. Come comunica l’assessore provinciale allo sviluppo rurale Enzo Rossi “Si tratta di un primo importante risultato che dimostra la bontà della scelta della Provincia di essere capofila di un progetto complesso e ambizioso come Ibriwolf che ha come scopo quello di intercettare e rendere evidente la presenza di cani inselvatichiti e di ibridi sul territorio provinciale, richiamando l’attenzione del pubblico e di tutti gli operatori del comparto agro-pastorale al rispetto delle regole di polizia veterinaria che vietano di lasciare i cani liberi di vagare.”

Ma una volta che gli ibridi sono al centro di Semproniano, cosa ne sarà di loro? Qui le condizioni non sembrano delle migliori: la struttura gestita da Provincia e Wwf per la cura degli animali selvatici e degli animali esotici ( tra cui conigli, falchi, leoni, scimmie, circa duemila gli esemplari ) non vivono un momento felice. Come riferisce uno dei responsabili a La Nazione “Dobbiamo fare tanto con poco — dice Marco Aloisi, veterinario, direttore del Centro — Arrivano animali in continuazione ma i fondi che riceviamo sono quelli che sono. Non c’è più posto e spesso dobbiamo cercare altre strutture zoologiche sparse per l’Italia per sistemare gli animali”.

In un momento di crisi come quello che sta vivendo l’Italia è evidente che Provincia e Wwf fanno quello che possono. Questi progetti, comuni all’Italia e al Portogallo, servono per sensibilizzare le persone a promuovere la presenza stabile del lupo nelle zone rurali nell’Europa Mediterranea occidentale, ripristinando quelle abitudini culturali di convivenza che sono andate perdute. L’obiettivo, secondo i progetti, sarà raggiunto quando verranno ridotti i conflitti tra lupi, ibridi e uomo. Per questo si avvierrano azioni mirate.

Tra queste vi sarà uno studio reale e credibile della presenza e dello stato del lupo; azioni dedicate alla formazione degli attori locali coinvolti (allevatori e cacciatori) riguardo alla presenza del lupo, agli avvistamenti di lupi, attività illegali e formazione sulla valutazione dei danni; test e sperimentazione di metodologie: distribuzione e installazione di recinzioni elettrificate, staccionate, addestramento e distribuzione di cani da guardia che controllano il bestiame, per ridurre il rischio di predazione da parte del lupo; scambio di esperienze con altri progetti simili ed esperti in materia di conservazione del lupo e creazione di gruppi di coordinamento nazionale e internazionale. Si farà inoltre leva sul mitigare le barriere sociali, combattere il bracconaggio e sensibilizzare il pubblico. Il tutto al fine di accrescere la consapevolezza e la conoscenza sul tema.

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