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Shuttle Discovery, concluse le modifiche al serbatoio nell’ anniversario del Challenger

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 29.01.2011

Shuttle DiscoveryFine settimana di lavoro per i tecnici della NASA presso il Kennedy Space Center, che hanno completato ieri 28 gennaio la sostituzione della schiuma isolante dopo le modifiche effettuate sulle traverse del serbatoio esterno del carburante dello Shuttle Discovery. Le squadre si aspettano di  trascorrere il fine settimana nella preparazione per riportare il Discovery dall’edificio di assemblaggio alla rampa di lancio, lunedi 31 gennaio per la prossima missione, la STS-133, prevista per il 14 febbraio.

E forse saranno ancor più scrupolosi nelle loro attività, con la mente che difficilmente non andrà al 28  gennaio di 25 anni fa quando lo shuttle Challenger, con 7 persone a bordo, compresa la maestra Sharon Christa McAuliffe, la prima persona comune a salire nello spazio, esplose in volo.

A causare l’incidente del Challenger fu un guasto ad una guarnizione (chiamata O-ring) del segmento inferiore del razzo a propellente solido. La navetta si disintegrò davanti agli occhi di milioni di spettatori e, nel periodo della guerra fredda, l’immagine degli americani nello spazio subì una forte battura d’arresto. Ci vollero due anni prima che il programma riprendesse ad effettuare delle missioni, ma era ormai chiaro che una macchina complessa (e costosa) come lo shuttle avrebbe potuto creare ancora problemi.

E proprio ieri, a 25 anni dal disastro, i tecnici hanno completato la riparazioni al serbatoio dello shuttle Discovery, che si appresta a compiere l’ultima sua missione dopo il suo pensionamento definitivo.

Purtroppo il Challenger non è stato l’unico veicolo Shuttle a finire male. Diciassette anni dopo il Columbia, è esploso il primo febbraio 2003 durante il rientro in atmosfera, forse a causa di una piastrella isolante che si era staccata dallo scafo.

Troppo complessi e costosi i voli shuttle, tanto che la NASA ha deciso di passare a vettori più leggeri ed economici e ha invitato molte compagnie private a partecipare al bussiness dello spazio.

Intanto a Washington si è deciso di finanziare un’ulteriore “ultima missione”, dopo la STS-134, che si chiamerà quindi STS-135, prevista per il 28 giugno prossimo con la navetta Atlantis.

La NASA stima che il costo per mantenere il programa spaziale degli Shuttle costa tra il 150 milioni e i 200 milioni al mese, per mantenere la forza lavoro e tutte le apparecchiature funzionanti. In tempo di crisi, infatti, non ha più senso continuare a finanziare uno degli ultimi costosi residui della guerra fredda, che continuerà a vivere fino all’estate del 2011.

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