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Al pianeta nano Makemake manca l’atmosfera

"Quando Makemake è passato davanti alla stella, la luce della stella è scomparsa e riapparsa molto bruscamente, invece di svanire a poco a poco"

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 23.11.2012

Makemake, ricostruzione artisitca. Crediti: ESO/L. Calçada/Nick RisingerIl pianeta nano Makemake è di circa due terzi delle dimensioni di Plutone, e viaggia intorno al Sole in un percorso lontano che sta al di là che di Plutone ma più vicino al Sole di Eris, il pianeta nano più massiccio conosciuto nel sistema solare. Precedenti osservazioni del freddo Makemake hanno mostrato che esso è abbastanza simile agli altri pianeti nani, portando alcuni astronomi ad aspettarsi la presenza di una sua atmosfera, simile magari a quella di Plutone. Ma oggi alcuni ricercatori scoprono che non è così. Al pari di Eris, Makemake non è circondato da un’atmosfera significativa.

Il team di scienziati, guidato da José Luis Ortiz dell’Instituto de Astrofisica de Andalucia in Spagna, ha combinato diverse osservazioni fatte con tre telescopi dell’ESO e usando i dati di altri piccoli telescopi in Sud America,  per osservare Makemake mentre passava davanti ad una stella lontana.

“Quando Makemake è passato davanti alla stella, la luce della stella è scomparsa e riapparsa molto bruscamente, invece di svanire a poco a poco. Ciò significa che il pianeta nano non ha un’atmosfera significativa”, dice José Luis Ortiz. “Si pensava che Makemake avesse una buona probabilità di possedere un ambiente – il fatto che non ce ne sia affatto lascia comprendere quanto poco ancora sapiamo di questi misteriosi oggetti planetari. Scoprire le proprietà Makemake per la prima volta è stato un grande passo avanti nello studio di questo ristretto club di pianeti nani ghiacciati”.

Makemake non possiede lune e la sua grande distanza da noi rende molto difficile il suo studio. Quel poco che si sa del corpo celeste è solo approssimativo. Le nuove osservazioni del team aggiungono dettagli molto importanti per comprendere Makemake – determinare le sue dimensioni, ad esempio, in modo più preciso, e ci permette di stimare la densità del pianeta nano per la prima volta, potendo escludere il fatto che abbia un’atmosfera. Questa scoperta ha anche permesso agli astronomi di misurare la quantità di luce solare che la superficie di Makemake riflette – la sua albedo. L’Albedo di Makemake è circa 0,77, ed è paragonabile a quella della neve sporca, superiore a quella di Plutone, ma inferiore a quella di Eris.

E’ stato possibile osservare Makemake così in dettaglio perché è passato di fronte ad una stella – un evento noto come occultazione stellare. Queste opportunità sono rare e permettono agli astronomi di scoprire molto sulle atmosfere a volte tenui e delicate di questi lontani, ma importanti, i membri del Sistema Solare, e di fornire informazioni molto precise sulle loro proprietà.

Le occultazioni sono particolarmente rare nel caso di Makemake, perché il pianeta nano si muove in una zona del cielo con relativamente poche stelle. Prevedere con precisione questi rari eventi è estremamente difficile.

“Plutone, Eris e Makemake sono tra i maggiori rappresentanti di una classe di corpi ghiacciati orbitanti lontano dal nostro Sole”, dice José Luis Ortiz. “Le nostre nuove osservazioni hanno notevolmente migliorato la nostra conoscenza di uno dei più grandi, Makemake – e saremo in grado di utilizzare queste informazioni per continuare ad esplorare altri oggetti intriganti in questa regione di spazio.”

Makemake è un pianeta nano la cui scoperta risale ad appena 7 anni fa. E’ infatti stato scoperto nel 2005 ed è il terzo pianeta nano per dimensioni del sistema solare. Appartiene alla classe dei pianeti plutoidi. La sua orbita è interamente situata all’esterno dell’orbita di Nettuno, pertanto la sua definizione è di oggetto trans-nettuniano, appartenente al gruppo dei cubewani.

Makemake non ha satelliti ed appartiene all’importantissima fascia di Kuiper, una remota zona del sistema solare ricca di corpi vaganti contenenti acqua allo stato solido e fonte di numerose comete con orbite molto ellittiche, fonte probabilmente dell’acqua presente sulla Terra. La temperatura di Makemake estremamente bassa (circa 30 gradi Kelvin, -243 gradi centigradi) il che permette la presenza sulla sua superficie di ghiacci di metano, etano e probabilmente azoto. La sua scoperta è del 31 marzo 2005. Il suo nome è quello del dio Makemake, divinità della creazione per gli abitanti dell’Isola di Pasqua.

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