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Curiosity scopre qualcosa, lunedì la Nasa svelerà il mistero

Fossili? Microbi marziani viventi? Forse molecole organiche, o magari qualcosa di più complesso come aminoacidi o acidi nucleici?

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 29.11.2012

Curiosity, rottame del rover l'oggetto brillanteLa notizia della conferenza stampa della Nasa in cui verranno rivelate nuove scoperte che “cambieranno i libri di scuola” ha scatenato, come era prevedibile, la fervida immaginazione del popolo della rete. Gli esperti si affannano a calmare le acque sui giornali americani, mentre la Nasa si prepara la conferenza del 3 dicembre facendo ricontrollare le evidenze trovate da SAM più e più volte per evitare una figuraccia di proporzioni colossali.

Ma cosa avrà trovato Curiosity nella sabbia marziana? Nessuno può saperlo con certezza fino all’annuncio, anche se ci sono vari indizi che alcuni ricercatori hanno interpretato come “qualcosa di interessante, ma non sconvolgente”.

L’intrigo è iniziato la settimana scorsa, quando John P. Grotzinger, scienziato che dirige i progetti scientifici della missione su Marte, ha sapientemente dichiarato alla National Public Radio: “Questi dati andranno a finire nei libri di storia. Sembrano proprio dati buoni.” Sapientemente, certo, in quanto non ha detto nulla di troppo compromettente. E soprattutto, si è rifiutato nelle ore e nei giorni  successivi di dire qualcosa in più, se non la data in cui queste scoperte verranno rivelate.

Fossili? Microbi marziani viventi? Forse molecole organiche, o magari qualcosa di più complesso come aminoacidi o acidi nucleici? 

La scoperta “potrebbe riguardare un sacco di cose”, ha dichiarato  al New York Times, Peter H. Smith, uno scienziato dell’Università dell’Arizona che è stato ricercatore principale della precedente missione della NASA, Phoenix. “Se è una scoperta storica, credo che si tratti di [materiale] organico. Sarebbe di certo una scoperta storica nei miei libri.”

Grotzinger e gli scienziati di Curiosity annunceranno le loro ultime scoperte lunedì a San Francisco, durante una riunione della American Geophysical Union.

Secondo Guy Webster, un portavoce Propulsion Laboratory della NASA Jet a Pasadena, in California, “un annuncio davvero sconvolgente,” se dovesse avvenire, verrebbe probabilmente fatto dalla sede della NASA a Washington, e non durante una conferenza accademica.

Ad ogni modo, non resta che aspettare lunedì sera, quando finalmente sapremo cosa nasconde Marte sotto le sue sabbie rosse.

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