Gaianews

Ghiacciai alpini si scioglieranno in questo secolo

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 09.01.2011
Le alpi innevate potrebbero essere solo un ricordo per i nostri nipoti

Le alpi innevate potrebbero essere solo un ricordo per i nostri nipoti

Sono usciti due studi, comparsi sulla rivista Nature Geoscience, che mostrano due aspetti dei cambiamenti climatici, che sono collegati tra loro, relativi all’impatto sui ghiacciai e all’effetto a lungo termine sul clima che avrà l’emissione massiccia di gas serra da parte dell’uomo. Il primo studio ha stimato che in tutto il mondo, i ghiacciai delle catene montuose nel 2100 perderanno tra il 15 e il 27 per cento della loro capacità, il che avrebbe un impatto drammatico e significativo sull’idrologia regionale e sulle risorse idriche disponibili. Il secondo studio ha simulato il clima fino all’anno 3000 nel caso migliore possibile (e ideale), ossia nell’ipotesi che da un giorno all’altro potessimo smettere di immettere gas serra nell’atmosfera. Il secondo studio è disponibile qui.

Alcune regioni potrebbero risentire di più, altre meno dei cambiamenti climatici, a seconda dell’altitudine dei ghiacciai, della natura del terreno e della localizzazione, che può essere più o meno sensibile al riscaldamento. Ad esempio, la Nuova Zelanda, secondo uno studio potrebbe perdere fino al 72 per cento dei suoi ghiacciai e le Alpi fino al 75 per cento. Al contrario, le dimensioni dei ghiacciai in Groenlandia potrebbero ridursi solo dell’otto per cento e i ghiacciai asiatici e i massicci di alta montagna di circa il dieci per cento. Questo scioglimento potrebbe causare un aumento del livello del mare ad un ritmo medio di 12 cm all’anno, fino alla fine del secolo.

La distruzione delle città costiere

A proposito dei ghiacciai della Groenlandia e dell’Antartide, secondo lo studio se dovesse accadere che una di queste due regioni subisca uno scioglimento massiccio di ghiacchiai, il livello globale del mare potrebbe aumentare fino a quattro metri, il che significherebbe la distruzione di molte città costiere nel mondo. Combinando queste ipotesi con l’aumento della popolazione mondiale, l’aumento della popolazione urbana nel mondo e lo spostamento della popolazione lungo le zone costiere, le proporzioni del dramma potrebbero essere chiare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA