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Ancora problema ibridi. Farinella: cane o lupo?

Il ritrovamento di un altro animale ferito fa riemergere il problema della gestione degli ibridi fra cane e lupo

Scritto da Valeria Gatti il 22.02.2013

Putignano – Dopo Fortorino ecco Farinella. L’esemplare femmina di  quello che per ora viene definito solo “canide”, in attesa di sapere se sia lupo, cane o ibrido. Ha subito giorni fa gravi danni agli arti inferiori, dopo essere stato investito da un veicolo sulla provinciale pugliese. Tempestivi le chiamate dei primi soccorritori, rapido l’intervento della Forestale e degli operatori. Dopo essere stato a Bitetto, in un centro riabilitativo, a riposare e a riprendersi, a causa dei troppi fan accorsi per vederlo ora è stato spostato nello studio del veterinario convenzionato con il centro, in attesa di procedere con gli accertamenti e le analisi del DNA. Il caso, il secondo in poco tempo dopo quello del ritrovamento di Fortorino, contribuisce a fare emergere un problema, quello dell’ibridazione cane-lupo, che sembra essere la nuova, grave minaccia per la conservazione del lupo in Italia.

lupo, cane, ibrido farinella

Lo hanno chiamato Farinella, come la tipica maschera di Putignano, proprio perché è stato trovato in zona il giorno dei festeggiamenti del Carnevale, domenica 10 febbraio. Già soprannominato Fara, il (forse) lupo è stato investito da un’auto, sopravvissuto tutta una notte a -7° C, ferito nella parte posteriore, è stato tratto in salvo dagli uomini della Forestale, tempestivamente allertati dai soccorritori.

Farinella ora sta decisamente meglio, ha circa quattro anni e una bella pelliccia grigia. Lo si può vedere anche in un video girato da 2Cinforma. Lo sfortunato animale sarebbe stato investito da un veicolo mentre percorreva la provinciale 106 Putignano-Gioia del Colle. Ferito e malconcio sarebbe stato avvistato da un giovane del posto che ha subito allertato il Corpo Forestale dello Stato di Noci. Come riferiscono le notizie di Informatissimo.net, non è stato difficile sedarlo e metterlo al sicuro presso l’Osservatorio Faunistico Regionale di Bitetto, dove è stato sottoposto alle cure necessarie. Ad occuparsi di Farinella c’è infatti il veterinario Vincenzo Costantini, che sta monitorando la salute dell’animale “dopo la terapia intensiva (shock) e l’avvio dell’alimentazione assistita, è stata fatta nuova visita medica per il controllo del grave deficit neurologico degli arti posteriori e sfinteri (paraparesi da trauma colonna vertebrale). I riflessi sono lievi, ma presenti (prognosi riservata); gli occhi evocano una dolce e misurata natura selvatica (lupo ibrido ?) che soltanto il laboratorio attraverso il test del DNA può definire. É sicuramente uno spirito libero, stiamo a vedere.”

Di Farinella si sono presi cura, come riportato dal portale Putignanonelmondo.it, anche il veterinario dell’Asl-Bari, Vito Paradiso e gli operatori del Nature Center, che, con un adeguato trasportino, l’hanno trasferito al Centro Faunistico. Come riporta il portale locale, pare che i lupi vivano nel parco dell’alta Murgia.

Molti sono gli avvistamenti, più o meno documentati, che compaiono anche sulla Gazzetta del Mezzogiorno di Bari, di carcasse di lupi sui cigli delle strade o lupi che vanno a rovistare tra i cassonetti, insieme a cinghiali e ricci. Come da comunicato ufficiale fatto già a suo tempo dall’Ente Parco dell’Alta Murgia, inutile è creare falsi allarmismi o “attenti al lupo”. Semplicemente il lupo poteva essere lì di passaggio perché allontanato dal branco, oppure perché portato apposta lì da chissà dove per alimentare falsi timori.

L’ingegnere Gennaro Russo, dirigente della regione puglia per le Politiche per lo sviluppo rurale, ha spiegato a Gaianews.it che saranno fatte tutte le analisi per capire di che animale si tratta. Ora Farinella è stata spostata dal centro, in quanto molta gente chiedeva di vederla; si trova in uno studio veterinario convenzionato con l’osservatorio, un posto attrezzato dove si sta cercando di curare e dove saranno fatti gli esami. La regione Puglia è dunque in contatto con l’Ente Parco e con le associazioni ambientaliste per decidere il da farsi, una volta visto il risultato.

Il caso di Farinella, come quello di Fortorino, mettono in luce la mancanza di specifiche linee guida, così come dichiarato dal professor Luigi Boitani a Gaianews.it.

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