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Sono 12 i lupi morti, Parco Nazionale d’Abruzzo ammette emergenza bracconaggio e cimurro

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 01.03.2013

Dopo che Gaianews.it aveva denunciato la mattanza di 11 lupi nell’area del Parco d’Abruzzo con un articolo pubblicato lo scorso mercoledì, oggi la dirigenza del Parco, il Presidente Giuseppe Rossi e il Direttore Dario Febbo hanno rilasciato un comunicato in cui dettagliano i termini del massacro di fauna selvatica che sta avvenendo nel Parco e nella sua zona di protezione esterna. Sono 12 i lupi morti e di questi  in 2 sono stati riscontrati cimurro e veleno, 4 sono morti a causa del cimurro, 4 per arma da fuoco e invece per altri due lupi la causa non è ancora nota.

Le Mainarde“Sembra trattarsi di una vera e propria aggressione organizzata al Parco e alla fauna protetta quella in corso dal mese di gennaio, in particolare nella Zona di Protezione Esterna e nelle aree limitrofe. Senza risparmiare, comunque, neppure il cuore del Parco,” esordisce il comunicato.

“Con l’arrivo di quasi tutti i risultati delle analisi  da parte degli Istituti specializzati”, hanno spiegato dal Parco,  “l’Ente è ora in grado di comunicare le cause di morte di 8 lupi che, dal 5 gennaio al 26 febbraio, sono stati rinvenuti morti, la maggior parte per cause antropiche, e di alcuni dei quali i mezzi di comunicazione hanno già avuto modo di interessarsi.”

“Sei degli otto lupi – continua il comunicato – sono stati rinvenuti nella Zona di Protezione Esterna (Area Contigua).  Tra questi 4 sono risultati positivi al cimurro (due a Gioia dei Marsi e due ad Ortona dei Marsi, nei quali si sono riscontrate anche tracce di veleno, precisamente di carbammato), mentre altri due sono stati uccisi con arma da fuoco nel versante laziale del parco (S. Donato Val Comino e Picinisco).”

L’Ente Parco spiega poi quanti sono i lupi rivenuti nel Parco e quali sono le cause di morte: “All’interno del Parco, invece, due sono i lupi ammazzati, di cui uno sicuramente con un arma da fuoco (Civitella Alfedena) mentre per il secondo (Barrea), si attende il responso della necroscopia, ma si sospetta, anche in questo caso, l’abbattimento con fucile. Le località interessate sono state attentamente perlustrate secondo il protocollo stabilito nei casi di sospetto avvelenamento.”

Il bollettino continua con altri 4 lupi morti al di fuori del Parco e dell’Area Contigua:  “uno a Trasacco, 2 a Casali d’Aschi di Gioia dei Marsi e uno a Carrito di Ortona dei Marsi, recuperati dal CFS e dalla ASL di Avezzano, di cui due morti per cimurro e due in attesa del completamento delle analisi.”

Sono stati ritrovati inoltre un lupo e una volpe avvelenati. Sono state avviate le indagini e, come già riportato, è stata comunicata l’emergenza alla Procura della Repubblica di Avezzano. Il Parco ha dichiarato anche di aver rafforzato il servizio di Sorveglianza.

Nel corso di perlustrazioni finalizzate, effettuate in queste zone dal CFS con cani addestrati per la ricerca di sostanze tossiche, è stato accertato che anche una volpe e un cane sono rimasti vittime del veleno. Per i casi di propria competenza, sin dai primi ritrovamenti l’Ente Parco ha  avviato  proprie indagini procedendo, man mano, alle denunce alla Autorità giudiziaria e rafforzando, nel contempo, l’impegno dei servizi di sorveglianza.  

“Per affrontare il problema del cimurro,” hanno spiegato dal Parco,  “la cui presenza è stata rilevata dall’Istituto Zooprofilattico anche in animali morti in altre aree protette abruzzesi, per la prossima settimana è  previsto  un incontro tra Aziende Sanitarie Locali, Regione Abruzzo e Parchi per valutare le iniziative da mettere in campo per poter far fronte alla situazione.”

Il Parco inoltre ammette il grave rischio per l’orso marsicano: “Anche se non nuova, si tratta  ancora di una situazione molto delicata e per alcuni versi drammatica, anche per le ripercussioni che ci potrebbero essere per la vita dei pochi orsi marsicani sopravvissuti negli ultimi decenni a tante e tante traversie.

“Questa vicenda conferma che nel territorio del Parco e aree circostanti operano malavitosi e malintenzionati che non si fanno scrupoli di mettere a rischio la stessa salute pubblica degli abitanti del territorio, pur  di attaccare e creare difficoltà a una Istituzione che rappresenta l’interesse di tutta la collettività alla protezione della natura e dell’ambiente.”

Il Parco quindi richiama alla collaborazione le altre Istituzioni che con l’area protetta devono coordinarsi: “E’ necessario, in proposito, come è stato detto in tante altre occasioni, che tutte le Autorità interessate si assumano le proprie responsabilità adottando o contribuendo ad adottare tutte le misure di prevenzione e di repressione necessarie per debellare queste attività criminose.”

Si arriva poi alle motivazioni che avrebbero fatto tacere al Parco per tutte queste settimane: “Infine una considerazione (che non vuole essere tuttavia una giustificazione per carenze e inefficienze, in qualche caso tipiche, purtroppo, delle amministrazioni pubbliche a causa di normative e procedure burocratiche, che evidentemente ci sono e che l’Ente ha il dovere di superare con il proprio impegno): spesso l’Ente Parco viene aspramente criticato per la scarsa capacità di denunciare prontamente alla opinione pubblica questi fatti criminosi, ipotizzando addirittura la volontà di volerli tenere nascosti, cosa del tutto fuori luogo.”

“Piuttosto, in alcune circostanze, può risultare necessario e utile attendere  per qualche tempo (ammesso che ci si riesca!) le prime indagini degli agenti di polizia allo scopo di fornire le migliori e opportune informazioni alla autorità giudiziaria e  corrette  informazioni alla opinione pubblica,” conclude il comunicato.

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  • Fabrizio Vaccarisi scrive:

    In realtà il problema, evidentemente, è più complesso di un semplice: la colpa è di . . .
    Il territorio del Parco è molto esteso e diviso anche a seconda delle esigenze del territorio; dunque il suo controllo risulta problematico.
    Le esigenze di tutti gli organi preposti al controllo non possono, però, essere anteposte alle esigenze della protezione della natura e del territorio, obiettivo per cui nascono parchi come il nostro.
    Ed è vero anche che, negli ultimi anni, si è accentuata una distanza tra Ente Parco e territorio, inteso come Comuni e abitanti dei Comuni. Inoltre, quando si parla di controllo del territorio, mi domando spesso di quale controllo si tratti poichè la Guardia Forestale la si vede esclusivamente all’interno delle macchine e la stessa cosa si deve dire del Guardie del Parco.

  • marco scrive:

    @alessio: che vuoi che facciano le autorità del parco? con tutti gli interessi che ci sono per il territorio da parte dei soliti ignoti in Italia è già tanto che non sia già andato tutto a fuoco.

  • alessio scrive:

    complimenti alle autorità del parco che evidentemente NON fanno nulla x salvaguardare l’incolumità dei loro PREZIOSISSIMI lupi !!!!!!
    bravi complimenti avanti così fino a quando 1giorno dei lupi NON resterà che uno sbiadito ricordo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    siamo tutti RIPUGNANTI noi esseri umani !!!!