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Visita al Centro per gli animali selvatici a due passi da Corleone

Scritto da Paolo Ferrante il 20.08.2011

Clinica animali nel Bosco della Ficuzza, SiciliaUna bellissima perla siciliana si trova a Ficuzza, frazione di Corleone, e si chiama Centro Regionale siciliano per il recupero della Fauna Selvatica, nato nel 1994 grazie a LIPU e all’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana. Il Centro ricovera 1800 animali l’anno e ha ricevuto quest’anno 14 mila bambini, 2 mila in più dello scorso anno. E’ gestito da volontari tra cui l’attiva e preparata Annamaria, il vero segreto del centro incastonato ai piedi di boschi centenari di sugheri e querce.

Il centro si trova nella Riserva Naturale del Bosco della Ficuzza, un vasto ed esteso altopiano boscoso di circa 7400 ettari di cui 5400 di riserva intergrale (zona A) ed i restanti di preriserva. La riserva è dominata dal profilo maestoso della Rocca Busambra, bastione roccioso e frastagliato che dona al paesaggio un aspetto austero, ma ricco di fascino.

La riserva naturale era un tempo riserva reale di caccia di Re Ferdinando IV di Borbone, che vi edificò anche la sua residenza estiva, il Palazzo Reale di Ficuzza.

Il centro, nato nel 1994 grazie ad un ambizioso progetto della LIPU e dell’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana, accoglie gli animali selvatici vittime di bracconaggio o di traumi accidentali. E’gestito con amore e cura dalla signora Annamaria, austriaca di Innsbruck che dal 1994 a titolo volontario dedica la sua vita alla salvaguardia e al recupero degli animali selvatici.

La “Signora degli uccelli”, come viene chiamata dalla gente del posto, tutti i giorni dal mattino presto fino al tardo pomeriggio è impegnata nelle cure di oltre 150 ospiti. Il centro infatti puó ospitare in un anno fino a 1800 animali.

La nostra ospite ci tiene a precisare prima della visita che il centro non è uno zoo, ma un ospedale un po’ particolare, nel quale gli animali vengono curati da veterinari specializzati, vengono riabilitati se feriti e, quando possibile, di nuovo liberati.

Sono ospiti una grande varietà di specie: gufi, civette, poiane, falchi, gabbiani, grillai, tartarughe, a volte istrici, serpenti e anche volpi.

Ci sono anche i due unici gufi reali presenti attualmente in Sicilia. Uno è Ciccio, il simbolo del centro, vecchissimo, ormai cieco, che però continua stoicamente a restare sul suo ramo alla veneranda età di 26 anni, di cui 13 passati nel centro.

Gli animali arrivano al centro perché avvelenati, magari non direttamente, ma perché hanno ingerito cibo tossico, come nel caso dei gabbiani, che si nutrono ormai nelle discariche, o di altri rapaci che si nutrono di topi a loro volta avvelenati. Ci sono anche animali sequestrati ai proprietari perché detenuti in modo illegale, e spesso appartenenti a specie aliene e che quindi devono restare nel centro a vita.

Gli animali arrivano anche per le ferite inferte dai fucili dei bracconieri: nel caso di alcuni rapaci presenti al centro da molti anni, le ferite riportate sono state talmente invalidanti da non permetterne piú la liberazione.

Altri sono nidiacei, sono stati ritrovati lontani dal loro nido e sarebbero stati destinati a morte sicura. In questi casi gli ospiti alloggiano nella “nursery” dove la signora Annamaria li imbocca con fermezza, delicatezza e velocità per evitare il piú possibile il rischio di imprinting.

Nel centro sono presenti quindi diversi tipi di voliere a seconda del tipo di intervento che necessita l’animale: di riabilitazione, di quarantena, didattiche, di stabulazione.

Tutto il centro è gestito esclusivamente da volontari coordinati dalla signora Annamaria, ad eccezione dei veterinari che vengono invece stipendiati dalla Regione Sicilia. La struttura e tutto l’occorrente per gli animali, dal cibo alle medicine, sono invece finanziati dall’Azienda Regionale delle Foreste Demaniali.

Il centro svolge anche un’intensa attività di educazione ambientale: la signora Annamaria ha ricevuto quest’anno 14 mila bambini da tutta la Sicilia (2.000 in più dello scorso anno). Alla fine della visita la signora Annamaria invita i bambini a chiedere al proprio nonno o al proprio papà di non prendere più in mano il fucile. A volte capita che i bambini tornino in visita con la famiglia e i bambini, orgogliosi, raccontino alla signora che il papà non va più a caccia.

La signora Annamaria ci tiene però a precisare che gli animali che arrivano feriti dai cacciatori sono sempre meno e che anzi, l’ultimo aquilotto che è stato ospite del centro tre anni fa era stato portato da due cacciatori che l’avevano trovato ferito.

La signora ci racconta anche che i Siciliani sono molto sensibili alla protezione degli animali: a volte viaggiano anche per 100 chilometri per portare nel centro un animale ferito e poi seguono la sua sorte telefonando periodicamente.

Nel centro capita anche che arrivino gru e cicogne che non riescono a completare il tragitto migratorio.
Nel centro trovano cure e riparo fino al successivo passaggio dei loro compagni. I volontari del centro sanno dove riportare gli animali e liberarli al momento giusto. Così è successo con due cicogne ritrovate ad Ustica e arrivate avvelenate e in fin di vita al centro lo scorso aprile. Riportate in vita quasi miracolosamente, sono state liberate lo scorso luglio a Gela.

Al centro lavorano anche  molti ragazzi. Danno una mano facendo dei lavoretti e si occupano degli animali, svolgendo delle mansioni non difficili. Il centro diventa così un vero attrattore per l’educazione di grandi, giovani e piccoli: un luogo dove coltivare l’amore per gli esseri viventi.

Se trovi un animale selvatico che ha bisogno di aiuto in Sicilia,

– Consegnalo al Centro Regionale Recupero Fauna Selvatica di Ficuzza – Tel. 091/8460107;

– Consegnalo al Distaccamento Forestale di Ficuzza – Tel.091/8464062;

– Consegnalo a qualsiasi Distaccamento Forestale della Regione Siciliana;

– Consegnalo a Carabinieri 112 – Polizia 113 – Vigili del Fuoco 115;

Telefona alle sezioni LIPU: sede regionale 091/320506.

Link utili:

http://www.ficuzza.net/joomla/ultime/centro-lipu.html

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