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Nasce una rete contro l’autostrada Orte-Mestre: no ad altro traffico su gomma

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 12.12.2010

La Orte-Mestre non è ancora un’autostrada, ma lo sarà in futuro, sarà lunga 400 km e attraverserà 5 regioni (Lazio, Umbria, Emilia Romagna, Toscana, Veneto), 11 provincie e 48 comuni. Costerà 10 miliardi di euro, mentre nella finanziaria 2010 sono stati tagliati 800 milioni ai trasporti pubblici. Ora nasce una rete nazionale contro il progetto per dire che la costruzione di nuove autostrade non è la risposta alla decongestione delle attuali, ma ci sono altre modalità di trasporto più sostenibili (ferrovia e mare) che risolverebbero il problema, e a cui vengono inspiegabilmente tagliati i fondi.

Molti mesi fa, a febbraio di quest’anno, Il presidente dell’ANAS, Pietro Ciucci, ha detto trionfalmente che si tratta del “progetto infrastrutturale più importante in Italia”. Oggi un gruppo di associazioni tra cui alcune organizzazioni nazionali come WWF, Legambiente, Italia Nostra e Mountain Wilderness dicono no al progetto. Anche se la prima reazione di molti potrebbe essere “ecco i soliti ambientalisti che dicono sempre no”, andiamo a guardare meglio il progetto e le ragioni della nuova rete appena costituita. E le domande che vengono sollevate sono molto importanti.

Saranno 135 i chilometri di nuova realizzazione tra Ravenna Nord e Mestre, che costituiranno la cosiddetta nuova Romea. I restanti saranno il frutto del riammodernamento dei tratti della E45 e dela E55 interessati al progetto. Per quanto riguarda il nuovo tratto, verranno pesantemente impattate, secondo il WWF, aree di grande valore paesaggistico e naturalistico quali la Laguna di Venezia, La Riviera del Brenta, le Valli di Comacchio e del Delta del Po, le Valli dell’Appennino Centrale, il Parco delle Foreste Casentinesi.

Complessivamente i lavori interesseranno 22 aree SIC e ZPS (aree tutelate in ambito comunitario) distribuite lungo tutto il tracciato.

Secondo gli organizzatori della nuova iniziativa, le adesioni raccolte fino ad ora vedono la partecipazione di importanti e qualificanti organizzazioni nazionali come WWF, Legambiente, Italia Nostra, Mountain Wilderness… ma sono tantissime le associazioni, i comitati, le articolazioni locali di movimenti e forze politiche, le personalità che hanno già sottoscritto l’appello.

Da parte della “rete” si sollevano in particolare dubbi sulle modalità con cui la commissione nazionale VIA ha dato il suo semaforo verde al progetto preliminare con un parere, dicono sempre le associazioni, “a dir poco scandaloso”.

“La commissione – dice la Rete Nazionale Stop Orte-Mestre – pure esprimendo parere favorevole, ammette che lo Studio di Impatto Ambientale fa acqua da tutte le parti: dal rischio idrogeologico, all’inquinamento atmosferico, dalla mancata valutazione degli impatti su aree di pregio e sul paesaggio, all’assenza di una valutazione sull’inquinamento acustico; sono innumerevoli le carenze nella documentazione presentata dai proponenti. Diciamo francamente che il progetto preliminare elaborato da ANAS non doveva nemmeno essere sottoposto alla procedura di VIA perché manca di uno studio di fattibilità economico-finanziaria, che giustifichi la costruzione dell’autostrada, fondato su dati certi rispetto ai flussi di traffico, alla domanda di mobilità e ai pedaggi che verrebbero applicati.

L’infrastruttura costerà circa 10 miliardi di Euro per una durata di 11 anni di cantiere. La critica che si sollevano le associazioni ambientaliste è che ancora una volta si è scelta la logica della costruzione di nuove strade invece di potenziare il trasporto pubblico, ad esempio su rotaia. Anzi, sembra che ci sia un inventivo a trasferire il restante traffico su rotaia sulle nostre autostrade, in base al taglio dei fondi ai trasporti pubblici (meno 800 milioni – Legge Finanziaria 2010) ed alle modalità di trasporto più sostenibili (ferrovia e mare).

La Rete Stop Orte-Mestre fa anche delle proposte concrete: indica come alternative più sostenibili e meno costose la messa in sicurezza immediata di E-45 e SS 309 Romea, il potenziamento delle infrastrutture esistenti (es. A-13), il riequilibrio modale a favore del trasporto marittimo e ferroviario, così come previsto dalle politiche europee per la mobilità sostenibile.

Gli altri obbiettivi della Rete Stop Orte-Mestre saranno di far capire la propria battaglia e di sensibilizzare le popolazioni locali sugli effetti dannosi che questa infrastruttura avrebbe sulla salute dei cittadini e sull’ambiente, ma anche di contrastare l’iter autorizzativo ricorrendo alla Giustizia Amministrativa ed alla Commissione Europea.

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  • Claudio scrive:

    Anna, la questione è più complessa di quello che sembra, almeno per chi “guarda da lontano”. La risposta l’hai gia data tu: ti piacerebe pensare ad un mondo senza TIR e con più treni. E’ un sogno e solo italiano. Ti spiego. Solo in Italia esitono i “partiti” pro ferrovia, pro autostrada, pro nave ecc. Tutto questo è dovuto ad una scellerata legge che i governi della famigerata prima repubblica posero in atto, si chiamava n. 892 nel 1975 con la quale bloccavano tutte le costruzioni e gli adeguammenti delle nuove autostrade. Con la loro “lungimirante” visione pensavano di ridurre lo sperpero di denaro pubblico che avveniva in quegli anni: più che altro per problemi personali e di partito. Morale: la rete italiana che era all’avanguardia nel mondo (ci precedevano solo USA e Germania)divenne inadeguata, incompleta ed obsoleta. Ed oggi ne paghiamo i danni, è sotto gli occhi di tutti. Pertanto i contrari: gli ambientalisti e coloro che avrebbero avuto fastidi al passaggio di una nuova infrastruttura, hanno avuto gioco facile per oltre 30 anni. Ed ora dobbiamo correre ai ripari che sono sicuramente sgradevoli e duri da digerire ma vanno fatti.
    L’economia in generale ma sopratutto l’attuale globalizzazione comporta una concorrenza spietata e la base dell’economia sono i traspori. Penso sia inutile dare una spiegazione a ciò, una persona intelligente capisce il perchè. Pertanto ogni tipo di trasporto va modernizzato, adeguato e supportato, siano treni che strade, aerei, trasporti fluviali o navi. Tutti insieme devono essere complementari ed in sinergia affinchè possano migliorare l’andamento economico di una nazione. Tutti, nessuno escluso. La Spagna con il govero di sinistra e filoambientalista di Zapatero costruisce circa 400 km. di nuove autostrade all’anno senza che si creano come qui movimenti contro. Hanno modernizzato il trasporto ferroviario ed hanno una compagnia aerea eccellente. E’ così per il resto dell’Europa. Solo da noi gli ambientalisti cercano di farci il lavaggio del cervello per convincerci che non servono infrastrutture. Anzi, loro dicono che servono solo alle lobby dei costruttori e che la costruzione delle strade sono state le artefici dell’aumento del traffico. Sono in malafede, dimenticano volutamente che negli anni 60, con il boom economico, è iniziata la motorizzazione di massa e di conseguenza par farci stare più auto bisognava ampliare le strade. Quindi sono d’accordo con te che il trasporto merci dovrebbe essere predominate in ferrovia, ciò libererebbe le strade dal traffico pesante ma non si può fare tutto tramite ferrovia. Al dunque, quindi, servono ferrovie, autostrade, aeroporti, porti.
    Un’ultima cosa non tutti i treni potranno essre elettrici, sarebbe bello ma ci sono validi motivi per cui alcune linee non potranno mai essere elettrificate.

  • Anna scrive:

    non sono d’accordo Claudio,
    una ferrovia è fatta per treni elettrici, incentivare l’uso del TIR sulle autostrade mi sembra poco ecologista. Popi tu sembri un esperto del campo, però a me piace pensare a un mondo senza TIR e con tanti treni elettrici. E’ un mondo possibile?

  • Claudio scrive:

    Cara Anna, prima cosa, si, il treno a trazione elettrica non produce elementi inquinanti ma li dove circola, in loco. Quale è, secondo te, il tipo, la fonte si approvvigionmento energetico, ossia la centrale eletrtrica ??? da quello che mi risulta le centrali sono per la quasi totalità funzionanti con combustibili, quindi il problema è spostato a monte ma con ciò non è stato cancellato.
    Seconda, hai sentito parlare di compagnie ferroviarie private ??? Sono quelle che operano il trasporto merci per oltre il 60%, in quanto Trenitalia Cargo sta ridimensionando questo tipo di servizio. Ebbene la quasi totalità dei servizi privati merci viene effettuata con materiale diesel. Questa scelta è dovuta a due fattori. Il materiale a trazione termica è più versatile e quindi può operare su tutta la rete elettrica o no. Il secondo è economico. Viene acquistato usato da ferriovie dell’est Europa. I locomotori risalgono agli anni 60, in quegli anni e sopratutto all’est non ci si poneva il problema dell’inquinamento, del pm10, euro 1/2/3….ecc. ecc.
    I TIR per falri partire basta girare la chiave mettere in moto ed una volta che il sitema di frenatura pneumatico sia carico possono partire. Il locomotore diesel dveve scaladare i motori per almeno 40 minuti e caricare tutta la condotta del freno.
    L’ipmatto di una ferrovia a doppio binario e superiore a quello stradale. Solo la carreggiata di un’autostrada è solamente più larga ma bisogna considerare che il raggio di curvatura della ferrovia deve essere maggiore e le pendenze non possono superere il 15×1000, N.B 15 per mille non 100. Quindi in pianura non ci sono problemi ma va da se che in montagna la ferrovia ha necessariamente bisogno di una infrastrutura molto più complessa e costosa.
    Un’ultima precisazione. Anche il materiale viaggiatori di Trenitalia a trazione termica risale agli anni 60/70/80 Aln 668 e Aln 663, alcuni dei quali anzichè bruciare nafta bruciano olio dei motori !!! Solo negli ultimi 3/4 anni sono entrati in servizio i famosi Minuetto che hanno motori adeguati alle normative. Dovranno sostituire il materiale più vechio ma il loro numero è ancora molto esiguo ed anche la capacità di carico viaggiatori è molto limitata.

  • Anna scrive:

    “Che la ferrovia sia meno impattante e più ecologica parliamone”

    Prego a te la parola Claudio, spiagaci come una colonna di TIR con motore diesel sia più ecologica di un treno merci elettrico…

  • Claudio scrive:

    Anche se la prima reazione di molti potrebbe essere “ecco i soliti ambientalisti che dicono sempre no”. La mia domanda: cosa c’è di diverso rispetto agli altri “NO” ?!?!?! tutti gli altri siti che dicono “NO” , propongono le stesse cose, forse fanno copia & incolla cambiando solo i nomi. Le adesioni, poi, sono le solite: tutti i gruppetti ambientalisti nostrani e qualche proprietario che si vedrà espropriare il suo pezzetto di terra, insomma il solito NIMBY. Le proposte: ricorrere a vai TAR o commissioni europee, sai che novità !!! Si smentiscono da soli, l’unico tratto nuovo è da Ravenna a Mestre tutto in pianura che sostituisce la Romea che è la più inquinante e pericolosa d’Italia. Che la ferrovia sia meno impattante e più ecologica parliamone……

  • Massimo D. scrive:

    Andate a spiegarlo a coloro che manifestano e boicottano lo sviluppo delle ferrovie vedi gruppi No-TAV e simili…