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Nasa svela galassia più distante, nata solo 440 milioni di anni dopo il Big Bang

Gli astronomi hanno osservato la galassia più distante mai osservata nell'Universo a 13,3 miliardi di anni luce da noi

Scritto da Hoda Arabshahi il 17.11.2012

Galassia più lontana mai osservata. Fonte NASALa più lontana galassia è apparsa come una piccola macchia ed è grande solo una frazione delle dimensioni della nostra Via Lattea, ma offre uno sguardo all’indietro in un tempo in cui l’Universo aveva solo il 3 per cento della sua età attuale, di 13,7 miliardi di anni. La galassia appena scoperta, denominata MACS0647-JD, è stata datata a 420 milioni di anni dopo il Big Bang, il punto teorizzato per l’inizio dell’Universo. La sua luce ha viaggiato per 13,3 miliardi di anni fino a raggiungere la nostra Terra.

Questa è l’ultima scoperta di un programma che utilizza le lenti naturali presenti nello spazio per rivelare galassie distanti nell’Universo primordiale. Il progetto Cluster Lensing And Supernova Survey with Hubble (CLASH), è mandato avanti da un team internazionale guidato da Marc Postman dell’Istituto di Scienze di Baltimora, negli USA, che sta utilizzando gli ammassi galattici massicci come fossero telescopi cosmici che ingrandiscono le galassie lontane che si trovano dietro di essi. Questo effetto è conosciuto come lente gravitazionale, un fenomeno caratterizzato dalla deflessione della radiazione emessa da una sorgente luminosa a causa della presenza di una massa posta tra la sorgente e l’osservatore, e teorizzata per la prima volta da Einstein.

Attraverso un percorso durato 8 miliardi di anni nel suo viaggio, la luce emessa da MACS0647-JD ha imboccato una ‘deviazione’ intorno ad un ammasso galattico massiccio soprannominato MACS J0647 7015. Senza la potenza di ingrandimento dell’ammasso galattico, gli astronomi non sarebbero mai stati in grado di osservare questa lontanissima galassia. Grazie alla lente gravitazionale, il team di ricerca del programma CLASH è riuscito ad osservare tre immagini ingrandite di MACS0647-JD con il telescopio spaziale Hubble. La gravità dell’ammasso galattico ha aumentato la luce della galassia lontana, creando le immagini che appaiono circa 8, 7 e 2 volte più luminose di quelle che finora hanno permesso agli astronomi di rilevare la galassia in modo più efficiente e con maggiore certezza.

Questo ammasso galattico fa quello che nessun telescopio artificiale è in grado di fare”, ha dichiarato Postman. “Senza l’ingrandimento, sarebbe necessario un enorme sforzo per osservare questa galassia.” Occorrerebbero infatti telescopi con sensibilità fuori dalla nostra portata.

MACS0647-JD è così piccolo che potrebbe essere nelle prime fasi di formazione di una galassia più grande. Le analisi mostrano che la galassia ha una larghezza  di meno di 600 anni luce. Basandosi sulle osservazioni di galassiesimili, gli astronomi stimano che una galassia di pari età dovrebbe avere una larghezza di circa 2.000 anni luce.

Per fare un paragone, la Grande Nube di Magellano, una galassia nana vicina alla Via Lattea,  ha una larghezza di 14.000 anni luce, e la nostra Via Lattea di 150.000 anni luce.

“Questo oggetto cosmico potrebbe essere uno dei tanti elementi costitutivi di una galassia”, ha spiegato l’autore principale dello studio, Dan Coe. “Nel corso dei prossimi 13 miliardi di anni, potrà avere decine, centinaia, o addirittura migliaia di eventi di fusione con le altre galassie ed i frammenti galattici.”

La galassia è stata osservata con 17 filtri, che misurano gli spettri elettromagnetici dal vicino ultravioletto al vicino infrarosso, utilizzando gli strumenti Wide Field Camera 3 (WFC3) ed Advanced Camera for Surveys (ACS) del telescopio Hubble. Coe, un membro del team CLASH, ha scoperto la galassia nel mese di febbraio, studiando un catalogo composto da migliaia di oggetti gravitazionalmente ingranditi  nelle osservazioni realizzate da Hubble di 17 ammassi nel programma CLASH. Ma la galassia appare solo nei due filtri più rossi.

Il progetto CLASH ha identificato le immagini multiple di otto galassie ingrandite dall’ammasso galattico. Le loro posizioni hanno permesso al team di produrre una mappa della massa dell’ammasso, che principalmente è formato da materia oscura. La materia oscura è una forma invisibile di materia che costituisce la maggior parte della massa dell’Universo.

“Sembra un grande puzzle”, ha affermato Coe. “Dobbiamo organizzare la massa dell’ammasso in modo da far deflettere la luce di ogni galassia alle posizioni osservate.”  Le analisi del team hanno rivelato che la distribuzione di massa dell’ammasso ha prodotto tre immagini ingrandite di MACS0647-JD delle posizioni e della luminosità  osservate nelle immagini di Hubble.

Questo risultato sarà pubblicato nel numero del 20 dicembre della rivista Astrophysical Journal, stando a quanto riferisce il sito ufficiale della Nasa.

Lo spostamento verso il rosso (o redshift in inglese) è una conseguenza dell’espansione dello spazio-tempo. Coe ha stimato che MACS0647-JD ha un redshift 11, la più alta cifra finora ottenuta.

Tuttavia, la galassia MACS0647-JD potrebbe essere troppo lontana perché un qualsiasi telescopio attuale possa confermare questa misura con la tecnica spettroscopica.

All’inizio di quest’anno, il team CLASH ha annunciato la scoperta di una galassia che esisteva quando l’Universo aveva 490 milioni di anni, cioè 70 milioni di anni più tardi rispetto alla nuova galassia dei record.

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  • panfema scrive:

    fantastico non ho parole……….quando riusciremo ad avere nel 2020 telescopi con specci di diametro 40 metri e telescopi neferometrici beati voi ne vedrete delle belle!!!!

  • chiara scrive:

    io sono una banbina che studia